Pestaggio dello straniero nei vicoli: non scaramuccia nella movida, ma lite di condominio

L’uomo picchiato in vico Vegetti ha 62 anni ed è vicino di casa dei due che lo hanno mandato all’ospedale con entrambe le sopracciglia spaccate, i denti rotti, le labbra gonfie e tumefatte a forza di pugni e calci. La prognosi è di 30 giorni

È successo nell’area della movida, ma non è una lite nata nella vita notturna dei carruggi quella che ha portato due uomini di 27 e 35 anni a massacrare un 62enne. Nonostante siamo entrambi italiani i picchiatori e sia senegalese la vittima, non è nemmeno questione di razzismo. La zona è sì quella della movida, vico Vegetti, ma il motivo scatenante è stata una banale lite di condominio.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato che è intervenuta arrestando i due uomini (poi scarcerati: il giudice, alla direttissima, non ha convalidato l’arresto perché a suo parere era trascorsa la flagranza) lo straniero, esausto per il baccano emesso dall’appartamento soprastante e desideroso di riposare, avrebbe bussato a una finestra, sporgendosi dalla sua. Erano le 2:30 di notte. Per tutta risposta, i due italiani sarebbero scesi nell’appartamento sottostante e avrebbero picchiato selvaggiamente lo straniero “colpevole” di aver chiesto di dormire perché il giorno dopo sarebbe dovuto andare al lavoro (l’uomo è regolare sul territorio e ha un’occupazione). Insomma, una richiesta di tranquillità che va al di là di confini territoriali e nazionalità, né mala movida né razzismo. Il senegalese, medicato al pronto soccorso, è stato giudicato guaribile in 30 giorni, che non sono pochi. Aveva entrambe le sopracciglia spaccate, i denti rotti, le labbra gonfie e tumefatte. Quello che è certo è che è stato un connazionale della vittima a chiamare il 112 per chiedere soccorsi. È arrivata un’ambulanza della Croce Bianca Genovese che ha soccorso il pover’uomo e lo ha portato in ospedale, poi, secondo gli accusati è arrivato un gruppo di stranieri e i due picchiatori si sarebbero asserragliati in casa con le fidanzate per paura di una rappresaglia. Una delle compagne, incinta, ha avuto un malore ed è stato nuovamente chiamato il 112. La donna, poi, ha rifiutato il soccorso nonostante i militi fossero pronti a trasportarla in ospedale. I soccorritori raccontano di essere stati insultati e lo stesso trattamento lo hanno subito i poliziotti, tanto che i due uomini sono stati anche denunciati per oltraggio.

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