Insulti sessisti via social, Anna Pettene denuncia alla Polizia

La candidata indipendente che sostiene Massardo presidente ha depositato denuncia presso la Questura contro gli autori di alcuni commenti sulla sua pagina per “sessimo e diffamazione”, aggravata dall’utilizzo del mezzo web

<Mi hanno detto “Se ti candidi queste cose deve metterle in conto”. Noi, non le metto in conto. Anche adesso voglio lottare contro le cose contro le quali combatto nella vita>. Lo dice Anna Pettene, candidata indipendente al Consiglio regionale per la lista “Massardo Presidente”. <Ho denunciato perché questa cosa deve lasciare un segno – spiega -. Se attraverso gli account che ho denunciato saranno individuate le persone che hanno scritto quelle cose sulla mia pagina, vedremo se loro lo avranno messo in conto di venire denunciati. Chi scrive in maniera diffamatoria, violenza, sessista, deve avere delle conseguenze. È una Battaglia di civiltà: hanno offeso la mia persona, i miei figli, tutte noi donne>.

Ecco il post che ha pubblicato da Anna Pettene sulla sua pagina.

IL CORAGGIO DI DENUNCIARE E IL DIRITTO AL RISPETTO – Da quando ho iniziato la mia campagna come candidata alle elezioni regionali della Liguria ho ricevuto moltissimi attestati di stima, amicizia, vicinanza, spunti per discutere. È il bello della politica come dialogo, confronto di idee, crescita personale e collettiva.È però accaduto qualcos’altro, che mi ha colpito e ferito come donna e cittadina e che voglio denunciare qui, con un atto politico, dopo essermi recata oggi in Questura per sporgere denuncia per diffamazione aggravata dal sessismo.In queste settimane sono stata oggetto sui social, giorno dopo giorno, dei peggiori insulti sessisti indirizzati a me come donna, con l’intento di ferirmi, degradarmi, rimettermi nel posto in cui, nell’immaginario di questi uomini piccoli piccoli, dovrebbero stare le donne, tutte le donne, tutte noi, al di là delle differenze culturali, politiche, generazionali.La mia risposta non poteva essere solo legale. Perché non è solo una questione personale, ma collettiva. È in gioco l’idea stessa di spazio democratico in cui noi donne decidiamo liberamente come muoverci, cosa dire, cosa pensare, quale spazio occupare senza che nessuno possa permettersi di usare la violenza e l’odio per rimetterci a posto.Ogni atto d’odio che lasciamo passare, a cui non rispondiamo in modo fermo con la legge, la cultura, la politica, è un passo indietro sui nostri diritti fondamentali.Oggi proseguo la mia campagna politica ancora più determinata e convinta che ci sia la necessità di una nuova stagione di rinascita collettiva animata da nuove idee, nuovi linguaggi, nuova cultura. In questa rinascita noi donne giochiamo un ruolo vitale.

Ad Anna Pettene esprimiamo la più completa solidarietà. GenovaQuotidiana da sempre combatte contro i commenti violenti e/o ingiuriosi. Questo ci ha causato anche inimicizie, ma crediamo che sia importante fare della nostra pagina un’oasi dove le discussioni civili tra persone anche di idee molto diverse non scadano in insulto, turpiloqui e violenza verbale.

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