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Licenziamenti Gedi al Secolo, Maestripieri (Cisl): “Preoccupati per lavoratori e pluralità stampa”

<I posti di lavoro sono preziosi, soprattutto nella nostra regione, minacciata da diverse crisi industriali e dallo stop alle opere pubbliche che, anche quelle, sono occupazione. Altrettanto prezioso è il mantenimento sul territorio di tutte le voci che concorrono a informare i cittadini>

“Siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo ai lavoratori de “Il Secolo XIX”, che fa parte dal Gruppo Gedi, come “La Repubblica”, “La Stampa” e molti altri giornali locali in Italia. Il Gruppo prevede 121 esuberi a livello nazionale e 27 tagli su 38 lavoratori poligrafici al “Decimonono”, oltre all’accentramento del comparto grafico di Genova su Torino>. Lo dice Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria.
<Oggi “Il Secolo XIX” non è in edicola per lo sciopero dei lavoratori. Siamo senza se e senza ma al fianco dei poligrafici e dei giornalisti per la difesa dell’autonomia, della pluralità dell’informazione e per la tutela delle professionalità esistenti – aggiunge il il segretario regionale Cisl -. Oggi tocca a “Il Secolo XIX”, domani la razionalizzazione quale altra azienda del Gruppo toccherà? I posti di lavoro sono preziosi, soprattutto nella nostra regione, minacciata da diverse crisi industriali e dallo stop alle opere pubbliche che, anche quelle, sono occupazione. Altrettanto prezioso è il mantenimento sul territorio di tutte le voci che concorrono a informare i cittadini, anche da punti di vista diversi, a proposito sia delle tante vertenze di lavoro in Liguria, come il caso ex Ilva solo per citare l’episodio più recente, sia tutto quello che accade sotto il profilo della pura cronaca>.
<Voglio ricordare l’impegno dei giornalisti per quando riguarda il tragico crollo del Ponte Morandi, che continua sotto l’aspetto delle inchieste – prosegue Maestripieri -. Non dimentichiamo che Genova ha già perso, ormai più quattro anni fa, uno dei suoi giornali, “Il Corriere Mercantile”. Non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro nel campo dell’editoria e altre voci dell’informazione>.

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