“Santino” elettorale, consigliera leghista si promuove con servizi di Polizia locale

In piena pausa istituzionale pre elezioni di legge, Lorella Fontana, candidata in Regione, dopo un sopralluogo a Voltri scortata dal dirigente Maccari e altri 5 uomini della Polizia locale, trasforma nella sua pubblicità elettorale la presentazione di un nuovo servizio per i cittadini (pagato dalla collettività) tirando per la giacchetta il Comando e lo stesso Comune


Primo atto

L’intricata vicenda comincia il 28 giugno, quando l’assessore del Municipio Ponente Matteo Frulio pubblica questo post sulla sua bacheca annunciando i controlli della polizia locale del locale distretto, il 7º, sui camperisti giunti in zona.

Il giorno dopo, 29 luglio, Lorella Fontana arriva nella zona commerciale di Voltri e lì arriva contemporaneamente anche il dirigente della Polizia locale, l’architetto Varno Maccari, con il suo autista dedicato (è l’unico ad averlo al Comando. Non lo hanno né il comandante Gianluca Giurato né il vice comandante Monica Bocchiardo che pure sono più alti in grado di lui). Fontana è consigliere comunale (capogruppo) della Lega e subito dopo avrebbe annunciato la candidatura alle regionali. Maccari chiama a presenziare sul posto il comandante del distretto (cioè gli ordina di partecipare al sopralluogo insieme ai suoi uomini, tre, in forze in quel momento in zona). Tutti insieme girano un negozio dopo l’altro per parlare della situazione della sicurezza nel quartiere. Quella di Fontana non è e non può essere una visita istituzionale: non ha alcun ruolo nell’Amministrazione. Cosa ha rappresentato quel giro se non legittima campagna elettorale? È stata, però, altrettanto legittima la scorta della Polizia locale?
La vicenda nasce dall’arrivo di alcuni camper a Voltri. Per i leghisti sono tutti “zingari” e sono la ragione di alcuni furti che si sono verificati nei negozi. In realtà sono per metà camperisti italiani (Voltri è presente come destinazione in tutti i forum di settore italiani, svizzeri e francesi) e solo per metà rom e per ora non c’è alcuna prova che siano collegati ai reati. Già dal giorno precedente (come aveva scritto Frulio su Facebook) il distretto li aveva controllati tutti, fatti spostare se sostavano in divieto, verificato i documenti e le assicurazioni. Contrariamente a quello che pensa (e scrive sui social) qualcuno della zona, non si possono mandare via se rispettano le vigenti leggi italiane, Codice della strada compreso, esattamente come non si possono arrestare e portare via in manette gli ubriachi, che possono essere solo sanzionati a norma di legge. Non è così facile come sembra ai populisti difendere il decoro urbano: è un compito complesso con non molti strumenti a disposizione. Dell’intervento della polizia locale il giorno precedente la visita di Fontana e Maccari, comunque, abbiamo dato nota in questo articolo il giorno stesso, il 28 luglio.

Fontana non ha alcun titolo per fare operazioni congiunte con la Polizia locale a nome dell’amministrazione comunale, anche se di solo ascolto si tratta, né membri della Polizia locale (ben sei) possono scortare un semplice consigliere nelle sue attività di partito. Della visita congiunta non è facile comprendere le ragioni a rigor di leggi e regolamenti.
A dir la verità, solitamente, Fontana è presente sul territorio, attenta alle regole e all’istituzione, moderata anche se decisa nelle espressioni in consiglio comunale, mette in pratica la buona regola che vede in chi sta dall’altra parte della barricata politica avversari e non nemici, arriva preparata ai consigli (non crediate sia cosa poi così comune, di questi tempi), è il motore del gruppo e uno dei propulsori della maggioranza del consiglio. Non ha mai fatto sconti a nessuno. Anche dalla maggioranza ha combattuto diverse battaglie, ad esempio per la qualità del trasporto pubblico e dell’igiene urbana. Alla luce di tutto questo, è inspiegabile come sia potuta nascere tutta questa vicenda.

Il giorno del sopralluogo della consigliera leghista Frulio posta su Facebook un altro messaggio.

