Premio Fedeltà del cane, tutte le storie degli eroi a quattro zampe

Dai cani che hanno aiutato i soccorritori dopo la tragedia del Ponte Morandi a quelli che hanno salvato i padroni da furti e malori. Oggi la premiazione a San Rocco di Camogli

AKI, akita inudi 5 anni e mezzo, salva madre e figlia costringendo i ladri alla fuga

L’akita inu è una razza giapponese molto antica, i cui antenati venivano usati per la caccia all’orso e come cani da combattimento dei samurai. Degno e imponente esemplare di tale razza, che coniuga nobiltà di portamento a semplicità e dolcezza, è Aki. A Fosdinovo, paesino della Lunigiana, in una notte dello scorso agosto, mentre imperversava il temporale e il padrone era fuori per lavoro, Aki si è trovato solo con la padrona e la figlia adolescente. Provvidenziale la decisione di tenere in casa Aki, che avvertita la presenza di estranei intenzionati a penetrare nell’abitazione, dal piano terra sale silenziosamente nella camera della padrona e ringhiando, la colpisce più volte col muso sul braccio e sul volto. Un brusco risveglio per Simonetta e l’immediata consapevolezza di un grave pericolo. Insieme ad Aki, Simonetta e la figlia, scese nella sala adiacente il giardino, sentono nettamente i tre colpi inferti alla finestra sul retro. Mentre in preda al panico mamma e figlia compongono il 118, Aki, con i suoi 40 KG, si lancia contro la finestra quasi sfondata dai ladri, che si danno alla fuga. Momenti di terrore, in attesa dell’intervento dei carabinieri, un trauma che il tempo risanerà, lasciando intatta la prova della fedeltà di Aki, che non ha abbandonato le sue padrone neanche un istante e che per loro avrebbe combattuto fino alla fine.                                Una dimostrazione, come afferma con fierezza il suo padrone, di forza di carattere e di slancio nell’affrontare situazioni di minaccia, doti insite nella razza d’origine, usate sapientemente da Aki a difesa della sua famiglia.


ANNIE, pastore tedesco femmina di anni 8, ha rinvenuto un buon quantitativo di sostanze stupefacenti

Annie (GF 3761), un bellissimo esemplare di pastore tedesco femmina di 8 anni, quale ausiliare cinofilo antidroga, inizia servizio presso la squadra Cinofili della Compagnia Pronto Impiego di Genova nel giugno 2017. Impiegato in attività giornaliera per il contrasto allo spaccio e all’illecita detenzione di sostanze stupefacenti, Annie ha dato subito dimostrazione di grande operosità ed efficienza. Già nel primo anno di servizio, infatti, Annie si è distinta per aver permesso il ritrovamento di Kg. 1,6 di Hashish, gr. 216 di Marijuana, gr. 58 di Eroina e gr. 19 di Cocaina, con il conseguente arresto di 5 responsabili e la denuncia a piede libero di 17 responsabili.
Annie è stata accompagnata dal conduttore a.d. Finanziere Scelto Cinofilo Arly Tarantino e dall’istruttore Cinofilo Maresciallo Aiutante Corrado Di Pietro, Compagnia Pronto Impiego di Genova. Guardia di Finanza, Compagnia Pronto Impiego, Genova 


BIAGIO, meticcio di 2 anni, in fuga per 18 giorni fino al ritrovamento di colei che gli aveva dato amore. Biagio aveva già scelto la sua padrona e mai ne vorrà un’altra.

