Ospedale degli Erzelli, i sindacati: “Scettici su un’operazione che rischia di svuotare la sanità pubblica”
Il Pd regionale attacca sia la giunta sia Alisa e il suo <commissario pluriprorogato – perché in quanto pensionato non ha i titoli – Walter Locatelli>
<Apprendiamo dalla stampa che il bando per l’Ospedale degli Erzelli è andato deserto. Abbiamo molte riserve sull’operazione che rischia di svuotare la sanità pubblica, riducendo le possibilità di accesso, soprattutto a chi ha più difficoltà>. Lo dicono Federico Vesigna, Luca Maestripieri, Mario Ghini, segretari generali, rispettivamente, di Cgil, Cisl e Uil della Liguria
<In data 19 aprile 2019 – proseguono i sindacati -, ALISA pubblicava sul suo sito internet una prima “Comunicazione inerente la realizzazione e gestione dell’Ospedale del Ponente genovese in località Erzelli”. In data 28 giugno 2019, sempre ALISA annunciava una “Proroga dei termini di presentazione delle proposte” per favorire una più ampia partecipazione degli operatori interessati. Dal momento che il bando è andato deserto, non vorremmo che si finisse in un circuito poco virtuoso: cioè che, per invogliare i privati ad investire, la Regione fosse costretta a concedere ulteriori vantaggi a chi verrà peggiorando le condizioni di lavoro del personale e la qualità del servizio ai cittadini. Confermiamo che l’ospedale di ponente va fatto, ma quali garanzie ci sono che la scelta della Regione di affidarsi ai privati possa migliorare le condizioni di salute dei genovesi e dei liguri? Siccome la storia insegna che le privatizzazioni in sanità si fanno con i soldi pubblici, non vorremmo che se dovessero aumentare le risorse necessarie a realizzare l’ospedale degli Erzelli contemporaneamente si riducessero quelle disponibili ad investire su una sanità del territorio che è fondamentale per garantire il diritto alla salute in una regione che è la più anziana d’Italia>.
Bocciano l’operazione i consiglieri regionali del Pd ligure Giovanni Lunardon, Pippo Rossetti e Valter Ferrando: <Il bando per l’ospedale agli Erzelli andato nuovamente deserto – nonostante la proroga – è l’ennesima brutta figura collezionata da questa giunta regionale, che dopo la mancata realizzazione del Felettino della Spezia, il nuovo Galliera fermo al palo, l’ospedale di Rapallo semivuoto (è operativo un piano su tre), la mancata integrazione Sanremo-Imperia e l’aggiudicazione impugnata dal Tar per la cessione a privati dei nosocomi di Albenga e Cairo oggi conosce una nuova battuta d’arresto. Siamo di fronte alle privatizzazioni più sgangherate della storia. Meglio così, verrebbe da dire, viste tutte le criticità presenti in quel bando. Ma è chiaro che la notizia della gara andata deserta è molto preoccupante, visto che il ponente genovese ha un estremo bisogno di un nuovo ospedale. Certo, la realizzazione del presidio sanitario degli Erzelli sarebbe avvenuta in un contesto a dir poco confuso e assai preoccupante. Per esempio non è mai stato chiaro il rapporto fra questo ospedale e il San Martino, con il rischio (letale per lo storico Policlinico genovese) di sovrapposizione su due temi cardine come il polo di eccellenza oncologico e cardiologico. Come al solito, poi, ci troviamo di fronte a un quadro programmatorio inesistente: buio pesto sul destino dei lavoratori e del loro inquadramento, totale incertezza sui riflessi di questo nuovo ospedale sul resto della rete ospedaliera e territoriale a partire dal futuro del Villa Scassi. Il bando andato deserto per gli Erzelli è un’altra promessa di Toti che viene meno. Non ci sarà alcuna prima pietra per l’ospedale a Ponente prima della fine della legislatura (anche se Toti l’aveva prevista entro il 2019). Anzi, quest’anno non conosceremo neppure l’esito di una nuova eventuale procedura. Niente di niente. Quello degli annunci senza esito purtroppo è un film già visto. Non avremo il pareggio di bilancio, le fughe non sono state ridotte, la mobilità passiva non solo non è stata diminuita ma è persino raddoppiata, il personale non è aumentato, ma è diminuito e le case della salute rimangono quelle fatte o programmate dal centrosinistra. La sanità è la cifra del fallimento del centrodestra. Oltreché alla Giunta, però, la responsabilità in questa situazione va attribuita ad Alisa e al suo commissario pluriprorogato – perché in quanto pensionato non ha i titoli – Walter Locatelli>.


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