Viale, Covid: «Arrivi extracomunitari non controllati». Ma non è vero

Ieri l’assessore alla Sanità della Regione ha tuonato contro il Governo colpevole, a suo dire, di aver lasciato un vuoto normativo che non consente alle Asl di censire e controllare gli arrivi. La dichiarazione fatta in diretta streaming può causare allarme sociale, ma non corrisponde al vero, per fortuna. La Polizia di frontiera, infatti, in accordo con la Protezione Civile e insieme alle autorità portuali, controlla tutti e ritira le dichiarazioni di tutti. Su quelle dichiarazioni sta scritto proprio dove gli stranieri trascorreranno la quarantena volontaria. Basta che la Regione richieda i dati ufficiali e li distribuisca alle Asl. Troppa fatica?
Noi, intanto, abbiamo raccolto 5.250 firme per chiedere alla Regione di aumentare i tamponi

La fatica è anche la nostra. Quella di fare, durante la campagna elettorale che infuria, il lavoro di giornalista che non riporta tout court quanto dicono i politici, ma va anche a verificare se quanto hanno detto è vero, scrivendo poi se non lo è. Ieri è toccato alle dichiarazioni del sindacalista-consigliere comunale M5S Giordano su un inesistente striscione antifascista, oggi a Sonia Viale, vice presidente leghista e assessore alla sanità della Regione, la cui preoccupazione (con critica al governo) per il supposto mancato controllo degli arrivi dai paesi stranieri non ha ragion d’essere perché il controllo c’è e lo abbiamo verificato. La dichiarazione dell’assessore leghista in diretta alla conferenza stampa Covid di fine giornata, tra l’altro, potrebbe causare allarme sociale: i cittadini che la hanno ascoltata hanno potuto pensare a potenziali stranieri untori di Covid liberi di scorrazzare per la Liguria. Circostanza che potrebbe anche alimentare la xenofobia in maniera del tutto ingiustificata.

Districarsi tra le dichiarazioni politiche a pochi mesi dalle elezioni regionali non è cosa da poco. Basti pensare alla battaglia di comunicati dei fronti opposti sulla questione autostrade. Ricordando che tutti i partiti, a turno, hanno governato il paese negli ultimi 25 anni (e la Regione, fatta eccezione, in questo caso, per il solo M5S) e che quindi sono tutti responsabili quantomeno di mancata vigilanza per la situazione in cui adesso ci troviamo, alla luce delle dichiarazioni fatte, o mente uno schieramento o mente l’altro. Oppure tutti e due dicono solo una parte di verità. Alla luce di questo spettacolo elettorale poco decoroso che sta dando la politica, ci siamo tirati fuori da tutto e non potendo verificare la veridicità delle rispettive dichiarazioni che si susseguono abbiamo deciso di pubblicare sulla vicenda autostrade solo notizie pratiche che servano ai nostri lettori per districarsi in una situazione inaccettabile che sta portando alla morte dell’economia ligure e non commenti politici.

Cosa ha detto Viale?

Lo spezzone della diretta di ieri col discorso dell’assessore alla Sanità

L’attenzione è molto elevata rispetto a un virus che ancora può dispiegare i suoi effetti improvvisamente in quanto gli spostamenti tra regioni e anche l’arrivo nella nostra regione per fortuna di tanti turisti può anche agevolare la diffusione del contagio – ha detto Viale, come potete sentire nel video -. Per questo è importantissimo che vengano rispettate tutte le regole di prudenza. E anche gli arrivi dai paesi extra europei che sono stati recentemente oggetto di attenzione da parte del ministero e del governo devono essere messi sotto stretto controllo perché c’è, a mio parere, un vuoto normativo molto importante perché chi decide di arrivare nel nostro paese deve comunicare semplicemente al vettore, se arriva con un aeroplano con nave o con un pullman, il luogo di destinazione dove andrà a effettuare la sua sorveglianza attiva, la cosiddetta quarantena. Ma questa informazione il vettore non lo deve comunicare alle autorità sanitarie locali quindi noi non lo sappiamo e ci affidiamo al buon senso della persona che arriva sul nostro territorio che diligentemente, con senso civico, si auto dichiara all’ufficio prevenzione Asl del territorio dov’è la sua destinazione. Questo è un vuoto, un vulnus delle regole nazionali che a mio parere non ci tutelano adeguatamente.

L’ordinanza del ministero della Salute

Di cosa parla Viale? Dell’ordinanza datata 30 giugno del ministero della Salute che consente gli ingressi in Italia non solo dai paesi comunitari (a cui si aggiungono Svizzera e Gran Bretagna) ma anche dei cittadini di Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Tailandia, Tunisia e Uruguay che devono, però, sottoporsi a isolamento fiduciario per 14 giorni, comunicando un domicilio e un contatto telefonico.

