Aperitivo con lo stalker, un’ondata di indignazione. Tursi smentisce il patrocinio
L’Amministrazione: <Chi ha utilizzato impropriamente il logo del Comune ne risponderà nelle sedi opportune>. Il patrocinio è del solo Municipio Levante
Abbiamo deciso di pubblicare testuali tutti interventi che ci sono giunti perché ognuno, leggendo, si possa fare la propria opinione leggendo tutto senza pre-interpretazioni
Pubblichiamo per primo, rompendo l’ordine cronologico che in seguito verrà rispettato, il comunicato del Comune.
Comune

Con riferimento ad articoli di stampa (non nostri n. d. r.) secondo i quali il Comune di Genova avrebbe concesso il patrocinio all’iniziativa “Aperitivo con lo stalker”, l’amministrazione comunale smentisce di aver conferito il patrocinio a tale evento. Chi ha utilizzato impropriamente il logo del Comune ne risponderà nelle sedi opportune.
Ora tutte le posizioni che ci sono giunte. Tenete conto che solo quella di Cgil, Cisl e Uil e Linea Condivisa sono seguente alla smentita del Comune.
Gruppo Pd Comune di Genova – Gruppo Pd Municipio Levante

E’ vergognoso – dichiarano il Gruppo Pd Comune di Genova e il Gruppo Pd Municipio Levante – che il Comune di Genova e il Municipio Levante abbiano appoggiato, patrocinato e sostenuto finanziariamente l’incontro con lo scrittore e blogger genovese Davide Stasi “Aperitivo con lo stalker. Come incastrare un uomo a norma di legge. Tre spiragli: visioni alternative su uomini e donne”, in programma il 20 settembre al Castello di Nervi sulla passeggiata Anita Garibaldi. Stasi è autore di un sito, una pagina Facebook e un libro che portano tutti lo stesso titolo “Stalker sarai tu”. Nei suoi post esprime le sue opinioni sulla legge antistalking, affermando che nella maggioranza dei casi ha danneggiato uomini innocenti e che la legge sarebbe stata concepita per alimentare il business dei centri antiviolenza. In un altro post scrive frasi agghiaccianti e inaccettabili su Lucia Annibali, la donna sfregiata con l’acido dal compagno, a cui il Pd Genova attraverso il suo segretario Alberto Pandolfo ha espresso la massima solidarietà per le parole vili e derisorie di cui è stata vittima, dopo essere stata vittima di una così odiosa e terribile violenza fisica. Il patrocinio del Comune deve passare attraverso il vaglio dell’assessore alla Cultura Barbara Grosso e sempre il Comune deve dare l’approvazione alla richiesta di patrocinio del Municipio. La posizione del Comune di Genova e del Municipio Levante nell’appoggio all’attività di Stasi è indecoroso e inqualificabile. Chiediamo che Comune di Genova e Municipio Levante revochino il patrocinio e il sostegno a tale iniziativa. Le istituzioni dovrebbero sostenere la legge sullo stalking, anziché dare fiato a iniziative che la demonizzano.
LiguriaPride

