Anziani a rischio nelle case di riposo, i sindacati chiedono controlli

I pensionati di Cgil, Cisl e Uil chiedono anche chiamate telefoniche e videochiamate oltre alla verifica del rispetto degli standard qualitativi nelle strutture

<Continua senza sosta a consumarsi nella nostra regione la tragedia nelle residenze per anziani. In queste strutture la situazione è allarmante: i decessi e i casi di infezione crescono di giorno in giorno così come i contagi di operatrici e operatori. Gli ospiti muoiono nella totale solitudine mentre i familiari, a cui da settimane è vietato l’ingresso, non possono assistere i propri cari sul letto di morte. Parliamo di anziani fragili che, nella maggior parte dei casi, non hanno più la capacità di rappresentare i propri bisogni, di difendersi, di auto-tutelarsi e di contrastare eventuali abusi o inefficienze del servizio> lo dicono Bruno Sciaccaluga, Sergio Migliorini, Alba Lizzambri, rispettivamente segretari regionali Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati.

I sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil della Liguria <esprimono forte preoccupazione per questa grave situazione e chiedono alla Regione Liguria un incontro per verificare eventuali criticità nelle strutture>.
<È necessario monitorare le disposizioni da applicare coinvolgendo i sindaci dei comuni interessati – aggiungono -. Inoltre bisognerà attuare forme di prevenzione per limitare il contagio diminuendo la pressione verso gli ospedali locali e assicurare ai familiari un servizio telefonico costante di segretariato sociale, ma anche di dotazione di tecnologie multimediali a disposizione di tutti attraverso cui gli operatori dell’équipe socio-sanitaria forniscano informazioni chiare, personalizzate ed esaustive circa lo stato di salute dei propri cari: trattamenti in corso, stato di salute, terapie, trasferimenti in ospedale. Tutto questo, in modo che si possa partecipare consapevolmente alle scelte da intraprendere>.

Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Liguria chiedono inoltre di salvaguardare il rispetto degli standard qualitativi e quantitativi dei servizi sociali e sanitari, sia per fronteggiare un’inevitabile riduzione del personale conseguente all’emergenza sanitaria (assenze per malattie, quarantene, etc.) sia per compensare la minore presenza dei familiari e del volontariato. Infine si chiede ancora alla Regione di intervenire affinché le Asl e i comuni continuino a garantire le prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI) e quelle di tipo sociale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: