Il Comune non ascolta gli appelli, confermata l’intitolazione del ponte a Quattrocchi
Nonostante le lettere aperte dell’Anpi e della famiglia del partigiano Attilio Firpo a cui il ponte risulta intitolato di fatto anche su documenti di Comune e Regione, la petizione e la serie di polemiche, nonostante la possibilità di intitolare un’altra qualsiasi strada al contractor ucciso in Iraq, Tursi sceglie la linea dura e conferma la cerimonia di lunedì

Pare proprio che l’Amministrazione comunale abbia deciso di non tenere in alcun conto delle proteste per la cancellazione dell’intestazione al partigiano Attila, trucidato nel 1945 dalle Bande Nere nazifasciste. Procede, infatti, con l’invito alla stampa per la cerimonia di intitolazione al contractor Fabrizio Quattrocchi ucciso dall’Isis in Iraq. Una decisione, quella di intitolare una via al genovese medaglia d’oro al valore civile bocciata dal Municipio Bassa Valbisagno e votata a maggioranza non compatta in consiglio comunale.
In discussione, per Anpi, non c’è l’intitolazione di una qualsiasi via, ma di quella passerella che da tutti in zona è conosciuta come “Ponte Firpo”, così come risulta anche da molti documenti ufficiali degli enti locali e persino dalle geomappe del Comune stesso. Una decisione ampiamente divisiva nei fatti (basta dare un’occhiata ai social), non tanto per le contestazioni della figura di Quattrocchi (che ci sono, ma non sono universali), quanto per quella che molti considerano la decisione di cancellare la memoria del partigiano che ha lottato ed è morto per la libertà del popolo genovese. E questo nonostante ci fosse la possibilità, usando un pizzico di buonsenso, di intitolare una qualsiasi via della città non dedicata a un personaggio di rilievo per la storia della città: a titolo di mero esempio via degli Iris o via delle Campanule, a Quarto. Insomma, uno schiaffo all’Anpi e a tutti i cittadini che chiedono di non cancellare la memoria di chi si oppose al nazifascismo consentendoci di vivere, oggi, in un paese libero e democratico. Inutile negare che i due personaggi, il partigiano Attila e il contractor, sono icone di due parti politiche avverse sopra le quali dovrebbe stare il senso delle istituzioni, il buonsenso, la volontà di evitare le divisioni tra la popolazione. Basterebbe poco, basterebbe scegliere un’altra via. Invece si è scelto di mettere in contrapposizione la memoria di due persone trucidate.
La cerimonia ci sarà: è una scelta ad alto peso specifico politico. In testa, con la fascia tricolore, il vice sindaco Stefano Balleari, assessore ai Servizi Civici (e quindi anche alla Toponomastica), esponente dello stesso partito che ha chiesto e ottenuto l’intitolazione: Fratelli d’Italia. È lui a sostenere che la passerella non è intitolata a nessuno e a catalogare come <errori> i diversi riferimenti che nel corso degli anni (almeno dal 1996 ad oggi) hanno indicato il passaggio pedonale sul Bisagno come “Ponte Firpo”.
A questo punto, dopo il braccio di ferro tra Balleari, fermo a voler per forza intitolare lunedì proprio quella passerella a Quattrocchi (quando sarebbe stato possibile agevolmente intitolare un’altra strada dal nome non così pregno di significato) e i molti che chiedono di non cancellare la memoria del partigiano Attila, il timore è che la manifestazione possa anche presentare anche problemi di ordine pubblico.



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