Trasmissibilità del Covid, nel Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità manca la Liguria

Manca l’indicatore detto Rt, l’indice che rappresenta il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento dell’epidemia. Toti: <Tutte le regioni sotto l’1. I dati della Liguria sono a disposizione>. Brusaferro: <Le regioni mancanti (Liguria e Campania) stanno inserendo i dati, avremo il dato completo lunedì>. Chi ha ragione?

La tabella in cui non compare la Liguria

La Liguria mancava già nella tabella del 24 aprile dove si diceva esplicitamente che, tra le regioni, erano escluse <quelle per cui il dato non è considerato sufficientemente stabile>.  

Secondo il presidente della Regione Giovanni Toti: <Le notizia secondo cui al ministero della Salute non vi siamo dati sufficienti a calcolare l’R0 della Liguria è totalmente priva di fondamento dal momento che il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ha da poche ore dichiarato che tutte le regioni italiane hanno un R0 inferiore a 1. È quindi evidente che abbiano i dati anche per valutare la Liguria. Da parte nostra tutti i dati a disposizione della nostra sanità regionale sono anche a disposizione dell’Istituto superiore di Sanità e del mistero della Salute>.

Nel video della conferenza stampa, però, il professor Brusaferro parla sì di un dato inferiore a 1, ma lo dice spiegando la tabella delle regioni pervenute, aggiungendo <le altre regioni (Liguria e Campania n. d. r.) stanno inserendo i dati in queste ore> e che lunedì <potremo avere il dato> completo. Segno che, evidentemente, il dato ligure, come da tabella, è escluso. [Potete sentire quanto dice il professor Brusaferro con le vostre orecchie al minuto 1:07:00 nel video sul canale Youtube del Consiglio Superiore della Sanità]


Ecco, sempre secondo l’Istituto Superiore della Sanità cosa si intende per comorbidità. Nei fatti, non vuole dire che una persona è morta per 2 motivi, ma che le condizioni più o meno gravi di patologie pre esistenti arrivano a letalità per causa del corononavirus. In sostanza, le persone morte non erano sane, ma la gran parte di loro avrebbe vissuto più a lungo se non fossero state contagiate.

Dalla tabella della letalità si evince un curioso fenomeno. La percentuale sale al 29% tra gli 80 e gli 89 anni, ma dopo i 90 scende quasi ai livelli della fascia d’età 70-79: 24,7. Dalla tabella si evince anche che sono morti due bambini tra 0 e 9 anni e 8 giovani tra i 20 e i 29.

Smentita la bufala che voleva gli stranieri non sensibili al contagio.

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