Offensivi e divisivi a chi? Non scherziamo sulle vittime di violenza Aperitivo con lo stalker, il caso di Genova, un patrocinio che non si doveva dare. E che il Sindaco non scarichi la responsabilità sul Municipio perché è dal Pride 2018 che la lezione è stata chiara: è la giunta che decide dei patrocini.
Da tempo proviamo a spiegare che le politiche familiste della giunta Bucci non sono neutre, né popolari, né inoffensive. Facile propaganda che semplifica gli aspetti della realtà sociale, per sostenere un modello (unico e idealizzato) di vita, di relazione affettiva e genitoriale tra uomini e donne, quando invece le esperienze concrete sono molto più variegate e seguono stili e scelte valoriali molteplici. Quando i bisogni delle persone evolvono secondo i cambiamenti delle storie di vita, corrispondenti ad una comunità del terzo millennio.
Sembra che i cambiamenti facciano paura, nonostante che praticamente ognuno di noi oggi conosca più di una famiglia che non corrisponde al modello tradizionale degli anni ’50. Eppure dovrebbe fare più paura l’ideologia che nega le trasformazioni sociali e che si oppone ad ogni politica intesa a dare risposte alle richieste emergenti, ai nuovi bisogni e alle nuove forme di disagio e fragilità della collettività.
In soldoni, dovremmo avere paura della Giunta Bucci che ha dato patrocinio e finanziamento ad una associazione che sostiene che la violenza sulle donne non esiste, è una creazione delle femministe, e anzi, che le vere vittime sono i maschi. Aperitivo con lo stalker, questo il primo di tre appuntamenti chiamati Visioni alternative su uomini e donne, è appunto un manifesto che sostiene che la legge anti stalking sia lo strumento voluto dalle donne per vessare i maschi, depauperarli e privarli della libertà. “Una precisa strategia politica, sociale, intellettuale, economica e mediatica … volta a destabilizzare la convivenza tra i sessi e (volta, ndr) alla creazione volontaria e ingiustificata di allarmi sociali, emergenze di massa, psicosi…e ipertutele e privilegi per il genere femminile.” Il femminicidio per la nostra amministrazione comunale è dunque un’invenzione; il maltrattamento una fantasia, e il sessismo che svalorizza il femminile in ogni campo una narrazione delle femministe per denigrare gli uomini. Le donne genovesi, e non solo, dovrebbero avere paura di questa giunta, perché in caso di denuncia sarà legittimo considerarle bugiarde e manipolatrici. La violenza secondaria, quella subita nei luoghi istituzionali che invece dovrebbero intervenire a tutela e per riconoscere giustizia alle vittime, è un fenomeno reale e diffuso: questo patrocinio lo va a rafforzare, indebolendo le voci dei centri antiviolenza nati per accompagnare le sopravvissute nei difficili e lunghi percorsi di uscita da relazioni maltrattanti. La violenza secondaria è il deterrente per indurre le donne a non denunciare. Deridere le vittime è irrispettoso verso chi soffre per le conseguenze di rapporti non paritari tra i generi, ma è anche un’intimidazione rivolta a chi desidera una vita migliore.
Se il primo appuntamento cerca facile visibilità attraverso la provocazione, il terzo è da manuale e ritira fuori dal cappello la cosiddetta teoria gender, come fosse lo spettro che si aggira per l’Europa (Se il gender incombe sulla scuola). Hanno iniziato con lo sportello anti gender e hanno ottenuto risultati attraverso una capillare campagna di disinformazione e screditamento, riuscendo a bloccare molti progetti educativi aventi tra i loro obiettivi il contrasto a bullismo e omofobia, e la decostruzione degli stereotipi di genere. Nata nel seno della chiesa cattolica integralista, questa ideologia è stata adottata dalle destre internazionali e nostrane per conquistare consenso popolare attraverso la creazione di paure nei confronti del diverso. Xenofobia, omofobia e misoginia sono gli ingredienti della loro propaganda, che corre sui social intossicando il linguaggio ed i comportamenti, sempre più violenti e offensivi.
Le cosiddette’ visioni alternative’ quindi sono vecchie di un secolo, fondate sul primato del maschio bianco eterosessuale, sulle minoranze come capro espiatorio e sulla caccia alle streghe: cose già viste, di cui la Storia farebbe volentieri a meno di replicare. [Qui il link alla pagina]
Anpi Genova

“Nostalgici” in Giunta, soldi per iniziative che irridono le vittime di stalking. Anpi chiede al sindaco Bucci: “Non crede di stare esagerando verso Genova e i genovesi?”
Preoccupazione e sconcerto: sono i sentimenti che, come Anpi Provinciale di Genova, stiamo provando a fronte di decisioni e iniziative prese direttamente dal Sindaco e dalla maggioranza di centrodestra di Genova, sia nel Comune che in alcuni Municipi. Ci ha colpito la scelta – anche se legittima – del Sindaco, di lasciare fuori dalla Giunta comunale Arianna Viscogliosi, che abbiamo conosciuto come persona corretta e democratica, spesso presente alle manifestazioni di Anpi e alle iniziative in nome della memoria civile e antifascista, e ci preoccupa la scelta di sostituirla, con un esponente leghista – Giorgio Viale – che è stato protagonista di un film celebrativo sulla X^ Mas diffuso presso il circuito di organizzazioni di estrema destra. Ancora di più ci preoccupa e ci sconcerta la scelta di affidargli la delega alle Pari Opportunità, in quanto, da vicepresidente del Municipio medio levante, è stato protagonista di una vicenda di insulti sessisti a danno di una consigliera di opposizione. Se non bastasse tutto ciò, apprendiamo che il Municipio levante, guidato da Francesco Carleo, già indagato per apologia di fascismo per aver inneggiato a Mussolini sulla sua pagina Facebook, ha scelto di finanziare “Aperitivo con lo stalker”, un’iniziativa di pessimo gusto da parte di uno scrittore e blogger che in passato aveva irriso sui social anche una tra le più note vittime di violenza contro le donne. Sindaco Bucci, le Sue scelte e gli atti delle Amministrazioni che si rifanno alla Sua maggioranza non sono all’altezza della storia e della dignità di Genova e dei genovesi, in primo luogo delle donne. Nonostante l’estate abbia chiarito come le ubriacature da destra estrema lascino il posto a pessimi risvegli, Lei sembra voler spostare la città e i suoi cittadini in un mondo di vecchi e inaccettabili atteggiamenti sessisti, accantonando allo stesso tempo la tradizione democratica e antifascista della nostra città.
Siamo qui per ricordarle che ci muoveremo perché non accada e perché non si possa riproporre un’idea di società arcaica, sottosviluppata, che fa violenza ai diritti e alle donne, che pensa di poter frenare ogni forma di modello civile, democratico e laico conquistato con grandi sofferenze.
E, allo stesso tempo, vogliamo salutare e ringraziare Arianna Viscogliosi per il lavoro fatto insieme alle associazioni democratiche, augurandole un ottimo futuro.
Linea Condivisa

