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La fusione Amt-Atp, il Pd vota a favore in città metropolitana e contro a Tursi

24 ore, due consigli, 2 posizioni diverse del partito, salvo Villa che ha votato contro in entrambe le sedi

A segnalarlo sulla propria bacheca Facebook è la capogruppo della Lega Lorella Fontana che ha ragione sulle posizioni opposte del Pd tra consiglio metropolitano in consiglio comunale, ma sbaglia i voti di villa nella città metropolitana e di Avvenente in consiglio comunale.

Non è pero vero, rispetto al post di Fontana, che Mauro Avvenente si sia astenuto (ha votato contro) né che Villa abbia dato 2 voti diversi in Municipio e in Comune. È Enrico Pignone, della Lista Crivello ad aver dato 2 voti diversi: astenuto in Città Metropolitana, contrario a Tursi. Lorella Fontana ha poi corretto il post nella parte riguardante i nomi. Vero è che il Pd, salvo Villa, ha votato a favore in città metropolitana e contro a Tursi.

Il post corretto

Vero è che c’è tutta una storia dietro, con i Comuni del levante (compresi quelli a sinistra) dai tempi di Marco Doria più favorevoli alla soluzione oggi messa in atto, mentre il centrosinistra genovese è sempre stato contrario. Questione di punti di vista locali. Vero anche che il testo della delibera della Città Metropolitana non è uguale a quello portato oggi a Palazzo Tursi. Il consigliere sia metropolitano sia comunale Pd Claudio Villa in consiglio metropolitano ha votato contro mentre i compagni di partito votavano a favore. Nella sala rossa di Palazzo Tursi, oggi, ha votato contro con tutti i Dem. La delibera è stata approvata a Tursi con 23 voti favorevoli, 10 contrari: Pd, Lista Crivello, Ubaldo Santi (Gruppo Misto) e 5 astenuti: M5S, Chiamami Genova.

A sinistra il voto in Comune, a destra quello in consiglio municipale, che a visto il voto favorevole di 17 consiglieri, 1 astenuto (Enrico Pignone, Lista Crivello) ed 1 contrario ( Claudio Villa) sui 19 presenti.

<Abbiamo votato contro la delibera di fusione di Atp Esercizio in Amt S.p.A. perché la proposta della Giunta contiene troppi elementi di incertezza – commenta il gruppo Pd in una nota -. Primo: non è chiaro se la fusione si potrà fare davvero. Atp Esercizio è partecipata al 48% dal socio privato Autoguidovie Spa che mai si è espresso a favore della fusione. Il suo dissenso potrà fare naufragare tutta l’operazione, al di là dei voti favorevoli del Consiglio Comunale e Metropolitano; secondo: la proposta di fusione prevede due scenari diversi, il primo con il mantenimento degli immobili in azienda. Il secondo con lo scorporo degli stessi, come richiesto dal parere dei revisori dei Conti del Comune. Lo scenario non è indifferente, sia per la patrimonializzazione dell’azienda, sia per il peso del socio privato che oscillerebbe tra il 2% e l’8%; terzo: non è chiaro se Città Metropolitana e Comune potranno affidare direttamente e senza gara il servizio di TPL alla nuova società, come previsto dalla Giunta. Il contrasto delle norme italiane con quelle comunitarie sembra infatti escludere l’affidamento diretto a società partecipate da capitale privato. Si aprirebbe allora uno scenario preoccupante, con i soci pubblici che avrebbero difficoltà a garantire gli investimenti necessari alla partecipazione alla gara, e il socio privato che potrebbe cogliere l’occasione per aumentare il proprio peso; quarto: non esiste un piano industriale che dica quali economie di scala realizzerà la fusione, e soprattutto come sarà il servizio e a quali tariffe per i cittadini. Per tutto queste ragioni abbiamo votato contro, rilevando come un’altra promessa della Giunta Bucci quella di mantenere AMT interamente pubblica oggi viene tradita>.

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