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Il Terra di Nessuno alza troppo il volume e a Oregina e Lagaccio è rivolta

Musica a tutto volume per 12 ore fino alle 7 del mattino e in zona nessuno ha dormito. Anche i più tolleranti oggi sono sul piede di guerra contro le feste ad alti decibel del centro sociale che non rispettano il quartiere che le ospita

A Oregina e al Lagaccio, quartieri operai, sono pochi gli intolleranti assoluti, spesso più per motivi politici che per reale disagio, ma stanotte il centro sociale Tdn, Terra di Nessuno, ha proprio esagerato. Tanto che nei gruppi social di quartiere c’è chi scrive: <Lo capisco, sono ragazzi ed è giusto che si divertano, ma il volume stavolta era troppo alto>. E chi risponde: <Sono uscito a portare il cane alle 6 del mattino e la musica era ancora fortissima>. Insomma, non una critica (giunta anche da chi di solito difende il diritto allo svago dei ragazzi) “tanto per mugugnare”, ma la segnalazione del fatto che stavolta è stata superata la linea di equilibrio tra diritto dei giovani di fare festa e diritto (primario) dei cittadini del quartiere di riposare. Insomma, la linea di civile convivenza.
Inevitabile la pioggia di telefonate al centralino della polizia locale e al 112.
Stanotte al Tdn era in corso l'”Antifa bass meeting #1″, <sagra musicale antifascista in uno spazio storico di Genova – spiegano gli organizzatori sulla loro pagina Facebook -, per ricordare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che Reggae Music e Antifascismo vanno di pari passo e che qui si parla di musica ribelle, di resistenza, contro gli oppressori e politicanti che in questo periodo cercano d’annebbiarci le menti>. Le orecchie, però, non hanno colore politico e le <12 ore di musica> con <3 sound system montati open air> (anche i centro sociali par che inciampino frequentemente sugli inglesismi esattamente come quello che considerano l’acerrimo nemico, il sindaco Marco Bucci), proprio perché montati all’aria aperta, hanno passato il segno e mancato di rispetto al quartiere che da anni accoglie il centro sociale tutto sommato senza le rivolte che sarebbero accadute altrove alla luce delle frequenti “esondazioni” di musica ad alto volume amplificata dall’orografia del luogo. Stamattina nel quartiere pare che non siano in molti a comprendere, giustificare, abbozzare. Perché un conto è la politica e altro conto sono i decibel e non si può vestire a lungo il baccano da ideologia perché anche quelli che la condividono e comprenderebbero anche il valore delle occasioni di svago per i giovani in una zona dove la alternative sono praticamente nulle, se vengono tenuti svegli tutta la notte, alla fine perdono la tolleranza.

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