Palazzo Nicolosio Lomellino, viaggio nel palazzo di un ricco mercante del Siglo de oro – VIDEO

Genova era economicamente potentissima, Nicolosio uno degli uomini più ricchi della città. La sua casa è un viaggio indietro nel tempo nel Cinquecento, tra affreschi di Strozzi riscoperti meno di 20 anni fa sopra un controsoffitto e restaurati, un giardino spettacolare, architetture e decorazioni manieriste uniche e anche quelle recuperate. Un mini documentario realizzato anche in volo, col drone, vi porterà a conoscere uno dei più bei “Palazzi dei rolli” di Genova, patrimonio dell’umanità Unesco

Vi consigliamo di vedere il filmato direttamente su Youtube, impostando la modalità HD

Alla metà del Cinquecento, la Repubblica di Genova decide di sfrattare il quartiere a luci rosse della città che in zona era da due secoli (le prostitute pagavano le decime e grazie al loro contributo fu costruita una parte del porto) per avviare una lottizzazione con cui guadagnare denaro per la città. Ad aggiudicarsi i lotti sono le famiglie più ricche di Genova che costruiscono dimore favolose. C’è chi si aggiudica i lotti e li rivende a cari prezzo. Essere presenti in “Strada Nuova” (oggi via Garibaldi) era motivo di grande prestigio. Così Nicolosio Lomellino, che si era arricchito col commercio dei coralli, acquista il suo spazio e costruisce il suo palazzo tra quelli di altre potenti famiglie genovesi.

Il risultato è un capolavoro manierista, progettato da Bernardo Castello, detto “Il Bergamasco”, con l’originalissima facciata che sembra fatta di merletto grazie agli stucchi realizzati da Marcello Sparzo che si occupò anche di quelli del palazzo di Andrea Doria, l’uomo certamente più potente e ricco, che con le sue capacità fece Genova grande grazie ai prestiti di denaro delle famiglie al re di Spagna, ottenendo in cambio anche la possibilità di sfruttare la nuova risorsa delle “Americhe” e il via libera per i commerci nel Mediterraneo.

Un secolo dopo, il palazzo fu acquistato da Luigi Centurione, cento anni dopo ancora dai Pallavicini e, dopo una breve parentesi di proprietà Raggi, nel 1865 ad acquistarlo fu il barone Andrea Podestà, figura di spicco della Genova del tempo e per ben tre volte sindaco della città. Per discendenza diretta, la dimora è pervenuto agli attuali proprietari che la hanno ristrutturata e recuperata, portando alla luce, pochi anni fa, non solo i colori rovinati dal tempo e da interventi successivi, ma anche gli affreschi celati dal controsoffitto e uno spazio completamente dimenticato.

Il primo piano nobile, lo scalone, il cortile e il giardino del palazzo vengono periodicamente aperti al pubblico. Qui il link con tutte le informazioni.


Cosa sono i Palazzi dei Rolli

I Palazzi dei Rolli sono un gruppo di palazzi nobiliari che, al tempo dell’antica Repubblica, erano obbligati, sulla base di un sorteggio pubblico dalle liste degli alloggiamenti pubblici (dette “rolli”), ad ospitare le alte personalità che si trovavano a Genova in visita di Stato. Essi comprendono una serie di edifici tardo-rinascimentali e barocchi che hanno, di norma, tre o quattro piani con spettacolari scaloni aperti, cortili e loggiati che si affacciano su giardini. Molti degli interni, nonostante il trascorrere dei secoli e i pesanti danni dovuti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, presentano le decorazioni originali dei maggiori autori del manierismo e del barocco genovese. In epoche successive, le medesime abitazioni hanno ospitato viaggiatori illustri che includevano il capoluogo ligure nel loro Grand Tour.


Sotto: il servizio sulla chiesa di San Francesco di Castelletto di cui si parla nel video sopra.

Il progetto di GenovaQuotidiana “GenovaÈ”

GENOVA TURISMO, cosa fare a Genova? Probabilmente molto più di quello che pensate. Palazzi rinascimentali ancora arredati, parchi esoterici o massonici, un tuffo nel medioevo nei luoghi da cui partivano i crociati, antiche botteghe, musei, mostre. GenovaQuotidiana vi propone una serie di documentari web per vedere le immagini e conoscere la storia e le curiosità delle location più interessanti della città con video e foto spettacolari realizzati anche col drone. A questo link troverete i precedenti mini documentari e, nei prossimi giorni, quelli futuri.

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