<< Urgente!!! Amicizia con la A maiuscola?… Amore grande?… >> L’ appello postato su fb da una volontaria del Canile di Treviso, racchiude già in sé l’essenza della storia di un meticcio di nome Biagio. Amicizia, Amore sono sentimenti che sicuramente gli appartengono. Il suo è il vissuto di un cane sfortunato condiviso dalla sua compagna, una cagnetta nera a cui Biagio rimase accanto per due giorni e due notti, dopo che la piccola venne travolta e uccisa da un’auto, senza che nessuno intervenisse a spostarla per evitare almeno che investissero anche lui. Avvertiti del fatto, i volontari, portata la cagnolina in mezzo al campo, riescono a catturare Biagio dopo cinque ore. Non riuscendo a separali, porteranno a casa entrambi, per consentire al meticcio di trascorrere l’ultima notte insieme alla compagna. Nicoletta, letto l’appello su fb, decide di ospitare il meticcio in attesa di una richiesta di adozione, per un periodo di due settimane e mezzo. In realtà Biagio rimarrà con lei due mesi e mezzo, fino all’arrivo della famiglia che avrebbe dovuto accoglierlo per sempre. Giunto quel momento, dal giardino dei poco attenti neo padroni, dov’era stato sistemato senza dargli il tempo di imparare ad affezionarsi a loro, Biagio fuggirà. Così inizia il calvario delle ricerche, con la mobilitazione dei volontari, di tutto il quartiere e gli spostamenti serali di Nicoletta da Castelfranco Veneto a Treviso. La volontaria che lo aveva recuperato dalla strada, lo avvista per ben tre volte, ma per tre volte, al suo richiamo il cane scappa. Continuano quotidianamente gli appostamenti, a notte fonda, perché di giorno il fuggitivo si nasconde. Poi arriva quella notte speciale, alle 3 del mattino la volontaria e Nicoletta lo avvistano vicino al luogo da cui era scappato, Nicoletta lo chiama e Biagio, anziché fuggire, si sdraia a pancia all’aria, come faceva per ricevere le sue coccole. Dopo aver vagato per 18 giorni, correndo il rischio di essere investito a sua volta, Biagio, con le vesciche alle zampine e denutrito, alla fine ha ritrovato quello che cercava da sempre, il suo Amore, con la A maiuscola, la sua padrona, quella che già aveva scelto, l’unica che vorrà per sempre. Due appelli postati da Nicoletta su fb alle tre e alle cinque di quella notte chiudono la storia così: <<Finito il gran tour di Biagio… Ritorna a casa con noi!!!>> e ancora << Biagio sta dormendo, finalmente a casa… grazie a tutti!… il nostro EROE dopo 18 giorni si è fatto trovare da chi lo ha salvato la prima volta e dalla sua mamy>>

Unica storia e due premi: “fedeltà” a Biagio e “bontà” a Nicoletta di Castelfranco Veneto (Treviso)


BILLY e LEA, meticci di anni 4 e 6, avvertendo il padrone della presenza di un anziano, svenuto a terra, lo salvano

Arriva dalla provincia di Taranto la storia che vede protagonisti Lea e Billy.  Come ogni sera, Cosimo, fa la sua passeggiata in paese insieme ai due cani, solitamente molto tranquilli, ad eccezione di quel giovedì, quando intorno alle 21,30, giunti in una zona periferica non molto frequentata e anche scarsamente illuminata, i due meticci iniziano ad agitarsi e ad abbaiare. Lea, incrocio tra un beagle e un cane da caccia, sembra addirittura impazzita. Davanti a loro c’è un muretto; forse con il suo atteggiamento vuole mettere in guardia il padrone avvertendolo della presenza di qualcosa o di qualcuno, magari un malintenzionato o un tossicodipendente. Queste le supposizioni di Cosimo, che ad un primo sguardo non nota nulla. Ma Lea non si rassegna e la sua insistenza spinge il padrone ad osservare più attentamente, individuando così, al margine del muretto, un ciuffo di capelli bianchi e quindi la sagoma di un uomo. In attesa dell’intervento dei soccorritori, arrivano sul posto la figlia di Cosimo con il compagno. Con la torcia fanno luce sulla testa dell’uomo, sporca di sangue, ma non potendo muoverlo, non riescono a vederlo in volto. L’anziano, già in principio di ipotermia, alle prime cure dei sanitari, fortunatamente riprende conoscenza e pur in stato confusionale, rinuncia al ricovero, chiedendo di essere riaccompagnato a casa, dalla moglie allarmata per avere perso da ore le tracce del marito, privo di cellulare. Tutto si conclude con l’abbraccio tra i due anziani. Cosimo, però, ribadisce questo: << il grazie va fatto ai miei Amori, Lea e Billy, sono loro ad aver capito che c’era un uomo in difficoltà >> e conclude dicendo << l’uomo dovrebbe capire quanto affetto, aiuto, amore danno queste creature…vorrei più rispetto per loro…che ci sono sempre, quando noi abbiamo bisogno>>


