Nodo ferroviario, il sogno di arrivare a Milano in 50 minuti

5.500 lavoratori, 120 milioni di euro, 30 mesi di lavori, 60% di lavori ancora da fare. I treni che trasporteranno merci e persone vi transiteranno a 250 km/h

“Ci mettiamo all’opera sul Nodo ferroviario di Genova con la stessa determinazione e concretezza con cui abbiamo portato a termine i lavori del nuovo Ponte. E lo facciamo perché la Liguria, nell’ambito del progetto unico di Terzo Valico e Nodo, possa superare una carenza infrastrutturale che in Italia non possiamo più permetterci, che porta via tempo, soldi e opportunità di sviluppo per le attuali e future generazioni. Tra Ponte, Terzo Valico e Nodo al lavoro con noi ci sono più di 5.500 persone”. Così Pietro Salini, amministratore delegato Webuild, in occasione dell’inaugurazione dei lavori del Nodo ferroviario di Genova, ieri, insieme al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, al commissario straordinario del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi e Nodo di Genova, Calogero Mauceri, all’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile e all’arcivescovo di Genova, padre Marco Tasca.

“L’Italia – ha proseguito Salini – ha bisogno di progetti integrati a lungo termine che utilizzino per gli investimenti le risorse che già esistono. La ripresa dei lavori sul Nodo Ferroviario racconta la storia di Webuild, un Gruppo più forte grazie a Progetto Italia, l’iniziativa di sistema che coinvolge alcune delle principali imprese di costruzioni per far ripartire il settore in Italia, salvaguardando la continuità di cantieri strategici, il know how di eccellenza delle imprese della filiera e l’occupazione delle maestranze. Il modello Genova del buon senso e della collaborazione, del parlar poco e del fare molto, deve diventare il modello Italia”.

La ripresa dei lavori delle gallerie, con la firma del contratto tra RFI ed il Consorzio Cociv (General Contractor per la progettazione e la realizzazione dei lavori del Terzo valico dei Giovi, guidato dal Gruppo Webuild), pone fine a uno stallo durato circa due anni per quest’opera strategica accessoria al Terzo Valico dei Giovi. Il potenziamento infrastrutturale del Nodo di Genova assicura infatti il collegamento diretto con il Terzo Valico per i treni merci in partenza e in arrivo dal porto di Genova, e permette di separare i flussi di traffico tra treni regionali e treni a lunga percorrenza, con una conseguente potenzialità di incremento dell’offerta dei treni regionali e metropolitani.

Il progetto del Nodo Ferroviario di Genova prevede il completamento delle opere civili delle Gallerie Colombo, San Tomaso e Polcevera, per un importo dei lavori pari a 120 milioni di euro, con una durata di 30 mesi. Terzo Valico, Nodo ferroviario e scalo merci Campasso rientrano in un progetto unificato nel 2019 e del valore di quasi 6,9 miliardi di euro, con cui si intende dare un colpo di acceleratore alla nuova ferrovia tra Genova e la valle del Po, attualmente completata al 40%, che ha visto coinvolte sia Webuild che Astaldi, in corso di integrazione nel Gruppo Webuild.

È stata inoltre contrattualizzata tra Rfi e Cociv la Variante che collega direttamente la nuova tratta ferroviaria alla città piemontese di Novi Ligure e allo scalo merci di San Bovo. Lungo la rete ferroviaria del Terzo Valico dei Giovi transiteranno merci e persone a 250 chilometri orari, favorendo i collegamenti tra le regioni del Nord Italia e dell’Europa.

La ferrovia del Terzo Valico, una volta a regime, assicurerà il collegamento tra Genova e Milano in 50 minuti (rispetto a 1h e 39 minuti attuali) e, oltre alla costruzione del tracciato principale ad alta velocità, prevede la costruzione di 4 interconnessioni tra Voltri, Genova Parco Campasso, Novi Ligure e Tortona, che permetteranno di collegare la nuova linea con quelle già esistenti.

“La priorità, per dare lavoro e fiducia agli italiani in questo momento di crisi, deve essere sbloccare infrastrutture già pianificate in tempi rapidi e semplificare i processi per far partire le nuove infrastrutture, all’interno di piani strategici per scuole, ospedali, metropolitane e ferrovie, riqualificazione urbana. Far ripartire queste opere significa garantire all’Italia un futuro sostenibile e pianificare la ripresa del PIL e dell’occupazione in un comparto che in Italia rappresenta un settore strategico, con l’8% del PIL, e oltre un milione di occupati”, ha concluso Salini.

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