Miriam trovata morta nella sua auto nei boschi di Torriglia

Il corpo della quarantacinquenne cercata anche dalla trasmissione “Chi l’ha visto” era nella sua auto, posteggiata in prossimità di un bosco. L’ha trovato un escursionista di passaggio. Si tratta con ogni probabilità di un suicidio

A trovarla non sono state né le forze dell’ordine né quanti si erano impegnati nelle ricerche, ma un escursionista che ha visto la sua macchina, una Volkswagen Polo nera, nei boschi vicino a Torriglia. Dentro, purtroppo, il corpo di Miriam Vera Torriglia, con la testa in un sacchetto. Il fumi della marmitta erano stati dirottati con un tubo nell’abitacolo.
Si conclude così, tragicamente, con ogni probabilità con un suicidio, la storia di Miriam, 45 anni, insegnante di nuoto senza un lavoro stabile che stava studiando per diventare infermiera. Storia che era stata portata sul piccolo schermo dalla trasmissione “Chi l’ha visto” a cui si erano rivolti i familiari e che è andata in onda il 5 febbraio scorso.
Era sparita verso le 17 del 27 gennaio, allontanandosi in auto da casa. Preoccupatissima la madre che temeva per lo stato depressivo in cui era caduta la figlia che non riusciva a trovare un lavoro stabile. Miriam aveva portato con sé le chiavi di casa e il cellulare e teoricamente sarebbe dovuta andare a incontrare un’amica, ma non è mai arrivata. Se fosse confermata la tesi del suicidio, sarebbe, invece, uscita deliberatamente con tutto quanto le sarebbe servito per farla finita. Sarà l’autopsia a confermare se si tratta di un suicidio.

Stavolta la tecnologia non ha aiutato: si era parlato della localizzazione del cellulare nell’area coperta dalla cella di Montebruno. Si è trattato probabilmente di un falso tecnico: il posto del ritrovamento è sotto la cella di Torriglia. Quando si è capito che c’era stato un errore sono cominciate le ricerche in zona e nell’area del Brugneto: si era temuto che il mancato ritrovamento della macchina fosse dovuto alla decisione di Miriam di farla finita gettandosi nel lago. Ma non è stato quello il modo che lei ha scelto per morire. Inutile il lavoro di indagine della polizia, prima depistato dalla tecnologia, poi concentrata nell’impegno di cogliere ogni traccia possibile a 360 gradi: familiari, amici, telecamere sul territorio: nulla fino a quando l’escursionista non ha trovato l’auto. Ieri gli uomini del commissariato erano andati anche a cercare Miriam nella zona di Rimini, dove risiede l’ex fidanzato. Ma probabilmente la donna era già morta, nella sua macchina, a Torriglia.

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