Politica 

M5S, Alice sbaglia viadotto e in 22 minuti chiede la chiusura di 2 ponti su 2 autostrade diverse

Salvatore inciampa sulla geografia della città e invia 2 comunicati identici prima sul viadotto sbagliato, in A26, poi su quello giusto, in A12, sparando a zero. Toti le risponde: <Dopo le promesse del ministro Toninelli, suo compagno di partito, rimaste totalmente inevase con un colpevole ritardo di un anno nell’attivazione di tutti gli strumenti di verifica e controllo che pure aveva preannunciato, ci auguriamo che oggi la Salvatore abbia miglior successo con i referenti del suo Governo, questa volta in alleanza con il Pd>

Ansia di “dichiarare”: quella ce l’hanno tutti e la febbre di comparire, mano a mano che ci avviciniamo alle regionali, riempie le mail dei giornali di decine e decine di messaggi suddivisi equamente tra pezzi da 90 della politica locale e carneadi qualunque, di quelli alla ricerca di un posto in lista, che devi cercare su google per capire chi siano e, sempre lo siano stati, dove siano stati eletti. Esce una notizia e subito arriva una tempesta di comunicati “con preghiera di pubblicazione”, formula usata solo dai più formali ed educati, che partono dal presupposto (quasi sempre infondato) che ai lettori importi qualcosa della loro opinione costruita con frasi assertive e perentorie. Non di rado si sviluppano veri e propri battibecchi con botta e risposta multipli alle mail dei giornali, che al cronista vien da rispondere: <Insomma, vedetevi e insultatevi di persona!>. È tutta una grande commedia in cui ciascuno recita la propria parte nello sforzo di far passare più forte il suo messaggio (elettorale). E siccome chi invia per primo conquista il titolo dell’articolo (nel grande frullatore dei media online sempre in lotta contro il tempo le reazioni degli altri vengono aggiunte di solito in calce all’articolo), che è l’unica cosa che la maggior parte dei lettori legge davvero, soprattutto su social, è una sfida a fare presto.
Accadde, però, che, come recita l’antico adagio, “la gatta frettolosa fa i micini ciechi”. È accaduto oggi che la capogruppo M5S in consiglio regionale Alice Salvatore abbia confezionato un comunicato su una notizia di cronaca riguardante la caduta di pezzi da un viadotto un po’ troppo in fretta e furia, nel consueto esercizio di lapidazione della società autostrade altrimenti noto come “sparare sulla croce rossa” visto che nell’opinione pubblica sfonda una porta spalancata. Nell’ansia di scagliare l’ennesima pietra della lapidazione che continua dal 14 agosto 2018, per fare un gol a porta vuota, evidentemente non avendo nemmeno letto bene gli articoli dei giornali e reagendo alla parola “Autostrade” come il cane di Pavlov reagiva davanti alla campanella la pietra l’ha tirata a est invece che a nord ovest, sbagliando ponte e autostrada.
Ore 15:27, la leader pentastellata ligure manifesta via mail ai giornali la sua ansia per chi passa sul viadotto Pecetti, sulla A26, titolando <Altro crollo, aspettare è criminale!> (scritto tutto maiuscolo, che nel linguaggio social equivale a gridare). Poi qualcuno, evidentemente, le fa notare che ha sbagliato viadotto e autostrada e che prima di partire col riflesso condizionato anti Aspi e anti Toti avrebbe dovuto leggere almeno un’altra parola del titolo dei giornali. Magari “Bisagno” (il nome del viadotto) o “A12” (la sigla dell’autostrada). E allora, alle 15:49, invia un’errata corrige, come se si trattasse di un refuso, di una virgoletta caduta male, non di un altro ponte e di un’altra autostrada, a chilometri di distanza, diretta a nord ovest e non a est. Esattamente 22 minuti dopo aver reclamato con forza la chiusura del Pecetti e della A26, chiede la chiusura del Bisagno e della A12. Così, come se chiudere un’autostrada fosse nulla. Rimanda la stessa identica mail, praticamente quasi solo sostituendo i nomi. C’è chi, con le stesse diffcoltà geografiche, gliela pubblica tal quale, secondo la prima stesura. Al momento in cui scriviamo è ancora online.

La mail delle 15.27
La mail delle 15:49

E dire che un indizio che le avrebbe permesso di geolocalizzare il ponte lo aveva, visto che ha citato in entrambe le email la consigliera pentastellata di Municipio Laura Delpino, eletta nella Media Valbisagno, che non si capisce per quale motivo avrebbe dovuto interessarsi nel suo incarico istituzionale del Pecetti, che si trova sopra al Comune di Mele, fuori dal Comune di Genova, a nord di Voltri e del Municipio Ponente.

Non guasterebbe nemmeno un ripassino toponomastico, visto che già nella prima mai parla di via delle Gavette che, lo sanno bene i genovesi, si trova il Valbisasagno e non nell’estremo ponente genovese. Insomma, un minimo di conoscenza in più del territorio regionale non guasterebbe, quantomeno con lo scopo di evitare brutte figure così pesanti.

Ecco le due stesure del comunicato.


E siccome Salvatore, nonostante le incertezze geografiche spara a zero, il presidente della Regione Giovanni Toti ci tiene a ricordarle che fino a pochi giorni fa il ministro dei trasporti era il suo compagno di Partito Danilo Toninelli e che, in sostanza, con la sua dichiarazione s’è fatta un poderoso autogol.

<Alice Salvatore, per una volta, ha ragione – risponde Toti -. I cittadini devono sentirsi sicuri e le Istituzioni locali devono avere la certezza che le informazioni trasmesse siano verificate e veritiere. Pertanto, dopo le promesse del ministro Toninelli, compagni di partito della Salvatore, rimaste totalmente inevase con un colpevole ritardo di un anno nell’attivazione di tutti gli strumenti di verifica e controllo che pure aveva preannunciato, ci auguriamo che oggi la Salvatore abbia miglior successo con i referenti del suo Governo, questa volta in alleanza con il Pd, perché accada al più presto tutto ciò che auspica in termini di sicurezza dei nostri concittadini. Altrimenti, ove questo Governo si dimostri incapace di dare risposte, come lo è stato il ministro Toninelli nei mesi passati, il Movimento 5 Stelle Ligure appoggi la nostra richiesta di maggiore autonomia sul tema delle Infrastrutture in modo da poter fare, a livello locale, ciò che oggi non fa il Governo nazionale. Perché sulla incolumità delle persone non ci possono essere deroghe. E questo appello non può che arrivare da Genova e dalla Liguria che ancora attendono verità e giustizia per le 43 vittime del ponte Morandi. Mentre auspichiamo che la Magistratura faccia luce al più presto su report truccati di Autostrade e della società controllata SPEA che ci lasciano ulteriormente preoccupati e sconcertati”. 
<Visto che il tempo stringe sarebbe opportuno che l’Esecutivo si muovesse in tempi rapidissimi – aggiunge Toti –  perché lo considereremo responsabile di ogni cosa che dovesse accadere per difetto di azione e di controllo. Spero che il Consiglio Regionale, fin dalla prossima seduta, possa approvare un comune documento per spronare il Ministero delle Infrastrutture dopo mesi di inattività e vane promesse. Ricordo anche ad Alice – conclude il governatore –  che la super-agenzia Ansfisa, che doveva controllare in tempo reale la tenuta dei viadotti, doveva avere sede a Genova ed era stata annunciata in pompa magna da Toninelli, ma è tuttora una scatola vuota come ha rivelato ai giornali il suo teorico direttore>.

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