Si inizia il 20 settembre con un “Aperitivo con lo stalker, Come incastrare un uomo (a norma di legge)”: un incontro col blogger e scrittore Davide Stasi, noto alle cronache per le sue posizioni sul tema dei femminicidi (“un problema gonfiato ad arte“) e sostenitore di una teoria molto controversa secondo la quale l’art. 612 bis sia stato concepito “essenzialmente per rispondere a una pressione proveniente dalla cronaca, dalle rappresentazioni mediatiche, dalla necessità di acquisire consenso politico ed elettorale e dall’esigenza di alimentare un ricco business legato alle cause di separazione e ai centri antiviolenza“.
Si prosegue il 27 settembre con la presentazione del libro “Vorrei essere un gatto“ di Dario Daniele, nel quale si parla – tra le altre cose – delle “denunce strumentali con false accuse, fenomeno purtroppo sempre più diffuso“.
Si conclude il 4 ottobre con un incontro con la scrittrice Elisabetta Frezza, dal titolo “MalaScuola. «Gender»: il sistema «educativo» per abolire la ragione e manipolare i nostri figli“.«Il sindaco Marco Bucci l’anno scorso ha negato il patrocinio al Pride ligure organizzato dal Coordinamento Liguria Rainbow definendolo “offensivo e divisivo” – dichiarano Pastorino e Murruni – ci chiediamo quindi come definisca il ciclo di eventi in questione».
«Questo fatto evidenzia come il disegno di legge Pillon non sia soltanto una proposta legislativa pericolosa, ma abbia dietro una visione distorta dell’emergenza legata ai femminicidi, alle violenze domestiche, all’importanza dei servizi sociali e dei centri antiviolenza – affermano Pastorino e Murruni – Se il Comune ha fondi a disposizione eviti di sperperarli dando sostegno economico a iniziative che veicolano fake news e li investa in seri percorsi di educazione all’affettività, di sostegno alle donne che escono da relazioni violente e nei centri antiviolenza che svolgono un lavoro preziosissimo con pochissime risorse».
«Ci è giunta la notizia che il Comune smentisce stamattina in una nota stampa il proprio appoggio all’iniziativa, ma tutto questo non fa che gettare una ulteriore ombra sulle capacità dei processi amministrativi di questa Giunta – conclude il consigliere Pastorino – Giunta che per altro è stata appena “rimescolata”, facendo quasi interamente sparire la parte più moderata a vantaggio del partito leghista, blindando sempre di più posizioni estremiste e pericolose sui temi a loro cari».
Cgil Cisl Uil Genova

Aperitivo con lo stalker: l’Amministrazione smentisce il patrocinio, ma l’ironia su violenza e molestie avvalla le pratiche esecrabili. Le istituzioni hanno il dovere di fare prevenzione per una battaglia culturale seria.
Violenza e molestie sono una realtà, un’emergenza sociale, un male che cresce in pancia alla collettività, che va contrastato per educare nuovi uomini e nuove donne al rispetto. In queste ore in cui molto si è detto su uno spettacolo chiamato “Aperitivo con lo stalker”, Cgil Cisl Uil non possono accettare che venga ancora avvallata la satira su molestie e violenze. Bene che il Comune di Genova abbia fatto sapere che non ha patrocinato l’iniziativa, ma le Organizzazioni sindacali non tirano alcun sospiro di sollievo, anzi, si interrogano su quali strategie mettere in campo per contrastare con efficacia i fenomeni con cui quotidianamente abbiamo a che fare. Il lavoro è ancora lungo se su quel manifesto pubblicitario appare ancora il logo del Municipio Levante, atto che offende profondamente tutte le vittime di violenza e la società tutta.
Proprio le istituzioni dovrebbero sostenere iniziative formative atte a percorsi di sensibilizzazione al rispetto dell’altro. La società ha conosciuto un’involuzione e i deboli sono sotto attacco: sono caduti i veli dell’educazione e del politicamente corretto, legittimando chiunque a sparare a zero contro il capro espiatorio di turno. Il rispetto dell’altro non esiste più, e siccome Cgil Cisl Uil sono portatori di valori collettivi, il sindacato confederale è qui per difendere le vittime degli abusi e sollecitare politica e istituzioni a battersi, insieme al sindacato e alla società civile, contro violenze e molestie. Cercare spazi strappando una risata sulla pelle delle donne è un’operazione spregevole e fuori dal tempo. Cgil Cisl Uil invitano le istituzioni ad intraprendere una battaglia culturale seria a partire dall’investire risorse su formazione e prevenzione perché la violenza sulle donne, come purtroppo le cronache riportano quotidianamente, è una vera e propria emergenza nazionale.


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