Al cinema Sivori anteprina di “Easing Life – La vita Facile”

Presentato al Torino Film Festival, il film è una commedia delicata e sincera che, con leggerezza, sfiora argomenti quanto mai attuali. Alla regia una coppia di fratelli all’esordio, Peter e Orso Miyakawa, per una storia che ci parla di chi siamo e di chi vorremmo essere, tutta giocata sul filo sottile dell’ironia e con un tocco di speranza e umanità

Al cinema Sivori martedì 15 settembre (ore 21,15) si terrà la proiezione in anteprima di un film girato in Liguria, a Ventimiglia: Easy Living – La vita facile, opera prima di Orso e Peter Miyakawa.

Circuito Sivori

(Salita Santa Caterina 12, tel. 010 5532054)

Martedì 15 settembre 2020, ore 21,15

Anteprima del film e incontro con i registi

Easy living – La vita facile

Regia Orso e Peter Miyakawa

Con Manoel Hudec, Camilla Semino Favro, Alberto Boubakar Malanchino, James Miyakawa

Commedia, Italia, 2019 – Durata 93’

Al termine della proiezione i registi Orso e Peter Miyakawa, con Dario Bonazelli (I Wonder), incontrano il pubblico. La serata è condotta dalla giornalista Giorgia Fabiocchi.

I due registi presentano il film e incontrano il pubblico, insieme a Dario Bonazelli (I Wonder Pictures). Il film è distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. La serata è condotta dalla giornalista Giorgia Fabiocchi di Radio Babboleo.

Presentato al Torino Film Festival, il film è una commedia delicata e sincera che, con leggerezza, sfiora argomenti quanto mai attuali. Alla regia una coppia di fratelli all’esordio, Peter e Orso Miyakawa, per una storia che ci parla di chi siamo e di chi vorremmo essere, tutta giocata sul filo sottile dell’ironia e con un tocco di speranza e umanità.

“Abbiamo notato spesso – dichiarano i registi – in questi anni carichi di conflitti ideologici, come i film che trattano l’argomento dell’immigrazione clandestina siano quasi sempre intrisi di dramma, tragedia, accuse e sensi di colpa. Indubbiamente, tutto questo può essere utile a rappresentare il dolore e la difficoltà nella quale versano queste vite. Non sempre però, secondo noi, giocare sui sensi di colpa di chi guarda, aiuta a creare empatia. Anzi, spesso finisce per allontanare il pubblico dal soggetto. Nel nostro film, abbiamo provato ad approcciare il tema dell’immigrazione in maniera leggermente diversa”.

Un ragazzino di quattordici anni, una giovane universitaria che contrabbanda medicine sulla frontiera italo-francese e un bizzarro maestro di tennis americano che sogna di fare il pittore. Le loro vite vengono scombussolate dall’incontro con un migrante clandestino che cerca di passare il confine con la Francia. Siamo a Ventimiglia e tra tennis club, cene consumate a lume di candela e vecchi film visti al cinema, l’improbabile trio composto da Brando, Camilla e Don, insieme a Elvis, legati tra loro da un insolito legame di amicizia, affronterà una piccola, grande avventura.

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