BRICIOLA, 6 anni, degna “erede” di Trombetta, rispecchia tutte le caratteristiche del cane mascotte dei Carabinieri a Cavallo; è meticcia, soprattutto è brava, intelligente e fedele all’Arma alla quale, come vuole la tradizione dell’Arma stessa, è stata donata.

Storicamente tutti i reparti di Cavalleria hanno una mascotte. La prima “ufficiale” Mascotte dell’Arma dei Carabinieri risale agli anni ’70 quando uno ”scugnizzo” addetto alle scuderie dell’Ippodromo di Agnano a Napoli, dopo l’esecuzione del Carosello Storico, trovò un cucciolo meticcio e lo consegnò al Capo Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a Cavallo, dicendogli: <<Tenete, vi porterà fortuna… >>  Il cucciolo, chiamato Trombetta diventerà Mascotte e, tra l’altro, nel 1981 riceverà il “nostro premio fedeltà”. Successori saranno i suoi stessi cuccioli, Tamburino e Semicroma, che seguiranno la Fanfara per qualche mese fino all’arrivo di Birba, quindi di Lady e infine di Briciola.  La cagnolina Briciola ha un carattere stupendo, un’ottima socializzazione e interazione con i cavalli ed è l’unica a non aver imparato il “mestiere” per imitazione.  Il giorno della sua data di nascita, tra l’altro, 5 giugno del 2013, coincide con quello dell’anniversario di fondazione dell’Arma e proprio in occasione del bicentenario, ad appena un anno di vita, il suo debutto sarà memorabile. Indosserà la gualdrappa che fu di Birba, poi ne avrà una confezionata su misura che porterà ogni anno il 2 giugno alla parata militare dell’anniversario per la proclamazione della Repubblica.                                    Nella giornata tipo, Briciola partecipa alla cerimonia dell’alzabandiera, svolge il ruolo di cane da guardia alle scuderie, avvertendo quando il cavallo esce dal proprio box, segue le esercitazioni in sala musica, dove si rilassa. Pertanto, anche durante le esibizioni musicali della Fanfara, non appare minimamente disturbata.                                            Un aneddoto: 3 marzo 2015 – insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ogni cosa doveva funzionare alla perfezione per celebrare la solennità del momento. Con grande stupore, all’ingresso del Presidente, anticipando tutti e tutto, in particolare l’intera sequenza di ordini, Briciola si è anteposta al Presidente nella guida rossa allo stesso riservata, facendo una capriola davanti a lui. L’espressione del Presidente è diventata un misto di curiosità, simpatia e divertimento.                              Briciola è il ritratto della perfetta Mascotte. E’, per la Fanfara dei Carabinieri a Cavallo, la continuità di un concetto importante, quello del portafortuna dello scugnizzo, carico di tutti i valori positivi e fondanti, come lo è un dono, come lo sono i presupposti dell’Arma. 

Briciola è stata premiata con il Maresciallo Maggiore Fabio Tassinari, Capo Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a Cavallo, Roma