Il giorno dopo ancora, su un quotidiano di area centrodestra, esce però un articolo in cui la consigliera leghista dichiara che il dirigente Maccari (e non vice comandante come in tanti lo chiamano perché la vice comandante, come si è detto, è, in realtà, Monica Bocchiardo) avrebbe detto di non aver mai ricevuto alcuna segnalazione a proposito della situazione dal Municipio Ponente e dal suo assessore delegato, Matteo Frulio. Così non è. Ci sono le prove: le mail inviate, il continuo dialogo col distretto di Polizia locale (anche per il “famoso” l’intervento sui camper), i continui confronti al tavolo mensile sulla sicurezza che coinvolge i Municipi.

Il Municipio, quindi, convoca Maccari in giunta. Per puro caso è presente anche il segretario generale del Comune, Pasquale Criscuolo, arrivato in anticipo per discutere di un altro punto all’ordine del giorno, che assiste alla scena. La giunta municipale chiede a Maccari se è vero che avrebbe detto quello che Fontana avrebbe riferito al quotidiano e che è effettivamente stato pubblicato. Lui la tira alle lunghe. Poi, messo alle strette, dichiara: <Quello che è comparso sul giornale è sbagliato>. Tutto è stato verbalizzato e chiunque ne abbia interesse può chiedere l’accesso agli atti. È una fortuna che non l’abbia detto davvero, perché se così fosse stato, oltre ad essere un falso (e proprio perché è falso) sarebbe stato un’azione politica a sostengo della Lega e a discredito di un partito di opposizione (in maggioranza in Municipio). Un’azione che avrebbe portato il dirigente alla necessità di dimissioni immediate perché se è vero che il suo compito è fiduciario (è stato direttamente nominato dal Sindaco a tempo determinato fino alla fine del mandato di questa giunta e non assunto secondo concorso per titoli ed esami) è anche vero che il ruolo di dirigente di Polizia locale non può coesistere, nell’espletamento delle sue funzioni, con l’attivismo politico per un partito. Ipotesi che, non avendo detto la cosa che gli viene attribuita, possiamo per fortuna escludere, anche se è comunque difficile spiegare il sopralluogo congiunto con una semplice consigliera e l’impiego di ben 6 uomini. Già nel Corpo suscitò molte polemiche la sua partecipazione alla cena della Lega con Salvini del febbraio scorso, non si sa se a titolo personale o per compiti d’istituto, però certamente in borghese e altrettanto certamente non solo fuori, ma all’interno della sala (allestita al padiglione B della Fiera) di una cena che non era istituzionale, ma privata. Di partito, appunto.

Rimane però difficile credere che Fontana si sia inventata tutto di sana pianta ripetendolo anche a una giornalista, anche perché la stessa cosa scrivono sui social altre persone presenti al sopralluogo. Qual è la verità?


Nel frattempo, sui social parte la cagnara.

I supporter della Lega presenti al sopralluogo Fontana-Maccari si scatenano. Una signora scrive il messaggio che vedete sopra. Quello dove una volta di più si ricordano le parole che Maccari (lei lo chiama “comandante” ma, come abbiamo visto, non è né comandante né vice comandante) avrebbe detto. Non è l’unica (vedi foto ancora sopra). Guardacaso, le stesse parole che l’indomani si leggeranno sul quotidiano e che sono state però smentite dallo stesso dirigente, come da verbale di giunta municipale del Ponente. Addirittura, la signora si spinge a chiedere (facendo un po’ di confusione sui ruoli) se questi avesse fatto il “cazziatone” (arguiamo questo dovrebbe significare “cazzettone”) al Municipio. Insomma, la visita congiunta viene interpretata, in maniera decisamente folcloristica, come la falange Lega-Polizia locale che cala sull’istituzione Municipio Ponente. Vero è che è del tutto inusuale che un consigliere comunale senza deleghe venga scortato da un dirigente, dal suo autista personale, da un commissario titolare di posizione organizzativa e da 3 agenti e che questi effettuino insieme l’ascolto e la ricezione delle lamentele dei cittadini. Altro conto sarebbe stato se al posto di Fontana ci fosse stato un assessore, cioè un rappresentante dell’istituzione-Comune.
C’è da dare nota di una bizzarra circostanza: Fontana ha rilasciato in questi giorni allo stesso quotidiano un’altra intervista dove pare dimenticare che la sicurezza in città, quindi anche a Voltri, ricade da più di tre anni sotto la responsabilità di un assessore del suo stesso partito. C’è chi, nelle file della Lega, non ha ancora saputo fare il passo da forza di opposizione a forza di governo.

