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Violenza sessuale di gruppo dopo la discoteca: arrestati della Polizia

La terribile storia è cominciata nella discoteca Babilonia in corso Italia ed è terminata in modo drammatico in un appartamento. La vittima ha trovato il coraggio di denunciare. La Squadra Mobile ha fatto il resto

La Polizia di Stato di Genova, coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova, ha tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal locale G.I.P., due persone per violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane ragazza, mentre altre due sono state sottoposte all’obbligo di permanenza presso il proprio comune di residenza.

[Aggiornamento: sono stati tutti e quattro arrestati. Sono 2 cittadini marocchini, un romeno e un ecuadoriano]

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile genovese hanno permesso di raccogliere, nei confronti dei destinatari dei provvedimenti cautelari, gravi elementi di responsabilità e di ricostruire la dinamica delle condotte criminose.

I quattro, nel corso di una notte dei primi giorni di marzo, dopo aver trascorso la serata presso una discoteca del centro cittadino, si proponevano di riaccompagnare a casa una conoscente. Il gruppo, approfittando dello stato di ubriachezza in cui versava la ragazza, dopo aver condotto l’ignara vittima in un’abitazione, a turno, la costringevano a subire plurimi atti sessuali completi.

Il coraggio della giovane donna italiana, residente a Sestri, nel raccontare quanto accaduto, le immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza urbano e gli altri accertamenti condotti consentivano agli investigatori della Squadra Mobile di dare un nome ed un volto ai componenti del gruppo.

La ragazza si era rivolta per le cure all’ospedale di Voltri.

Nei mesi successivi, nonostante la diffusione dell’emergenza sanitaria, l’attività investigativa non veniva interrotta e le ulteriori risultanze permettevano di delineare fondate responsabilità a carico dei quattro soggetti.

La settimana scorsa due venivano tradotti in carcere, mentre gli altri venivano sottoposti all’obbligo di permanenza presso i comuni di residenza del levante provinciale.

<È importante riflettere sul fatto che gli autori di questa terribile violenza sono stati assicurati alla giustizia grazie al coraggio della vittima che, superando ogni remora, si è affidata ai poliziotti della Squadra Mobile appositamente formati per accogliere tali denunce> dicono in Questura.

In copertina: foto d’archivio

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