Corso Europa, più controlli di velocità. Garassino convoca i Municipi

Dopo il duplice incidente mortale dell’altra notte, l’assessore alla Sicurezza: <Corso Europa non è una strada pericolosa, lo è la velocità>. E chiede alle istituzioni di quartiere di fare quadrato attorno alla scelta che punta ad aumentare la sicurezza

Sui social piove puntualmente una ridda di commenti contro autovelox e telelaser. Ci sono state persino interpellanze in consiglio comunale e non solo della minoranza. Il tentativo di raccogliere consensi viene contrabbandato da alcuni come un “mettersi dalla parte del cittadino” mentre invece è legittimare comportamenti non solo scorretti, ma, com’è evidente, anche pericolosi. Nell’ultimo anno i controlli si sono moltiplicati e tutte le volte c’è stata un’alzata di scudi dei cittadini che interpretano la verifica delle regole come una volontà di “fare cassa” (questo si legge spesso), mentre invece è cercare di aumentare la sicurezza nella città con la maggiore incidenza di incidenti mortali. Il fatto che parte della politica (o, meglio, dei politici si erga ad avvocato difensore di chi pretende di non rispettare le norme di sicurezza, in qualche modo legittima una protesta pericolosa perché rischia di sdoganare, agli occhi dell’opinione pubblica, le regole stesse. Regole che, per quanto riguarda la velocità massima stabilita sulle strade, non sono “a piacere” dall’amministrazione, ma vengono determinate da una serie di caratteristiche prestabilite dalla legge per garantire la massima “safety” di automobilisti e pedoni: solo per fare alcuni esempi: larghezza, pendenza, presenza o meno di corsia d’emergenza, presenza di abitazioni che si affacciano sulla via.

Tutto questo viene ignorato dal cittadino che reclama, visto che “la strada e dritta” velocità che invece sono, nei fatti, pericolose. E certi politici che ululano contro i controlli sono complici della disinformazione che mette a repentaglio la vita stessa degli automobilisti. Così in consiglio comunale sono arrivate interpellanze a proposito di agenti di polizia locale <che si nascondono dietro ai bidoni della spazzatura per multare> (in realtà sono tenuti dalla legge, per la loro sicurezza, a sistemarsi in luogo riparato.
In sostanza, non ci si preoccupa della pericolosità della velocità, ma delle conseguenze sul cittadino che le regole non le ha rispettare. E ogni volta ne nasce un polverone.

È per questo che Stefano Garassino, assessore comunale alla sicurezza, nell’annunciare un aumento dei controlli con i sistemi di misurazione della velocità non fissi, convoca per il 22 gennaio, alle 11, in sala Giunta nuova, i presidenti di Municipio per <coordinare insieme un’attività di sensibilizzazione su consiglieri e cittadini>. In modo da costruire una rete che serva a fare passare in modo univoco che la velocità è pericolo senza distinguo.

<Il Municipio è l’istituzione più vicina ai cittadini – spiega Garassino – per quello è importante una collaborazione con il Comune per migliorare dal punto di vista tecnico le azioni sensibilizzazione sulla sicurezza stradale. Per tante persone, la velocità è un peccato veniale, invece è tra le prime cause di morte per incidente stradale insieme all’uso di cellulari. Serve fare entrare questo concetto nella testa dei cittadini, fare assimilare la necessità vitale del rispetto delle regole come cultura della legalità e della sicurezza. Corso Europa non è una strada pericolosa. È percorrerla a velocità proibita ad essere pericoloso. È chiaro che qualsiasi strada è pericolosa se non si rispettano i limiti. La sopraelevata era chiamata strada killer prima che venisse installato il celeritas, ora gli incidenti gravi sono una rarità e non ci sono più stati morti. Per questo saranno aumentati sensibilmente i controlli col telelaser, sia in corso Europa sia nella strada Guido Rossa, dove pochi giorno fa un camion a rimorchio mi ha superato mentre la percorrevo a 90 chilometri. Abbiamo ben chiara l’importanza di controlli che servano anche come deterrente. Puntiamo molti anche sulla sensibilità di polizia e carabinieri al tema. È assolutamente necessario che ci sia anche, da parte di tutta la politica e delle istituzioni, a partire dai municipi, un lavoro per consapevolizzare i cittadini che non gli si fa una cattiveria, ma si punta a salvare vite>.

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