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Detenuto semilibero non torna in carcere dopo il lavoro. Terzo evaso da Marassi

Scontava pene per rapina aggravata in concorso, possesso ingiustificato di armi, furto e maltrattamenti. Pagani (Uil Polizia Penitenziaria): <Il giorno prima era rientrato con un’ora di ritardo dal lavoro in una pizzeria in via Canevari, ma il giorno seguente è stato fatto uscire comunque>

Il detenuto E.Y. nato in Marocco nel settembre del 1990 è evaso dal carcere di Marassi, da semilibero, con fine pena 13 luglio 2021. Doveva finire di scontare reati gravi: rapina aggravata in concorso, possesso ingiustificato di armi, furto e maltrattamenti. <Non doveva mantenere la semilibertà – dice Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Polizia Penitenziaria -. Il giorno prima, infatti, non aveva rispettato il programma che prevedeva uscita alle ore 10,30 e rientro in istituto alle 23,45. Lavorava presso una pizzeria in via Canevari. Era giunto in carcere con un ora abbondante di ritardo. Non è possibile che questi soggetti inaffidabili continuino a godere di benefici nonostante violino e non rispettino un capitolo importante delle regole. La maggioranza delle evasioni dal carcere viene effettuata da detenuti stranieri: 5 ogni italiano. Marassi purtroppo annovera un record negativo: tre evasioni in pochissimi giorni. E, soprattutto, se si continua a non considerare la polizia penitenziaria nei programmi trattamentali, succederà sempre questo. È un sistema sicuramente da rivedere>.

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