SCOTT, golden retriever di 13 anni, ha dedicato tutta la sua vita al soccorso

Scott ha iniziato giovanissimo l’addestramento, cucciolo di appena 90 giorni, ottenendo così il brevetto di soccorritore. Con i volontari del Soccorso Cinofilo Liguria, coordinato dall’istruttore Giovanni Bozzano di Albenga, insieme ai compagni e colleghi a quattro zampe Canada e Camilla, Scott ha svolto molte missioni.  Una per tutte, la più complessa e la prima alla quale ha preso parte, l’operazione di soccorso ad Amatrice, città laziale devastata dal terremoto nel 2016. Giovanni ricorda che Scott, in quella circostanza, era nervoso al punto da dovergli lanciare il suo gioco preferito, un manicotto, per convincerlo a salire all’interno del Cemoco, il Centro Mobile di Coordinamento. Ma giunti sul posto, da subito Scott si è dimostrato all’altezza della situazione, lavorando dalle sette del mattino alle sette di sera, a fianco del padrone, in diversi sopralluoghi nella zona rossa, con notevoli apprezzamenti del suo operato. Per tutto il gruppo del Soccorso Cinofilo Liguria, proprio per essersi distinto in numerosi interventi, in particolar modo nel territorio savonese e limitrofo, Scott è sempre stato un punto di riferimento; era considerato “il veterano”, un esempio da seguire oltre che il “Caposquadra ad Honorem”. Recentemente Scott, in pensione, si adoperava negli addestramenti come stimolo per i nuovi cuccioli. Il suo padrone che lo ha tenuto tra le braccia fino all’ultimo lo chiamerà sempre “Cumpà…  compagno, amico, confidente” immaginandolo “lassù a scodinzolare felice”.

Padrone di Scott Giovanni Bozzano, Presidente del Nucleo Provinciale Soccorso Cinofilo Liguria di Savona


WILLI, pincher di 2 anni e mezzo, agitandosi e abbaiando, ha salvato il suo padrone dal crollo della palazzina 

Willi, un cane di piccola taglia, sarà capace di un intervento tanto provvidenziale? La risposta è sì, perché farà appello a tutta la sua affettuosità, alla vivace intelligenza, all’intuito e all’attenzione con cui si integra nell’ambiente circostante. Sono da poco passate le 11,30 quando nel centro abitato del quartiere di Sant’Aventrace a Cagliari, Enrico all’interno della sua falegnameria, al piano terra di una palazzina, intento ad ultimare alcuni lavori, sente degli scricchiolii, paragonabili al camminare di topi su travi di legno e contemporaneamente vede Willi cambiare atteggiamento. Il cane, agitatissimo, corre ululando per tutta la falegnameria, provando a portare il padrone verso l’uscita.                                                                            Solo in un’altra circostanza, triste perché legata alla morte della zia, Willi si era comportato così, per cui Enrico decide di assecondarlo e di uscire. Il tempo di abbassare la serranda ed ecco il finimondo. La palazzina collassa su sé stessa come un castello di cartapesta. Un primo rumore forte, assordante, un intervallo di pochi minuti in cui Enrico ha visto, in mezzo a una gigantesca nuvola di polvere, parte del solaio crollato sui macchinari della verniciatura, travi di cemento armato piegate come ramoscelli, poi il secondo cedimento e infine il silenzio. Le squadre dei Vigili del Fuoco, accertato che non vi fossero persone sotto le macerie e verificate le condizioni delle strutture adiacenti, hanno fatto evacuare otto famiglie.     Il bilancio sarebbe stato ben più drammatico se il crollo fosse avvenuto in un giorno lavorativo con l’attività a pieno regime, invece il giorno prefestivo e l’intuito di Willi hanno evitato una strage. Enrico e il fratello Roberto hanno perso tutto, macchinari, attrezzature, manufatti della storica falegnameria ereditata dal padre e dal nonno. La disperazione rimane, afferma Enrico, ma anche la consapevolezza di essere vivi, solo per miracolo… e grazie a Willi!


