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Visite ai restauri di Villa Durazzo Pallavicini: quello che non avete mai visto nel parco

I lavori sono finanziati dalla Compagnia di San Paolo e permetteranno di rivedere il “Parco dei Divertimenti” all’interno della villa come era nel 1846. Le foto delle meraviglie dimenticate che torneranno a vivere. Gli appuntamenti sabato 1 e domenica 2 febbraio: ecco come prenotare

All’interno del Parco sono in atto i restauri che procedono verso il completamento. Da sabato 29 febbraio il Parco riaprirà ufficialmente dal martedì alla domenica e si potranno finalmente osservare il Parco dei Divertimenti e il Chiosco delle Rose esattamente come li aveva lasciati il Marchese Pallavicini a metà ‘800.
Partecipando alla visita guidata insieme al direttore del Parco potrete scoprite in anteprima i “dietro le quinte”: curiosità, segreti e dettagli tecnici dietro a un grande lavoro di professionisti del settore che stanno restaurando il “Parco dei divertimenti” grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, e il Chiosco delle Rose, grazie al contributo del FAI.
Le visite si effettueranno nelle seguenti giornate:
– Sabato 1 febbraio, ore 10:00
– Domenica 2 febbraio, ore 10:00
Costo 15€. Durata 2 ore.
Si consiglia l’utilizzo di scarpe comode.
Prenotazione obbligatoria a: info@villadurazzopallavicini.it – 0108531544

Anche se il Parco si trova a riposo tra un’apertura straordinaria e l’altra, i nostri giardinieri e i restauratori stanno lavorando sodo al restauro del Parco dei Divertimenti. I visitatori lo rivedranno come era nel 1846.
Il restauro è realizzato grazie al contributo di Compagnia di San Paolo.

Dov’era in origine il Parco dei Divertimenti? Qual è il suo significato?

Superato il Romitaggio e il Viale dell’Oasi mediterranea, adiacente alla “terrazza panoramica del Belvedere” si trovava la piazzetta dov’era inserito il Parco dei Divertimenti, rappresentate la seconda scenografia del primo atto.
Una volta abbandonata la città ed essersi spogliati dei propri averi per rientrare in contatto con la Natura, l’obbiettivo di questo luogo era giocare per tornare bambini al fine di riscoprire se stessi.

Foto storica degli anni 80 dell’800, II scena I atto.

Dove si trova ora il Parco dei Divertimenti?

Tra secondo e terzo atto, nel percorso il discesa dopo il Mausoleo del Capitano, facendo una piccola deviazione sulla destra si trova un’area delle stesse dimensioni e impianto di quella precedente: di forma ellittica, circondata da alberelli di oleandro, con una capanna di appoggio, ormai scomparsa, con la ruota panoramica e la giostra in fase di restauro.
Il Parco dei divertimenti è stato spostato in quest’area da Teresa, la figlia del marchese Pallavicini, senza apparenti valide motivazioni: forse perché l’area è soleggiata e ha un’ampia veduta sul golfo ligure? Forse perché non era a conoscenza dei significati filosofici nascosti lungo il percorso scenografico-teatrale?

Nel Parco dei Divertimenti due sono gli elementi principali: uno di questi è la ruota panoramica, di piccole dimensioni rispetto al nostro immaginario; è composta interamente in ferro e ha 4 seggiolini lavorati in ferro battuto. La ruota veniva azionata manualmente attraverso una manovella posta sul lato, ancora ben visibile.

La Capanna a due tetti e le capanne del parco: all’interno del Parco dei divertimenti esisteva la Capanna a due tetti, anch’essa in fase di ricostruzione insieme ai giochi. Anche nel resto del parco erano presenti altre strutture in legno che avevano lo scopo di ospitare i visitatori per un momento di pausa e relax durante la salita verso il Castello: una era la capanna della sorgente e l’altra era la cosiddetta capanna svizzera del villaggio del castello nel secondo atto. Entrambe erano arredate con tavoli e sedie studiate appositamente per il luogo in cui si trovavano.

Foto storica fine del ‘800 della Capanna a due tetti

Le grotte e la giostra del Parco dei Divertimenti

La giostra a 4 bracci: su due di questi sono inseriti i seggiolini per le dame, della stessa tipologia di quelli presenti sulla ruota panoramica, con larghe sedute per gli ampi vestiti, sugli altri due erano presenti dei cavallini in legno abilmente scolpiti ed erano destinati ai cavalieri.

Foto di SACS dalla pagina Facebook del parco

Sotto al Parco dei Divertimenti si trova una piccola grotta. La sua funzione era quella di ospitare gli ingranaggi che permettevano di azionare manualmente la giostra con i cavallini. Le grotte furono costruite apposta quando la figlia Teresa nel 1886 decise di spostare il Parco dei Divertimenti dal primo atto alla parte alta della collina. I due cavallini della giostra del Parco dei divertimenti, in origine in legno – andati perduti -, vennero prima sostituiti da una copia verso la fine dell’ottocento (in foto), poi negli ultimi anni furono tolti dall’area per motivi di sicurezza. Oggi sono conservati in un magazzino insieme alle loro selle in cuoio, verranno inseriti sulla giostra due copie in plexiglass che ne ritraggono le sagome originali.

Nel Parco è presente un altro cantiere di restauro Si tratta del Chiosco delle rose che tornerà come l’avevano ideato il Marchese Pallavicini e l’architetto Canzio. I lavori sono possibili grazie al contributo del FAI .

Nel parco, tra l’altro, è in atto lo spettacolo della fioritura delle camelie

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