Qui potete leggere il testo dell’ordinanza

Come stanno realmente le cose

Ci siamo informati presso la Polizia di Frontiera per capire cosa succede veramente in porto e all’aeroporto. La Polizia di Frontiera controlla sistematicamente la movimentazione di persone da paesi extra Schengen, peraltro d’intesa con la Protezione Civile. Vengono controllati i passeggeri di tutti i voli e di tutte le navi e vengono ritirate le auto dichiarazioni previste dall’ordinanza. Questo succede a Genova e in tutti i porti e aeroporti d’Italia. Nel porto di Genova i controlli vengono effettuati dalla Polizia di Frontiera insieme, a volte, al Battaglione di Bolzaneto.
Per quanto riguarda, invece, il fronte squisitamente sanitario, la responsabilità passa, se ce n’è necessità, all‘Usmaf, Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera direttamente dipendente dal Ministero della Salute.

Nella foto in copertina da cui si evince l’imponenza dei controlli: lo spiegamento di forze in porto, all’attracco delle navi dal Nord Africa, per i controlli effettuati della Polizia di Frontiera insieme al battaglione di Bolzaneto nei giorni scorsi

Quanto detto da Viale su un preteso pericolo non sembra, dunque, reale visto che la Polizia controlla anche d’intesa con la Protezione Civile nazionale.

Quando entra in campo la Protezione Civile? Quando la Polizia di Frontiera ha terminato il suo compito di controllo e, ad esempio, ha verificato che lo straniero non ha mezzi privati su cui viaggiare verso la destinazione che vuole raggiungere. Qui finisce il lavoro della Polizia di frontiera. Siccome è fatto divieto agli stranieri extra Schengen di girare liberamente per l’Italia prima di aver terminato la quarantena, la Protezione Civile può, a quel punto, aiutare lo straniero a cui è fatto divieto di viaggiare su mezzi di trasporto pubblico.

Tutte le destinazioni di quarantena sono disponibili nelle dichiarazioni ritirate dalla Polizia stessa e, se le Asl vogliono un controllo diretto, non dovrebbe essere difficile per Alisa e la regione ottenere i dati, semplicemente chiedendoli alle autorità nazionali.

Stiamo parlando, peraltro di stati in cui l’incidenza del virus è molto inferiore ai territori del nord Italia ai quali la Regione Liguria ha aperto con entusiasmo e alla stessa Liguria.

Mortalità

Italia: 34.899 morti
Lombardia: 16.713 morti
Piemonte: 4.107 morti
Emilia: 4.269 morti
Liguria: 1.558 morti

Stati esteri a cui il Ministero ha concesso l’ingresso in Italia dei cittadini

Marocco 240 morti
Algeria 968 morti
Thailandia: 58 morti
Australia: 106 morti
Tunisia: 50 morti
Canada: 8.711 morti
Uruguay: 29 morti
Montenegro: 14 morti
Corea del sud: 285 morti
Nuova Zelanda: 22 morti
Georgia: 963 morti
Giappone: 674 morti
Ruanda: 3 morti
Serbia: 330 morti

Come potete leggere, il bilancio dei morti negli stati ammessi è (salvo il Canada che ha avuto comunque la metà dei morti della sola Lombardia) è di molto inferiore a quello della Liguria. La somma dei morti in tutti gli stati inseriti nel decreto (12.123) è poco più di un terzo di tutti i morti registrati in Italia e ben inferiore a quella della sola Lombardia a lui la Liguria ha spalancato le porte senza problemi. Peraltro, la regione Liguria che tanto si occupa del possibile contagio portato dagli stranieri continua anche in questa fase a fare molti meno test rispetto alla popolazione e in senso assoluto del resto delle altre regioni più colpite mappando, di fatto, con minore efficienza il contagio.


5.250 firme sulla petizione di GenovaQuotidiana che chiede alla Liguria più tamponi

GenovaQuotidiana ha raccolto con una petizione online 5.250 firme per chiedere alla Regione di omologare il numero dei test a quelli effettuati dal Veneto dove molto meglio che qui si è mappato e contenuto il contagio [potete vederla e firmarla qui], ma l’assessorato alla Sanità che tanto si preoccupa di arrivi da stati dive i morti sono stati unità o decine (a fronte dei nostri 1.558 e dei quasi 35.000 decessi italiani) non sembra affatto sensibile alla richiesta di tanti cittadini preoccupati per la ridotta mappatura dei positivi in Liguria.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: