Scuola, rivolta di Toti contro le gabbie di plexiglas che, però, il Ministro ieri ha definito una bufala
Il presidente della Regione: <Inaccettabile il modo cui il ministro Azzolina vuol far tornare i ragazzi e i bambini in classe. Gabbie in plexiglass o mascherine ai piccoli per 8 ore non credo siano le soluzioni adatte>. Ma ieri il ministro aveva già smentito: <Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale. Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie>. Appena aperto il tavolo con le Regioni
Sarà forse il vento della campagna elettorale a spingere il presidente della Regione Giovanni Toti a dichiarare guerra a linee guida statali che, però, ancora non esistono e le cui premesse sono molto diverse rispetto a quelle che lui, con un comunicato, dipinge come certezze. Anzi, i voli di fantasia che, attraverso la rete, avevano dipinto uno scenario tremendo, con banchi divisi dal plexiglass, erano già stati seccamente smentiti ieri dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Nonostante questo, Toti si sente ora in dovere di far partire una battaglia, un po’ come Don Chisciotte contro i mostri, che erano solo mulini a vento. Delle linee guida il Governo ha appena cominciato a discutere, peraltro con le Regioni.
<Stiamo portando avanti il confronto con le varie parti coinvolte. Intanto abbiamo già iniziato a costituire i tavoli regionali – ha detto ieri il ministro Azzolina -. Perché dovrà essere sui territori che andremo fisicamente a costruire le soluzioni, in modo chirurgico. Nelle singole scuole, che in questo Paese sono molto diverse le une dalle altre>.
Toti, invece, dà per scontata la storia dei plexliglass (quella che, a quanto dice il ministro, è una bufala) e annuncia che: <Regione Liguria pronta ad attuare per le scuole linee guida alternative a quelle proposte dal Governo per garantire una ripartenza in sicurezza e nel benessere di alunni e insegnanti>. E poi aggiunge: <Inaccettabile il modo cui il ministro Azzolina vuol far tornare i ragazzi e i bambini in classe Gabbie in plexiglass o mascherine ai piccoli per 8 ore non credo siano le soluzioni adatte. Chi scrive certe proposte è lontano dalla realtà, come è stato ampiamente dimostrato in questi mesi. Dopo aver ascoltato in questi giorni migliaia di proteste da parte delle mamme, giustamente preoccupate, e confrontandomi con altri colleghi Presidenti di Regione, abbiamo pensato di fare la stessa cosa per le scuole come abbiamo già fatto per le attività economiche>.
Solo che nessuna decisione è stata presa sulle linee guida e le gabbie di plexiglass sono già state smentite dallo stesso ministro Azzolina, che ha aggiunto: <Avremo un monitoraggio costante delle varie situazioni e delle difficoltà da superare. E ce ne saranno, è indubbio. Ma lo ripeto: abbiamo gli strumenti per risolverle. Naturalmente dobbiamo augurarci che la minaccia del virus diventi presto un brutto ricordo, ma saremo comunque pronti ad ogni scenario. Permettetemi di dire anche un’altra cosa: il tema della sicurezza a scuola è molto serio e richiede prudenza, anche nei giudizi e nei commenti>. Già, perché nessuno sa come evolverà il contagio e se tornerà a ruggire in autunno.
<Avremo un monitoraggio costante delle varie situazioni e delle difficoltà da superare. E ce ne saranno, è indubbio. Ma lo ripeto: abbiamo gli strumenti per risolverle. Naturalmente dobbiamo augurarci che la minaccia del virus diventi presto un brutto ricordo, ma saremo comunque pronti ad ogni scenario. Permettetemi di dire anche un’altra cosa: il tema della sicurezza a scuola è molto serio e richiede prudenza, anche nei giudizi e nei commenti. Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale. Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie. Questa è disinformazione. Nessuno ha mai pensato a cose del genere. Semmai sono due anni che parlo del problema delle classi pollaio. Oggi finalmente tutti si accorgono del numero di alunni nelle classi delle scuole italiane. Siamo al lavoro, giorno e notte, per riportare gli studenti a scuola con le giuste misure di sicurezza. Senza eccessi, senza forzature. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all’istruzione e quello alla salute>.

Di tutto questo, Toti fa anche un cavallo di Troia per riportare la discussione sulla questione delle elezioni regionali di cui sta cercando in ogni modo di forzare l’anticipo: <I nostri alunni sono fermi da febbraio ed è assurdo posticipare ulteriormente il ritorno sui banchi. Davvero vogliamo creare altri disagi alle famiglie e sacrificare di nuovo questa categoria? E’ necessaria una soluzione alternativa che vada incontro alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie>.
Chi decide sulla Scuola? Vediamo cosa prevedono le normative italiane
Per quanto riguarda la potestà legislativa l’articolo 117 della Costituzione stabilisce: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e
dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”.
La competenze legislative, relativamente alle materie “dell’istruzione” e “dell’istruzione e della formazione professionale”, sono
così ripartite:
Competenza legislativa esclusiva dello Stato:
* norme generali sull’istruzione;
* livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale;
* principi fondamentali a cui si deve ispirare la legislazione concorrente.
Competenza legislativa concorrente delle Regioni:
* istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche.
Competenza legislativa esclusiva delle Regioni:
* l’ istruzione e la formazione professionale.
La potestà regolamentare è così ripartita:
* allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salvo delega alle Regioni;
* alle Regioni in ogni altra materia;
* ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.



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