YASKA, pastore tedesco femmina di anni 4, ha difeso la casa e la sua famiglia dai malviventi, che l’hanno ferita

Yaska e il suo straordinario coraggio diventano protagonisti nel piccolo Comune torinese di Vische coinvolto nel fenomeno in crescita dei furti. Una dopo l’altra decine di abitazioni fuori centro sono state prese di mira dai malviventi. La proprietà Acotto è tra queste ma a differenza delle altre ha avuto una sentinella speciale di nome Yaska. In piena notte, mentre i padroni dormivano, Yaska, per impedire ai ladri di entrare nell’abitazione, ha lottato come un’eroina mettendo anche a repentaglio la propria vita, ma riuscendo alla fine a costringere i ladri alla fuga e a mani vuote.                     La mattina seguente, il padrone Alessandro, sceso in cortile trova sangue in terra e sulla maniglia del cancello. Nel vedere Yaska ferita capisce che i ladri avevano tentato il colpo anche lì. La ferita da taglio alla zampa, fortunatamente non grave, viene suturata dal veterinario. Viene constatato che la quantità di sangue presente nel giardino non può essere compatibile con la sola ferita del cane, segno che anche i malviventi erano fuggiti, feriti a loro volta da Yaska. Come non essere riconoscenti a una creatura dal carattere dolcissimo, accogliente e festosa con gli ospiti di casa e al tempo stesso impavida combattente… Alla grande, fedele, amatissima, unica Yaska, da parte del suo Alessandro e di tutta la famiglia, un profondo sentimento di gratitudine, che non avrà mia fine…


TUTTI I “NOSTRI” ANGELI DEL SOCCORSO: le unità cinofile che sono intervenute nelle operazioni di soccorso al ponte Morandi

Martedì 14 agosto 2018, una data che non si potrà mai dimenticare, con sentimenti immutati nel rispetto delle vittime e delle persone coinvolte. Una parte del Ponte, crollando, ha fatto piombare nel vuoto almeno trenta veicoli e tre tir, lasciando morti, feriti e centinaia di sfollati residenti nelle zone adiacenti. Da un sentimento collettivo di dolore, che ha unito la città di Genova e l’Italia intera, è emersa una forza, ancora più unita, pronta e organizzata, quella della macchina dei soccorsi. Disposti in una fila lunghissima coi propri mezzi, c’erano tutti, cercando ognuno, di dare il meglio di sé.  

In prima linea, i Vigili del Fuoco, in un lavoro di recupero in condizioni di estrema emergenza. Vengono impiegati risorse e mezzi di soccorso specializzati, tra cui il Nucleo USAR (Urban Search and Rescue), professionisti altamente qualificati proprio per il rischio cui sono esposti, dotati di strumenti per l’esplorazione sotto le macerie.                             Inoltre, fondamentali in queste calamità, e in sinergia proprio con il Nucleo USAR, le unità cinofile. Il loro compito è delicatissimo, i cani si infilano in anfratti e varchi lasciati dai lastroni di cemento e se fiutano, “coni di odore”, questo il termine tecnico, di possibili dispersi, abbaiano, quindi le squadre Usar iniziano a scavare. 

Nucleo Cinofilo Regionale Liguria – Vigili del Fuoco                  

APPLE, border colliedi 2 anni, KAOS, KAPPA, KEYNINE, KING, MAGGIE tutti border collie di 3 anni, a parte Maggie di 6, LUNA, golden retriever di 11 anni, WENDY, pastore belgamalinois di 6 anni e, non ultima, ZOE, golden retriever di 3 anni e mezzo.                    

Tra i primi a giungere sul posto, il responsabile tecnico del Nucleo Cinofilo Regionale Liguria, Rocco Tufarelli con la sua Zoe, golden retriever, che compiuti da poco due anni, si è ritrovata di fronte ad uno scenario apocalittico, calata in un intervento difficilissimo, il primo per lei e il più pericoloso che le potesse capitare. Zoe è stata bravissima, ma mentre scavava tra le macerie di un’auto, si è ferita. Soccorsa prontamente dal veterinario sul posto, ha poi ripreso il lavoro, dimostrando a tutti di essere degna del suo ruolo e pronta ad affrontare questa e le future emergenze come una missione che durerà tutta la vita.                                                           Come sottolinea Rocco, i cani sono insostituibili, sono in grado di arrivare dove gli esseri umani non possono arrivare, avvertono la presenza delle persone meglio di qualsiasi tipo di strumentazione. Questo vale per tutti, da Zoe, che è con Rocco da quando aveva 40 giorni a Apple, Kaos, Kappa, Keynine, King, Luna, Maggie, Wendy. suoi compagni di squadra del Nucleo Cinofilo ligure. <<Le operazioni erano complicate>>, continua Rocco Tufarelli, che ha anche gestito la rotazione dei cinofili, <<perché tutto era instabile, pezzi di ponte potevano staccarsi e cadere sugli stessi soccorritori, mentre la pioggia non migliorava le cose>>.