Oltre al post che potete vedere sopra, Frulio diventa soggetto di molti altri post di area politica avversa, uno dei quali arriva a raccontare (inesistenti) sue reazioni manesche. I post spariscono tutti, cancellati da chi li ha scritti (anche a seguito di una granaiuola di critiche da parte di altri utenti social), ma l’assessore ha fatto tutti gli screen e sta valutando di sporgere querela. Da parte del suo partito, il Pd, arriva la solidarietà.

Secondo atto

Stamattina, la pagina Facebook “Cornigliano la Rinascita” anticipa i contenuti di una conferenza stampa dell’assessorato comunale alla Sicurezza prevista per domani, lunedì 10 agosto. A che titolo non è dato saperlo. Si parla sulla pagina di una <rete che sarà formata dalla Polizia locale, volontari e da associazioni e comitati di quartiere compreso il Civ (il consorzio dei commercianti n. d. r.) alla quale ci si potrà rivolgere direttamente per qualunque segnalazione, come, ad esempio, la presenza di loschi individui che si aggirano per la delegazione e/o atteggiamenti che vanno contro quelle che sono le regole del vivere civile>. Sicuramente la realtà è un po’ diversa, perché vista così un po’ fa sorridere (immaginate che un cittadino, mentre va a prendere il pane, denunci al fornaio lo spaccio), un po’ mette i brividi, perché parla di un gruppo di cittadini “eletti”, “nominati” a dare corpo a quelle che vengono descritte quasi come fossero “ronde istituzionali”. Certamente (lo speriamo) l’enfasi e la totale incompetenza in materia di sicurezza ha spinto semplici cittadini a scrivere qualcosa che difficilmente potrebbe conciliarsi con le vigenti leggi e che quindi non può essere reale. La Polizia locale può raccogliere segnalazioni e denunce (questo farà sul camper che girerà in diversi quartieri, su cui sarà personale del Corpo), non certo fare squadra con privati cittadini per la sicurezza. Sotto potete vedere il post in cui si legge l'”anticipazione” rispetto alla conferenza stampa di domani (lunedì) in cui “Cornigliano la Rinascita” si fa portavoce, non si sa a che titolo, della Civica Amministrazione mischiandola con il partito della Lega e non dimenticando di citare anche un consigliere di Fratelli d’Italia.

Inizialmente, sotto il post ci sono 4 foto, ma alla fine ne restano solo due, mentre le altre vengono cancellate.

Una foto, quella dell’auto della polizia locale, è stata letteralmente rubata (a proposito di legalità!!!) da “Cornigliano per la Rinascita” al nostro sito, GenovaQuotidiana.com. Ne abbiamo chiesto e ottenuto l’immediata cancellazione. Francamente, ci comprenderete, non ci ispira molta fiducia chi comincia quello che definisce come volontariato per la legalità con il mancato rispetto delle leggi sul copyright. Non c’è molta differenza tra rubare il marchio di uno stilista come fanno i venditori di oggetti contraffatti o la foto proprietà di altri. La legge è uguale per tutti.

La seconda è una foto di spalle di assistenti civici, una figura istituita dal Governo (attraverso un bando della Protezione civile nazionale) per aiutare i Comuni a far rispettare le regole di distanziamento in parchi e spiagge (e non certo per fare le guardie vicarie come scrive la pagina Facebook) e per aiutare nell’assistenza sociale delle fasce di cittadini più fragili e maggiormente esposte ai rischi portati dal Covid-19 e non nella sicurezza (nella quale i privati cittadini non hanno e non possono avere alcun titolo ad operare). Ci auguriamo che domani il Comune si affretti a precisare il ruolo degli assistenti civici e smentisca la bizzarra e inopportuna descrizione del nuovo servizio reso dalla pagina Facebook.

