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Tursi dimentica le Giornate europee del Patrimonio e promuove aziende private e manifestazioni alcoliche

Il sito Visitgenoa.it del Comune, dedicato agli eventi anche turistici, promuove l’Oktoberfest (di fatto un ristorante-birreria privato temporaneo) e i corsi a pagamento al Mog (tra i tanti corsi di cucina che si svolgono a Genova) e ignora a piè pari sul calendario in homepage l’importante evento culturale nazionale gratuito che si terrà oggi e domani

Nella migliore delle ipotesi “a casaccio”, ma si sa che, come diceva il cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani e ripeteva Giulio Andreotti, <a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca>: sembra che la scelta degli eventi publicati sul sito visitgenoa.it sia voluta e precisa, in perfetto accordo con la gerarchia di importanza degli eventi di questa giunta che, ormai è chiaro a tutti, preferisce fuochi di artificio e iniziative di respiro locale – capaci al massimo di richiamare in centro chi abita in periferia – a quegli eventi culturali di spessore che in tutto il resto del mondo fanno la fortuna turistica delle città. E non è nemmeno vero, come ci dissero gli uffici comunali a giugno, quando facemmo notare che una mostra a bigliettazione privata e interesse culturale inesistente, Cinepassioni – per cui il Comune è stato diffidato dalla Soprintendenza – che le iniziative vengano pubblicate in ordine di scadenza, visto che, come è evidente dal sito (e dagli screenshot che vi mostriamo), iniziative di richiamo turistico pari a zero, i concerti nelle chiese (bella iniziativa cittadina, ma di scarso valore aggiunto turistico, voi partireste per un’altra città per sentire un coro locale che canta in una chiesa?) che scadono il 29 dicembre, stanno in home sopra a cose che si svolgono in questo fine settimana, alcune anche di pregio, come il Festival della cucina d’epoca tra storia e gastronomia del Ducale, che ieri, in occasione della cena inaugurale, ha fatto il botto e continuerà oggi (21 settembre) e domani.

È vero, dunque, che l’amministrazione e i suoi uffici (e non un logaritmo del sito, come hanno tentato di raccontare a noi nel giugno scorso) scelgono e tra le scelte c’è la promozione a titolo gratuito di iniziative di aziende private in concorrenza con altre aziende genovesi. Ad esempio l’Oktoberfest, iniziativa della Birreria HB, che tipica genovese non la si può proprio definire e draga via clienti dai locali genovesi per ben 17 giorni, tanto che ogni anno si alza un coro di proteste dai ristoratori della città. In più, è costruita attorno a un prodotto alcolico (tedesco, mica genovese), la birra, in una città in cui (evidentemente l’assessorato comunale ai servizi sociali non se ne è accorto perché nulla sta facendo per limitare il fenomeno che sta diventando preoccupante) è emergenza l’abuso di alcol anche tra minori, fenomeno che dà luogo a risse notturne a ripetizione in centro storico, a Boccadasse, in corso Italia oltre a riempire, nel fine settimana, i pronto soccorso degli ospedali di ragazzi vicini al coma etilico.
Per carità, l’Oktoberfest è una legittima iniziativa privata, ma è, appunto, commerciale, non tipica e in concorrenza con le altre aziende genovesi della somministrazione. Legittimo, appunto, che un privato la organizzi a proprio rischio di impresa, ma è giusto che il Comune la promuova direttamente sul proprio sito ufficiale?

Scorrendo le varie iniziative promosse su visitgenoa.it, spuntano anche i corsi del Mog al Mercato Orientale, anche quelli privati, anche quelli in concorrenza con la miriade di corsi legati all’alimentazione, al cibo e ai vini di moltissime altre aziende a Genova. E allora, perché regalare uno spazio gratuito sul sito istituzionale proprio a quella determinata azienda e non alle altre a fronte di corsi che non sono gratuiti ma costano fino a 120 euro? E la concorrenza? Quanto vale, commercialmente, la presenza nella pagina cittadina del turismo? Qual è il valore che il Comune ha deciso di regalare a due aziende specifiche ignorando iniziative veramente turistiche e culturali di spessore, come le Giornate europee del Patrimonio che sono, sì, statali, ma hanno ben altro spessore anche per quanto riguarda il richiamo di potenziali visitatori, di un boccale di birra tedesca e di un corso di pasticceria salata? È giusto e legittimo che il Comune scelga di promuovere sul sito ufficiale dedicato al turismo alcune iniziative commerciali private (e non altre), tra l’altro dimenticando vere iniziative di richiamo come le Giornate europee del Patrimonio? Si dirà che sono statali e non comunali, ma sono cultura e richiamo turistico per la città. Tra l’altro, mai il Comune dimentica di inserire sul sito visitgenoa.it iniziative culturali non proprie, come le mostre di Palazzo della Meridiana, sede espositiva privata di proprietà della famiglia Viziano. È già in calendario sul sito pubblico la prossima mostra che comincerà a fine settembre come c’è rimasta a lungo (rilanciata a ripetizione anche dai social del Comune come se fosse stata pubblica) quella dedicata alla scuola di Caravaggio, in cui l’unico quadro veramente firmato da Michelangelo Mersi era delle civiche collezioni, appena restaurato e subito ceduto all’esposizione privata invece di realizzarci su una mostra di richiamo nei musei comunali. Lo spiccato senso di Tursi per i privati sta diventando imbarazzante, tanto più se, come accade oggi, non solo predilige promuovere iniziative commerciali private a pagamento senza interesse turistico, ma dimentica iniziative, quelle sì, di richiamo turistico, pubbliche, culturali e gratuite a cui i “consigli per gli acquisti” (e una serie di quisquilie) rubano il posto sul sito istituzionale.


AGGIORNAMENTO 22 settembre ore 10:50: segnaliamo che il sito visitgenoa è offline da ieri.

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