Hanno ricevuto il premio: Zoe con Rocco Tufarelli, responsabile tecnico del Nucleo Cinofilo Regionale Liguria, Comando VVF di Imperia; Apple con Igor Giovinazzo, Maggie con Massimo Angeloni e Wendy con Roberto Gastaldo, Comando di Genova; Kappa con Mirko Gianuzzi, Kaos con Nicola Ronga, Keynine con Angelo Vecchio e King con Valerio Varriale Comando di Savona.

Intanto giungevano sul luogo del disastro colleghi e unità cinofile VVF da Piemonte, Lombardia, Lazio, Marche, Valle d’Aosta, Molise e Toscana 

Nucleo Cinofilo Regionale Toscana – Vigili del Fuoco  ALLYSON, labrador di 4 anni, AURORA, pastore tedesco grigio di 10 anni, FOGLIA, breton di 4 anni, MAYA, labrador di 8 anni, OMBRA, border collie di 5 anni, RAYA, grigione di 5 anni, YARA, pastore belga malinois di 10 anni, ZARA, labrador di 5 anni.

Chiamati dal Comando Generale di Roma a partire poche ore dopo il crollo, le unità del Nucleo Cinofilo Regionale Toscana, con Allyson, Aurora, Foglia, Maya, Ombra, Raya, Yara e Zara, giungono prontamente sul posto.                 L’Ispettore Benedetto Catania, che coordina tutte le 43 unità cinofile del Corpo intervenute, descrive il disastro paragonandolo forse solo alla tragedia di Rigopiano dove lo stesso intervenne con la sua Maya.                      Lì però, sebbene la slavina avesse spostato l’albergo di decine di metri, si poteva fare riferimento alla piantina, qui invece, in questo senso, uomini e cani erano completamente al buio, non sapendo neppure il numero delle persone coinvolte. Un raggio di azione limitato, ma un’enorme devastazione, con pilastri giganteschi precipitati come castelli di carta, macerie ammassate le une sulle altre. La zona è stata suddivisa in quattro siti operativi dove la ricerca si è ripetuta a turni di due ore per 24 ore consecutive. In pratica otto cani operavano in contemporanea sui quattro siti, dandosi il cambio ogni due ore.   Inoltre i cani si sono trovati a lavorare in un ammasso di tondini di ferro, come lance puntate sui loro corpi, e tutti i 43 cani-pompiere potevano rimanere seriamente feriti in qualsiasi momento.  <<Da uno scenario fortemente critico sono emerse capacità operative e professionalità di tutti, uomini e animali>> afferma l’Ispettore Catania.    E conclude così: <<Se i nostri cani potessero parlare… direbbero di essersela vista brutta questa volta, perché neanche Amatrice e Rigopiano li avevano messi così alla prova, ma direbbero anche che sono pronti, già da domani, a ripartire per salvare delle vite umane>>. 

Hanno ricevuto il premio: Maya con l’Ispettore Benedetto Catania, responsabile del Nucleo Cinofilo Regionale Toscana, Comando di Livorno; Ombra e Zara rispettivamente con Ilio Donnini e Corrado Salvadori, sempre Comando di Livorno; Allyson con Francesca Pagliai, Comando di Arezzo; Foglia con Cesar Luca Martino, Comando di Prato; Auroracon Luigi Fontanelli e Raya con Flavio Tortelli, entrambe del Comando di Siena; Yara con Marco Giovannetti, Comando di Lucca  

Oltre ai nuclei cinofili dei Vigili del Fuoco, hanno prestato servizio in questa drammatica circostanza diverse unità cinofile appartenenti ai Corpi di Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri, Protezione Civile.