La terza è la foto dell’assessore alla Sicurezza e di alcuni attivisti della Lega (“Cornigliano per la Rinascita” fa un po’ tanta confusione tra Amministrazione comunale e Lega (che è solo una parte della maggioranza ed è partito e non istituzione) ai giardini Melis di notte. Presente anche il dirigente Varno Maccari che nel comunicato a mezzo Facebook viene indicato un’altra volta erroneamente come vice comandante. Come si diceva, è, invece, dirigente (commissario con lauree – triennale in Scienze politiche e magistrale in Architettura che, però, non è specifica cioè, ad esempio, non darebbe titolo a partecipare a Genova a un concorso da ufficiale di Polizia Locale – promosso dirigente all’arrivo a Genova con provvedimento ad hoc – oltre che della Protezione civile solo dei distretti territoriali mentre i reparti speciali (Giudiziaria-Infortunistica, Sicurezza urbana-Commercio-Ambiente-Centro storico e Pronto intervento) e tutti i loro uomini sono sotto l’esclusiva e diretta competenza del comandante Gianluca Giurato attraverso i titolari di posizione organizzativa (i commissari comandanti). Il dirigente arriva da Milano, dove nel 2015, allora vice commissario (corrisponde all’ispettore genovese), era responsabile della squadretta anti borseggio di 15 uomini varata durante l’evento Expo e poi aumentata di qualche unità (per capirci, il reparto Sicurezza urbana di Genova ne ha 75 e Milano ha in totale almeno 3 volte gli operatori di Genova, con reparti che vedono centinaia di addetti). È stato pupillo dell’allora comandante Tullio Mastrangelo nei tempi dello straordinario “no limits” per la polizia locale del capoluogo meneghino, negli anni successivi nettamente contingentato dalla Corte dei Conti.
Recentemente (al termine del lockdown), alle competenze di Maccari è stata sottratta una porzione di territorio, quella del centro storico, che, a fronte di risultati decisamente non brillanti (infinite e decise le proteste di residenti e commercianti) e a una situazione che a all’inizio dell’estate stava prendendo una piega preoccupante, per quanto riguarda la sicurezza urbana e la prossimità è stata trasferita al reparto Sicurezza urbana che ora sta dando risultati tangibili e quotidiani in termini di arresti e denunce cominciando ad incidere, con tutta la comprensibile fatica necessaria, su una situazione incancrenita da decenni e che negli ultimi tempi aveva subito un’ulteriore degenerazione. È stato il sindaco Marco Bucci, a fronte delle lamentele della popolazione, a chiedere a Giurato una diversa e più efficiente copertura di quel territorio che il Comandante ha ritenuto (alla luce dei risultati, a giusta ragione) di trasferire sul reparto speciale.
Uno dei limiti della vecchia organizzazione era proprio l’intervento “on demand” istituito da Maccari e mutuato dalla squadra anti borseggi di Milano. Di fatto, parcellizzava gli interventi impiegando uomini e tempo su segnalazioni non di rado non veritiere (per diversi motivi) di un gruppo “scelto” di cittadini. Di fatto, più di 9 servizi su 10 davano esito negativo. Proprio ad alcuni cittadini, infatti, era stato dato un numero WhatsApp a cui segnalare le criticità. Ben si comprenderà che un conto è applicare il metodo agli avvistamenti dei borseggiatori in area turistica e altra cosa è tentare di governare allo stesso modo la vivibilità e la sicurezza a 360 gradi di uno dei quartieri più complessi d’Italia. Lasciando che chi da sempre grida più forte o si erge a rappresentante della popolazione (non di rado senza esserlo affatto) monopolizzi le attività non lasciando spazio alla programmazione di servizi basati su criteri più oggettivi. Lo stesso metodo WhatsApp è applicato dalla squadra anti taccheggio del 1º distretto territoriale che agisce nella sola via XX Settembre, iniziativa spesso criticata dai commercianti del resto di Genova perché riserva ai punti vendita (per lo più di grandi catene) della via più centrale della città. A Milano il numero serviva a segnalare reati e tentati reati su strada a danno dei cittadini. Qui il numero lo hanno i direttori di negozio che segnalano i taccheggiatori di frequente già fermati dalle guardie giurate interne negli esercizi che le hanno.
Nel centro storico non poche tra le queste criticità segnalate da abitanti e commercianti (i “soliti noti”, quelli che urlano più forte degli altri, peraltro, spesso suggeriti da esponenti istituzionali o di partito) erano solo “percezione”, “al lupo, al lupo”, mugugno senza fondamento, voci raccolte al bar e ingigantite. Per dirla in soldoni, non tutti gli stranieri sono spacciatori solo per il fatto di essere stranieri e la prostituzione non è reato per la legge italiana se non c’è sfruttamento. Inoltre il numero era usato da alcuni tra i commercianti non solo per segnalare conduzioni irregolari reali da parte di titolari di altre attività, ma semplicemente concorrenti o colleghi “antipatici” per qualsivoglia motivo: nel mirino c’erano sempre gli stessi negozi. Allo stato attuale, invece, tutti gli esercizi e gli artigiani vengono accuratamente controllati, senza esclusioni: sono già decine le denunce e si stanno moltiplicando le sanzioni e le segnalazioni all’ispettorato del lavoro e alla Asl. Le attività del reparto Sicurezza urbana si concentrano, oltre che sulla regolarità del Commercio, sullo spaccio (anche con la nuova unità cinofila) e sui comportamenti reali che minano la vivibilità della zona e perseguibili per legge con denunce o sanzioni secondo la rotazione tra le tre zone dei carruggi tra “Locale”, Polizia di Stato e Carabinieri stabilita in Prefettura.
Se anche a Cornigliano la strada scelta è quella dei “cittadini segnalatori scelti” già percorsa nei carruggi, l’iniziativa potrebbe nascere su un metodo che ha già dimostrato tutti i suoi limiti se applicato a sicurezza, legalità e vivibilità. Può essere, forse, di immediato ritorno per la politica (in particolare per certi politici di riferimento), ma alla lunga rischia di sottrarre risorse al reale lavoro da svolgere da parte della polizia locale e, alla fine, di diventare un boomerang per la stessa Amministrazione per la dispersione delle risorse e i non adeguati risultati raggiunti. Proprio come è stato nella città vecchia. Non possiamo, però, basarci su quanto scritto su una pagina Facebook per giudicare il nuovo servizio: aspettiamo le comunicazioni ufficiali.

