Cronaca 

La chat delle mamme diffonde l’allerta pedofili a Castelletto, indagano i carabinieri

Il messaggio, rimbalzato prima su WhatsApp e poi sui social media, ha mandato nel panico centinaia di genitori. Sono intervenuti i carabinieri che hanno identificato, ma non denunciato, gli uomini, dei quali uno abita in zona. Sono in corso indagini. Pedofilia o allarmismo?

La notizia è rimbalzata prima su diverse chat WhatsApp di genitori, poi sui social. Tutto è cominciato col racconto di uno dei genitori di quanti sarebbe a suo dire accaduto in Spianata Castelletto in pieno giorno dove, secondo il messaggio, un uomo sulla quarantina si sarebbe messo a giocare a pallone con un gruppo di bambini di 7-8 anni. Fin qui la versione originale e quella dei commenti concordano, ma dopo sono profondamente differenti. Secondo la prima, che ha fatto il giro delle chat dei genitori di Genova, l’uomo avrebbe detto <ad alcuni bambini di seguirlo che gli avrebbe fatto un intervista e dato delle caramelle. Sono sopraggiunti altri 2 uomini della stessa età. Fortunatamente un fratello maggiore si e insospettito e ha allertato mamme e nonne.  Sono stati chiamati i carabinieri che dopo averli un po’ cercati e grazie alle deposizioni sono riusciti a beccarne 3 (pare fossero5)>. Poi, nei commenti, è cominciata l’inevitabile escalation, con messaggi “al rialzo”, cominciati con chi avanzava la ragionevole proposta di chiedere maggiore presenza delle forze di polizia dove i bimbi abitualmente giocano e terminati con chi già teorizzava ronde e squadracce anti pedofili.
Secondo alcune persone presenti, le cose sarebbero andate un po’ diversamente, senza nessun pedofilo, nessun tentativo di rapimento, nessuna offerta di caramelle. Si sarebbe trattato invece di un allenatore di calcio che faceva reclutamento per la sua squadretta. Lo ha confermato anche la baby sitter di uno dei bimbi presenti che, di negativo, avrebbe notato solo la particolare insistenza, ma nessun tentativo di portare via i bimbi. Gli uomini non sono scappati all’arrivo della pattuglia dei carabinieri che, di conseguenza, non hanno dovuto cercarli. Hanno, invece, consegnato tranquillamente i documenti per l’identificazione e hanno ricevuto poi il permesso di allontanarsi. I carabinieri indagano per ricostruire la vicenda.

In copertina: foto d’archivio

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