Polizia di Stato, Squadra Cinofili di Genova                  

NIGHT SPIRIT, pastore australiano di 7 anni. Night Spirit è un cane da ricerca in forza alla Polizia di Stato della Questura di Genova, che quella mattina si trovava nelle vicinanze del viadotto, quasi per caso. Laura Bisio, insieme a Night Spirit e al suo collega, l’agente scelto Francesco Piliego, stavano effettuando una perquisizione antidroga con gli agenti delle volanti proprio in quella zona, con l’altro cane del nucleo cinofili, Cora, quando all’improvviso accade l’imponderabile e immediatamente si rendono conto della gravità della situazione. Neanche dieci minuti dopo il crollo, Night Spirit e Laura Bisio si troveranno sul luogo del disastro. La pioggia battente, racconta Bisio, ha fatto salire il livello dell’acqua nel torrente tanto da rendere necessario tirare delle corde per poter proseguire gli interventi in sicurezza e inoltre vi era la possibilità di una fuga di gas nella parte di ponente. Nessuno si è risparmiato, tanto meno Night Spirit, un vivace, affettuoso quanto sveglio e concentratissimo cane poliziotto, il primo cane a intervenire nell’inferno del Polcevera. Night Spirit e la sua conduttrice Laura Bisio, hanno trovato nei primi, terribili minuti, cinque corpi senza vita, ma hanno anche trovato un autista di un mezzo pesante precipitato insieme al viadotto e di seguito altre cinque persone, tutti miracolosamente ancora vive.                    

Night Spirit è stato accompagnato sul palco dalla sua conduttrice, Vice Ispettore Laura Bisio, della Polizia di Stato, Squadra Cinofili,  Genova       

Unità cinofile SAGF (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza) – Regione Piemonte.                  

BAGOR (detto Zagor) pastore tedesco grigio di 7 anni, BOLT, pastore belga malinois di 6 anni, HARIDA (chiamata Biba), pastore belga malinois di 7 anni, NINA, pastore belga malinois di anni 10, SKY e YANKEE border collie di 6 e 8 anni, ZARI, pastore tedesco di 9 anni. 

Queste unità cinofile vengono inviate dal Comando Generale della Guardia di Finanza e saranno coordinate sul posto dall’istruttore cinofilo del Comando Regionale Piemonte, il luogotenente CS Vito Ventre. Il numero delle vittime, già sulla trentina, era destinato a salire. Le unità cinofile da ricerca in macerie SAGF, coadiuvate dal personale Tecnico di Soccorso Alpino, si metteranno subito a disposizione dei vari capisquadra dei Vigili del Fuoco per affiancare, nella turnazione organizzata dagli stessi, le unità cinofile abilitate USAR dei VVF. Le unità cinofile SAGF resteranno sul posto fin tanto che sarà necessaria la loro presenza rimanendo a disposizione per un eventuale impiego una volta modificata la turnazione, dopo aver collaborato attivamente con le squadre cinofile dei VVF. Sebbene l’attività prioritaria delle unità cinofile del soccorso alpino della Guardia di Finanza sia costituita dalla ricerca delle vittime da valanga in ambiente montano, le stesse unità svolgono attività di ricerca di persone disperse in maceria e frana, essendo addestrate per muoversi in sicurezza in tutti gli ambienti ostili che caratterizzano un’area emergenziale.

Sono intervenuti alla premiazione il Luogotente CS Vito Ventre, istruttore cinofilo, Comando Regione Piemonte- Gruppo Pronto Impiego, Torino, in qualità di coordinatore delle unità cinofile, il Maresciallo Luigi Valenti, Comandante Stazione SAGF di Domodossola. Saranno premiati Bagor con l’Appuntato Scelto Giovanni Gatti – Stazione SAGF di Bardonecchia, Harida col Finanziere Scelto Oscar Verban– Stazione SAGF di Cuneo, Nina con l’Appuntato Scelto Walter Cappai – Stazione SAGF di Domodossola

Unità cinofile dell’Arma dei Carabinieri Forestali – Regione Lombardia.                 