La quarta foto è un “santino elettorale” in formato 2.0 (per i social) della consigliera comunale della Lega e candidata alle Regionali Lorella Fontana che da “Cornigliano per la Rinascita” viene presentato come pacchetto unico con l’attività istituzionale del Comune e con quella della Polizia locale. Un “santino” che si appropria di quello che viene chiamato “evento” (in questa parola sta tutto il problema: la presentazione di un servizio ai cittadini non è un “evento”) piazzandoci il logo del partito e la propria immagine. Senza che ci sia alcuna competenza amministrativa da parte della consigliera, apponendo il nome dell’assessore e persino quello del comandante Giurato che è stato bellamente e ben poco cortesemente tirato in ballo dalla citazione (quasi a voler dare ufficialità al “santino” stesso) senza rispetto per il suo ruolo e senza il rispetto del ruolo della Polizia locale che non è e non può essere al servizio di un partito, ma è al servizio di tutti i cittadini.

Insomma, il servizio è del Comune e non della Lega (e tantomeno di una sola candidata) ed è finanziato con soldi pubblici, quelli di ognuno di noi genovesi. La presentazione del servizio era stata annunciata alla stampa dal Comune con un invito senza il nome dell’assessore e persino senza quello del Comandante.

Cosa abbia autorizzato il social media manager di Lorella Fontana a pensare di poter utilizzare la presentazione come un evento da campagna elettorale non riusciamo, francamente, nemmeno a immaginarlo. Forse un clima che va avanti da troppo tempo sui social e ha fatto perdere di vista obblighi istituzionali, regole e leggi.

Il “santino”, comunque, è sparito dalla pagina Facebook dopo le polemiche


Cosa dicono le norme? Queste questioni vengono regolate da due articoli di legge.

Art. 29, comma 6, della legge 25 marzo 1993, nº 81

È fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale e per tutta la durata della stessa.

Articolo 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, nº 28

Dalla data di convocazione dei comizi elettorali (in Liguria il 23 luglio scorso n. d. r.) e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.


Poi si può discutere dell’opportunità o meno di annunciare un nuovo servizio che, però, effettivamente entra in vigore ed era atteso dai cittadini, ma non è proprio previsto (e, sinceramente, non s’è nemmeno mai visto) che un partito o un candidato cavalcassero sotto elezioni un’iniziativa istituzionale, tanto più in maniera così grossolana, quasi fosse la cosa più naturale del mondo. Il santino ha cagionato anche malumori anche tra i diversi candidati dello stesso partito. Tutto lascia presagire una campagna elettorale faticosa con la corsa a mettere il cappello (elettorale) sulle più svariate attività istituzionali. A meno che la minoranza non riesca a mettere un freno alla cosa.

Il primo a vedere il “santino” è stato, nemmeno a dirlo, l’assessore municipale Frulio che ha ancora il dente avvelenato per le questioni avvenute sul suo territorio.

Frulio ha taggato sui social presidente e assessori del municipio Medio Ponente, oltre al consigliere comunale Pd Alessandro Terrile e alla capogruppo a Tursi Cristina Lodi. Che annuncia per domani un confronto tra i partiti della minoranza del consiglio comunale per decidere il da farsi.

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