Alessio, il presidente del Municipio: «Valpolcevera pronta a chiedere la grazia»

Per il ventottenne che ha ucciso il padre è stata decisa la custodia cautelare domiciliare. Il reato che ha confessato autodenunciandosi, secondo il gip, è frutto dell’esasperazione del ragazzo nei confronti del genitore violento. Un peso nella decisione l’hanno avuto anche le lettere di 100 coetanei della zona, della Croce Rossa presso cui il ragazzo prestava volontariato e dello stesso Federico Romeo che ora si mette alla testa della catena della solidarietà. Nascerà anche un’associazione per aiutare Alessio, il fratello Simone e la madre

Un peso considerevole ha avuto la vicinanza della comunità della Valpolcevera, una comunità vera, mossa da quello che Alessio Scalamandré è sempre stato: disponibile per tutti, un bravo ragazzo che si divideva tra famiglia, amici e lavoro, capace di gesti di grande generosità. Così lo descrivono le lettere consegnate al legale del giovane, Luca Rinaldi, perché potesse depositarle presso il giudice delle indagini preliminari, Angela Maria Nutini.
<Sono felicissimo e non vedo l’ora di abbracciare Alessio> dice il presidente del Municipio Valpolcevera, Federico Romeo, 28 anni come Alessio, che pure sa che la strada è ancora lunga. Scalamandré non potrà parlare con nessuno fino a quando non si esauriranno le esigenze cautelari. Ma dal primo minuto c’è, comunque, <una comunità al suo fianco – prosegue Romeo -. Per qualsiasi bisogno della famiglia per le fasi del processo, per le spese legali, la gente della Valpolceverà ci sarà. Siamo pronti a chiedere la grazia al Presidente della Repubblica>.
Alessio ha confessato da subito, quando lui stesso ha chiamato il 112 per dire che il padre non si muoveva più. La pena prevista in caso di condanna, con l’aggravante del vincolo di parentela dell’uso di arma impropria (un mattarello e un cacciavite) è certamente superiore ai 3 anni e il ragazzo non potrebbe usufruire della condizionale. Per il delitto in questione è prevista una pena detentiva non inferiore nel massimo a 5 anni. Romeo, tutti i ragazzi della Valpolcevera che hanno firmato la lettera, tutte le persone della zona che hanno a cuore il destino di Alessio sanno che la strada sarà lunga. Ma, intanto, le testimonianze della comunità (insieme al fatto che il giovane sia incensurato) hanno avuto il proprio peso.
<Il peso della comunità è stato il cuore – dice Romeo. A volte ci si lamenta della società capace solo di divisioni. Stavolta, in questa situazione, è stato diverso e io sono orgoglioso di fare parte della comunità della Valpolcevera, una comunità dove, se c’è un problema, una realtà in difficoltà, scatta la molla e ci si fa in mille per aiutare. In questi giorni ho rivissuto la reazione della zona quando è crollato il ponte: c’eravamo tutti. Da lunedì mi hanno scritto in molti: singoli, associazioni. In molti hanno proposto iniziative e cene di solidarietà. Stiamo pensando di fondare un’associazione in nome di Alessio per fare anche beneficienza sul territorio. Ci riuniremo tutti, nei prossimi giorni, per discutere i passi da fare a favore di Alessio>.

In copertina e nella pagina: alcune foto di Alessio con gli amici della Valpolcevera, scattate in tempi differenti. In tutte è presente anche il presidente del Municipio Federico Romeo.

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