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Romanengo non è più genovese. Ceduta a una multinazionale francese

La confetteria Romanengo, la più antica d’Italia (fondata nel 1780), storica azienda genovese, è stata ceduta alla JcDecaux, multinazionale nel settore della comunicazione e dell’arredo urbano pubblicitario

Passata da padre in figlio per otto generazioni, finisce ora in mani francesi, quelle di Jean-Sebastian Decaux, oggi presidente della Romanengo Holding Srl. La Agras continuerà a detenere il 20% dell’azienda, il cui amministratore delegato Pietro Molteno ha dichiarato al SecoloXIX: <La lasciamo in buone mani>. Il gruppo alimentare Agras, genovese ma con profilo internazionale, aveva acquisito nel 2016 la maggioranza della Pietro Romanengo fu Stefano.

Pietro Romanengo fu Stefano SRL è una “confetteria” nel significato settecentesco del termine: un’impresa costituita da un laboratorio artigianale, dove si lavorano con ricette di antica tradizione la frutta, i fiori, il cacao, lo zucchero, le spezie e da due prestigiose botteghe genovesi, di cui una vincolata dal Ministero per i Beni Culturali e ambientali in quanto arredata con arredi in legno internamente e impreziosito da altorilievi marmorei nella facciata esterna.
Dal 1780 il modo di proporsi sul mercato di Pietro Romanengo fu Stefano SRL è lo stesso degli antichi confettieri, che coniugavano produzioni raffinate con preziose confezioni in eleganti botteghe. Questa ricerca della qualità ed eccellenza artigianale dei prodotti ha portato notorietà all’azienda fuori dai confini liguri già nel corso dell’Ottocento. Si  ricordano  infatti  ordinazioni,  non  solo  da eminenti personaggi della vita politica ed economica genovese dell’epoca, come la famiglia Doria, la famiglia Grendi e la Duchessa di Galliera, ma anche di personalità nazionali come Giuseppe Verdi e la Duchessa di Parma.
Forniture storiche delle specialità Romanengo sono state anche quelle effettuate nel 1868 per le nozze del Principe Umberto I con Margherita di Savoia, e dieci anni prima circa nel 1857 per la visita di Vittorio Emanuele II a Savona per i quali si ricorda questo telegramma ricevuto per poter offrire al re i migliori dolci per la sua visita: “a mezzo diligenza una scatola di squisiti demisucres assortiti della pregiata ditta Pietro Romanengo fu Stefano SRL, del valore di almeno 10 lire”. Pietro Romanengo stesso, ricordando come la  produzione  dell’azienda  fosse  legata  alle tradizioni della città di Genova definisce l’impresa della famiglia: “una bottega della città antica proiettata nel mondo”.

Oltre ai due storici punti vendita di via Somiglia e via Roma e ad alcune rivendite, i prodotti Romanengo sono commercializzati negli Stati Uniti, in Giappone e in diversi parti d’Europa.

La JCDecaux che ha acquistato l’80% dell’antica confetteria è un’azienda multinazionale operante nel settore della comunicazione esterna e nell’arredo urbano pubblicitario.

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