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Niente tutor o autovelox in corso Europa: lo vieta la legge nazionale

Sull’onda emotiva del tragico incidente in cui, nella notte tra sabato e domenica, due persone sono morte carbonizzate, l’Amministrazione ha deciso “tolleranza zero”. Lo stesso sindaco Marco Bucci ha parlato di tutor in corso Europa, ma la strada non è idonea. Lo è invece, la strada Guido Rossa, per cui c’è già il decreto prefettizio. Per lungomare Canepa istruttoria del Comune per inoltrare richiesta alla Prefettura

La buona volontà c’è tutta, ma la legge nazionale impedisce di installare tutor e autovelox in corso Europa, a meno che non ci sia la contestazione immediata da parte di un agente di polizia locale o delle forze di polizia.

Si possono installare gli autovelox e tutor in città? Sì, ma la Cassazione (pronunciandosi su un caso relativo al Comune di Firenze) ha confermato che le multe a distanza sono ammesse solo sulle strade a scorrimento veloce. Le multe comminate a distanza dal dispositivo elettronico sono valide solo se la strada urbana è di scorrimento, come la sopraelevata, dove il misuratore della velocità media ha drasticamente abbattuto incidenti gravi e mortali. I sistemi automatici di rilevamento, come dispone l’art. 2 del Codice della Strada, possono essere installati solo su strade dotate di “carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate”.
Se non ci sono queste caratteristiche le multe in area urbana sono impugnabili e annullabili, a meno che non vengano contestate immediatamente da polizia locale o forze di polizia.

Con il pronunciamento n. 16622/19 depositato lo scorso 20 giugno, che conferma i precedenti orientamenti delle sentenze n. 4451/19 e n. 4090/19, la Suprema Corte ha dunque dichiarato illegittimi i provvedimenti prefettizi che avevano autorizzato l’installazione di autovelox a funzionamento automatico con contestazione differita su strade urbane che non siano di scorrimento.

L’unica soluzione è quella già praticata dal Comando di polizia locale: l’uso dei telelaser con successiva contestazione immediata. I servizi si possono intensificare, ma non sostituire con strumenti automatici. Certo, per la sicurezza di tutti, bisogna fare quadrato attorno all’intensificazione dei controlli su diverse strade “a rischio” (o, meglio, su quelle strade dove gli automobilisti corrono, non rispettando il codice della strada): le sanzioni saranno anche spiacevoli ma, in casi come questo, salvano vite (anche quelle di chi si sente Nuvolari e pesta sull’acceleratore e viene dissuaso solo se lo si tocca nella tasca).

Dove arriveranno i tutor

Autorizzata, come tutti sanno, la sopraelevata, dove da tempo funziona il sistema Celeritas. Il Comune ha anche ottenuto il permesso prefettizio per la strada Guido Rossa, dove i misuratori della velocità media arriveranno prestissimo. Per quanto riguarda lungomare Canepa (passato solo il 16 dicembre scorso sotto la competenza comunale) è in corso un’istruttoria (che incrocia i dati degli incidenti con i flussi di traffico e le caratteristiche della strada) per la richiesta alla Prefettura, che dovrà passare anche al vaglio della polizia stradale. Alla fine, deciderà il prefetto Carmen Perrotta.

Come funzionano i tutor

Il sistema tutor, oltre a svolgere la funzione di autovelox, misurando la velocità “istantanea” al passaggio del veicolo, rileva anche la velocità media del mezzo in un tratto di strada compreso tra due stazioni di rilevamento. La prima telecamera fotografa la targa del veicolo registrando data e ora del passaggio, il secondo rilevamento avviene nella stessa modalità al portale di uscita. I dati raccolti dalle due postazioni vengono elaborati da un sistema centrale che calcola la velocità media tenuta da ogni veicolo su quel tratto di strada.

Il sistema è progettato in modo tale da salvare solo i dati dei veicoli che superano il limite massimo di velocità e attraverso il database della Motorizzazione risalire al proprietario del mezzo.

Il tutor è costituito a tutti gli effetti da una serie di postazioni simili all’autovelox (minimo 2) che, collegate a un computer, operano il calcolo della velocità media. A differenza però del normale autovelox, che misura solo la velocità istantanea dei veicoli al passaggio in un punto esatto della sezione stradale, il Tutor misura la velocità media di un veicolo che percorre un tratto di strada compreso tra due stazioni di rilevamento lontane anche diversi chilometri, in modo da fornire una misura attendibile e incontestabile per rilevare le infrazioni, senza penalizzare chi supera il limite di velocità per brevi tratti, ad esempio per un sorpasso.

In copertina: un esempio di strada su cui si possono installare autovelox o tutor

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