Bucci: «Mascherine adesso per evitare misure drastiche dopo»

<Domani ci sarà una riunione in Prefettura – ha detto il Sindaco -. Dopo un piccolo periodo di tolleranza, dovremo fare in modo che le norme siano rispettate>. Quindi scatteranno le sanzioni; la sanzione per chi non usa la mascherina è di circa 400 euro

<Le decisioni per il centro storico sono esclusivamente legate all’analisi epidemiologica della circolazione in città del Covid – ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti -. Sono misure blande prese grazie anche grazie all’analisi informatizzata dei dati. Sono state prese perché si tratta di una delle zone dove è più difficile evitare assembramenti e dove c’è una maggiore concentrazione del virus. Non è pericoloso se si frequenta con le dovute precauzioni: usare la mascherina quando non si è a distanza sufficiente dagli altri. Non ci piace prendere queste decisioni se le abbiamo prese è per evitare domani misure più strette>.

<La salute è al primo posto – ha detto il sindaco Marco Bucci -, sulla salute non si fanno discussioni politiche. Se ci fosse bisogno avremmo messo mascherine sul monte Fasce: non c’è alcuna altra manovra dietro. Ora è importante che si usino mascherine 24 ore su 24. Non c’è alcun motivo per non andare nei bar, nei ristoranti e nei negozi, ma usando le mascherine e lavando le mani più spesso. Un nuovo lockdown sarebbe inopportuno, rovinerebbe l’economia della città. È piccolo sacrificio che chiediamo per non chiedere dopo un sacrificio più grande>.

Riguardo l’ordinanza pubblicata nella giornata di ieri, l’ambito geografico di applicazione delle misure disposte è da intendersi riferito esclusivamente al “centro storico” del Comune di Genova, come delimitato nei confini Nord e Sud, rispettivamente, dalle vie indicate nella suddetta ordinanza: via Marinai d’Italia, via Fanti d’Italia, via Andrea Doria, via Balbi, Piazza della Nunziata, via Paolo Emilio Bensa, largo Zecca, via Cairoli lato Sud, piazza della Meridiana, via Garibaldi lato Sud, Piazza delle Fontane Marose, via XXV Aprile, piazza Giacomo Matteotti, via Porta Soprana, via del Colle, via Eugenio Ravasco, via Madre di Dio, barriere doganali del Porto. Il richiamo alle vie citate nell’ordinanza è infatti funzionale soltanto a circoscrivere e delimitare l’area geografica oggetto delle nuove misure. Nelle medesime vie non trova applicazione l’ordinanza.

È di tre casi positivi di coronavirus al giorno ogni diecimila abitanti, l’indice 10 volte superiore alla media estiva che ha fatto scattare l’ordinanza che obbliga a indossare la mascherina h.24 nel centro storico di Genova. Lo ha spiegato il responsabile Prevenzione di Alisa Filippo Ansaldi

In consiglio comunale, nel pomeriggio, aveva detto: <Abbiamo un potenziale cluster nel centro storico, i positivi in una sola zona sono saliti a più di 20 in quattro giorni. Ieri abbiamo ricevuto l’allarme da parte dei medici e ci siamo subito attivati. La Regione Liguria ha emesso l’ordinanza, in modo da assumere i provvedimenti volti a evitare il diffondersi del contagio. È una precauzione, non dovrebbe spaventare nessuno, però deve far capire che il problema non è stato risolto e che sta ritornando, come si vede in tante città d’Italia e soprattutto negli altri Paesi come Francia e Spagna. Non credo che sarà necessario assumere altre misure se la situazione resta quella che è, se ci saranno altri cluster prenderemo le misure per contenerli. Tengo a precisare che non abbiamo voluto assolutamente “ghettizzare” il centro storico, come qualcuno questa mattina ha detto. Faremo un’azione di rinforzo: domani pomeriggio in Prefettura ci sarà una riunione per definire le modalità di questa azione, che sarà volta a far rispettare l’obbligo di tenere la mascherina. Ci sarà la movida, ci saranno i bar, i ristoranti e tutto il resto aperto, ma bisogna prendere le precauzioni suggerite dalla comunità scientifica>

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