Sindacale 

La Eilor non anticipa la cassa integrazione, la protesta della Filcams Cgil

Mensa universitaria, questa mattina il sindacato ha scritto agli assessori regionali Ilaria Cavo e Giovanni Berrino, rispettivamente con delega alla cultura e al lavoro, per denunciare la gravissima situazione economica del personale

<La ditta Elior, che ha in appalto le mense in questione, non ha anticipato ai dipendenti l’importo del Fis, Fondo di Integrazione Salariale, ammortizzatore sociale previsto per il settore – dice Simona Nieddu, segretaria regionale Filcams Cgil Liguria -. Il personale che opera nelle mense è per la maggior parte part time, un part time non scelto ma imposto, con orario medio di venti ore settimanali e retribuzioni di 600 euro lordi mensili; con l’ammortizzatore sociale i loro stipendi saranno ancor più da fame>.
<La mancata anticipazione ai lavoratori da parte di Elior del Fis e il ritardo nel pagamento da parte dell’Inps dello stesso, stanno dando il colpo di grazia a questi lavoratori che sono tra l’altro per la maggior parte monoreddito – prosegue Nieddu -. Nelle mense dell’Università di Genova operano normalmente undici dipendenti, oggi sono al lavoro ad orario ridotto solo i cuochi ed un’addetta in Darsena. Tutti gli altri sono fermi, in attesa di un ammortizzatore sociale che non sta arrivando, con bollette da pagare, procedure intricate per bloccare mutui e prestiti. Versano in uno stato di vera e propria disperazione: l’ultima retribuzione percepita è quella di febbraio e siamo a fine aprile. Il decreto Cura Italia ha previsto 9 settimane di ricorso agli ammortizzatori sociali: tra dieci giorni le lavoratrici e i lavoratori saranno scoperti e ad oggi manca una risposta rassicuratrice da parte del Governo. A questa grave incertezza si aggiunge la drammatica certezza, invece, che nei mesi di luglio e agosto, alla chiusura delle facoltà, essi saranno in sospensione e con il magrissimo e tardivo importo del Fis non avranno potuto mettere da parte le risorse per pagare affitto, mutuo, bollette e sostentare la famiglia nel periodo di mancata attività>.

<Sulla scia dell’esempio virtuoso di grande attenzione verso i lavoratori stagionali che l’assessorato al lavoro della Regione Liguria ha manifestato sottoscrivendo con le organizzazioni sindacali il patto per il turismo e che ha costituito per essi una vera e propria boccata di ossigeno, abbiamo chiesto che la Regione Liguria prenda in carico anche la situazione di questi lavoratori che, a loro modo, sono stagionali anch’essi, anch’essi quest’anno colpiti più che mai da questa situazione drammatica – dice, ancora, Nieddu -. Chiediamo alle Istituzioni Regionali di farsi parte attiva per trovare possibili soluzioni, con interventi concreti di sostegno al reddito che possano alleviare le tribolazioni di queste maestranze fragili ed esposte, oggi più che mai, alla crisi generale che il Covid 19 sta causando nella nostra Regione e nel nostro Paese>.

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