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La tartaruga Francis torna in mare – FOTO E VIDEO

L’esemplare era stato ritrovato lo scorso 23 luglio a Bordighera e affidato alle cure dell’Acquario di Genova nell’ambito del Protocollo d’Intesa con la Guardia Costiera

È tornata questa mattina in mare Francis, la tartaruga della specie Caretta caretta, ritrovata da un diportista lo scorso 23 luglio nelle acque antistanti Bordighera mentre galleggiava in superficie in un evidente stato di difficoltà.

L’immediato coinvolgimento e intervento della Guardia Costiera – delegazione di spiaggia di Bordighera – e della Guardia Costiera Regionale di Genovaaveva consentito il trasferimento dell’esemplare presso l’Acquario di Genova nell’ambito del Protocollo d’Intesa con la struttura gestita da Costa Edutainment che ha l’obiettivo di definire e gestire i principi di intervento in caso di segnalazione, avvistamento o ritrovamento di esemplari di fauna marina feriti o in difficoltà.

Il rilascio è avvenuto in presenza dei Carabinieri, servizio C.I.T.E.S., che coordinano a livello nazionale l’applicazione della Convenzione di Washington che tutela questi animali.

Al momento del ritrovamento, l’esemplare pesava circa 30 kg per una lunghezza di 50 centimetri.

All’arrivo all’Acquario di Genova, lo staff medico veterinario ha svolto tutti i controlli di routine – esami del sangue, tamponi e radiografie per verificare l’eventuale presenza di corpi metallici all’interno – che hanno consentito di diagnosticare un quadro di polmonite.

Fino ad oggi, l’esemplare è stato mantenuto in un ambiente curatoriale, non visibile al pubblico, dove ha ricevuto tutte le cure necessarie da parte dello staff medico veterinario e acquariologico della struttura e dove è tornato, in tempo relativamente breve, in stato di salute.

Francis, presumibilmente femmina, pesa oggi 32 kg per una lunghezza del carapace di 61 centimetri e una larghezza di 56 centimetri.

Prima di tornare in mare, come tutti gli esemplari di Caretta caretta, è stata marcata – applicando alla pinna natatoria sinistra una targhetta in dotazione all’Acquario di Genova nell’ambito del Coordinamento Nazionale Tartarughe Marine del Centro Studi Cetacei – e le è stato messo un microchip.

Il sistema di marcatura permette, qualora l’animale venga riavvistato, di acquisire dati preziosi sulla biologia e sul comportamento di questa specie (tasso di crescita, direttrici migratorie nel Mediterraneo e transoceaniche, ecc.).

L’Acquario di Genova interviene sulle tartarughe marine in difficoltà dal 1994 e dal 2009 è referente istituzionale per la Regione Liguria per l’ospedalizzazione delle Caretta caretta (accordo Stato-Regioni), svolta in collaborazione con i Carabinieri servizio C.I.T.E.S.. Nel 2017, ha ricevuto, insieme all’Acquario di Livorno, anch’esso gestito da Costa Edutainment, il riconoscimento nazionale per questa attività dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. 

Francis è uno tra gli esemplari di tartaruga marina che durante la stagione estiva sono rinvenuti in difficoltà e trasportati all’Acquario. Non tutte, purtroppo, sono storie a lieto fine. Diverse sono le cause del ricovero, tra le principali: interferenze con le attività di pesca, principalmente dovute ai palamiti (è frequente la presenza di ami nella cavità boccale o nel tratto digerente, spesso evidenziato dal filo di nylon che fuoriesce ai margini della bocca) o alle reti (possono causare ferite, mutilazioni e, nel peggiore dei casi, il soffocamento degli animali); ingestione di corpi estranei, quali ad esempio sacchetti di plastica scambiati per meduse che fanno parte della dieta naturale di questi rettili; impatto con imbarcazioni a motore, che arrecano traumi e ferite sul carapace o sul capo (più di rado altrove), a volte letali; patologie varie e traumi, sopracitati, che provocano lo spiaggiamento dell’animale (la tartaruga marina si spinge sul litorale esclusivamente per deporre le uova, ma non sono mai stati segnalati casi di riproduzione sulle spiagge della Liguria); sversamenti o presenza di petrolio. Anche per questa ragione, la Guardia costiera sta conducendo da alcuni anni e in aggiunta alle ordinarie attività di tutela dell’ambiente marino, una campagna per la progressiva rimozione degli attrezzi da pesca abbandonati nel Mar Ligure – le cosiddette “reti fantasma” – che interferiscono con l’ecosistema in maniera incontrollata, perpetuando la loro attività di cattura senza distinzione di specie. 

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