Cronaca 

Le orche potrebbero rimanere a Genova per nutrirsi di bonitti

È l’ipotesi dell’associazione islandese “Orca Guardians Iceland” che ieri ha identificato i cetacei come un pod fotografato in zona negli anni precedenti. L’attrazione per le orche potrebbero essere i piccoli tonni cari ai pescatori della zona e che i genovesi usano conservare sott’olio

<Abbiamo ricevuto molte domande sul comportamento alimentare delle 4 orche e su come aiutarle, e siamo lieti di fornire tutte le informazioni che potrebbero essere utili per migliorare la loro situazione – dicono all’associazione Orca Guardians Iceland -. Il 3 luglio 2017, il gruppo è stato visto il gruppo nutrirsi di aringhe nell’Islanda occidentale, insieme a un altro pod islandese. Abbiamo osservato diversi membri che trasportavano aringhe in superficie e l’intera aringa è stata raccolta da gabbiani. Ciò significa che queste orche mangiano pesce. Ci sono orche in Islanda che possono nutrirsi di pesci e mammiferi marini, quindi non si può escludere che anche queste orche possano catturare prede più grandi>.

Una possibile spiegazione del comportamento delle orche a Genova è che nelle acque della zona, vicino al porto, vivono branchi di piccoli tonni e potrebbero nutrirsi di questo. Si tratta di branchi di bonitti, noti ai pescatori anche amatoriali, che a Genova di conservano sott’olio.

<Le orche potrebbero spostarsi per localizzare la successiva fonte di cibo, ma potrebbero non trovare niente di meglio e tornare nell’area – proseguono ad Orca Guardians Iceland. Questa è solo una teoria, ma spesso si può osservare che le orche in Islanda si nutrono nello stesso punto per diversi giorni, quindi esplorano l’area per la prossima fonte di prede. Se non ne trovano di migliori, ritornano nello stesso punto, il che dà loro le migliori condizioni disponibili per l’alimentazione>.

<La domanda è se si stanno effettivamente alimentando mentre si trovano nel porto> continuano all’associazione.

Le orche che si nutrono di piccoli pesci effettuano spesso la caccia “a carosello”, un metodo di caccia cooperativo utilizzato, ad esempio, dalle orche norvegesi per catturare le aringhe. Le orche circondano i banchi di aringhe e le radunano in una zona ristretta stretta. Stringono il gruppo di sardine soffiando bolle e usano la rifrazione della luce sulla loro parte inferiore bianca per confonderle. Poi battono la coda sulla superficie. Così spostano il branco di aringhe verso la superficie dell’acqua prima di iniziare la fase di alimentazione durante la quale alcuni cetacei iniziano a mangiare mentre gli altri continuano a radunare il pesce per mantenere in zona il branco. Le orche che si nutrono abbattono la coda sul branco di sardine per stordire e uccidere diverse aringhe alla volta. Le aringhe morte e stordite vengono quindi consumate e le loro teste e spine vengono scartate.

La domanda resta: le orche quando sono in porto mangiano o no? <In Islanda si osservano spesso orche che spingono un singolo pesce fuori dall’acqua con la punta del muso – aggiungono ad Orca Guardians Iceland -. Chiunque abbia scattato foto alle orche può dare un’occhiata alle proprie immagini per capire se c’è qualcosa di fronte a loro mentre affiorano. Finora è un comportamento che non l’abbiamo osservato in nessuna delle foto che ci sono state inviate ed è piuttosto difficile vederlo quando il mare è agitato. Chiunque fotografi qualcosa che sembri una preda di fronte all’orca, si metta in contatto con noi>.

Nella foto di Orca Guardians Iceland un’orca che sembra spingere un pesce nell’acqua.

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