Incidenti fasulli, l’inchiesta della Polizia locale si allarga. Altri indagati

Altre persone sono state intercettate a colloquio telefonico con i membri dell’organizzazione criminosa che gestiva le truffe alle assicurazioni. A uno di loro l’avviso di garanzia è arrivato in Puglia, dove è in vacanza

Continuano le indagini del reparto Giudiziaria della polizia locale, coordinate dal sostituto procuratore della DDA, Giovanni Arena, che ha già portato a 12 provvedimenti cautelari. Una trentina i telefoni sequestrati in questi giorni ad altre persone coinvolte, che si aggiungono ai circa cinquanta della prima ondata di avvisi. Le accuse sono, a diverso titolo, di un’associazione per delinquere al fine di commettere truffe ai danni delle compagnie assicurative, simulazioni di reati, danneggiamento per atti vandalici e false testimonianze, oltre al reato di riciclaggio.

L’organizzazione ruotava attorno all’attività della carrozzeria Parodi di via Monte Cengio (traversa di corso Montegrappa, prevenendo dallo Zerbino), di proprietà della moglie del principale indagato.

A tirare le fila di tutto, secondo le indagini della Polizia locale, era Giuseppe “Gianni” Tacchella, 70 anni, leader carismatico dell’associazione a delinquere, organizzatore dell’attività criminosa che andava avanti e produceva incassi illeciti da almeno 10 anni e non ha interrotto la propria attività nemmeno durante il lockdown.

L’inchiesta, quindi, si allarga a tutte le persone che hanno dialogato con Tacchella o con i suoi collaboratori e che, nelle intercettazioni sembrano coinvolte nell’attivissima attività di truffa. Sono già emersi oltre 300 sinistri fasulli.

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