GIGIO e MACCHIA, fratelli nati nel 2010 da un incrocio tra Schnauzer e Malinois.  Nell’ambito di un’ampia azione sinergica della macchina dei soccorsi è da rilevare l’immediata attivazione, da parte dell’Arma dei Carabinieri, dei propri reparti territoriali e delle unità cinofile specializzate nella ricerca dei dispersi. Il Vice Brigadiere Bottelli Massimiliano, fuori servizio, risponde prontamente alla richiesta di intervento, iniziando, non appena raggiunto il sito, la ricerca di persone tra le macerie con l’ausilio dei cani Gigio e Macchia. I due cani si sono alternati a più riprese. Uno scenario tanto difficoltoso (mobilità e massiccia presenza di polvere), li ha visti operare fino ad esaurimento delle loro forze, quando a notte inoltrata, il loro intervento veniva sospeso, in accordo con il capo squadra dei Vigili del Fuoco. Gigio e Macchia sono cani addestrati per la ricerca di persone in superficie e sotto le macerie. Il Vice Brigadiere in congedo, Bottelli Massimiliano, Carabiniere Forestale, è intervenuto coi suoi cani, prima del Ponte Morandi, nei territori colpiti da terremoti (Umbria, Amatrice, L’Aquila, Emilia Romagna) nonché in operazioni di ricerca di persone scomparse in ambienti rurali e boschivi.                                          

Il Brigadiere Capo Pierluigi Tenni dell’Arma dei Carabinieri Forestali Regione Lombardia ha accompagnato sul palco Gigio e Macchia con il loro conduttore, Vice Brigadiere in congedo Massimiliano Bottelli.

Soccorso Cinofilo Liguria –Protezione Civile                

BUD, meticcio di 6 anni e 9 mesi. In Liguria sono molti i volontari della Protezione Civile che, in caso di necessità, mettono a disposizione i loro cani addestrati per la ricerca di persone.  Le caratteristiche di questa tragedia e del sito di ricerca richiedono principalmente l’impiego di unità cinofile dei VVF con brevetti per la ricerca di persone sotto macerie. Come conferma il referente dei volontari della Protezione Civile della provincia di Genova, le loro unità cinofile, di norma, non intervengono su macerie, ma principalmente in luoghi aperti.  Bud, ottenuti diversi brevetti, è operativo dall’età di 2 anni. Ha al suo attivo ben 16 interventi, con una segnalazione in superficie. Nello specifico della tragedia del Ponte Morandi, Bud e il suo conduttore sono rimasti sul posto per l’intera giornata, restando a disposizione dei Vigili del Fuoco. Insieme a tutti gli altri volontari di Protezione Civile, hanno fatto assistenza alla popolazione e ai soccorsi.  

Bud è stato accompagnato sul palco da Stefano Sabellio, Protezione Civile-Soccorso Cinofilo Liguria

          PREMI  FEDELTA’  ESTERI – FOREIGN LOYALTY AWARDS

SHELBY, incrocio tra un pastore tedesco e un chesapeake bay retriever di 14 anni, ha messo a repentaglio la propria vita per salvare la sua padrona dall’attacco di un orso nero.

Amore, coraggio, eroismo c’è tutto in questa storia che arriva dal Canada e che ha come protagonista Shelby.  A Sault Ste. Marie, Ontario, in una proprietà di 35 acri, Shelby vive con i suoi padroni. Fa parte della famiglia da oltre dieci anni, da quando Louise e Andy decidono di prendere un cane per proteggere la casa e la fattoria dai predatori selvatici, quali volpi e coyote. Il 30 aprile 2018 durante una passeggiata pomeridiana attraverso la proprietà, Louise vede, al lato del sentiero che stava percorrendo in compagnia di Shelby, un cucciolo di orso.                                                        Quel cucciolo, in realtà, non era solo. Nell’arco di brevissimi istanti si materializza la madre di quelli che erano ben tre cuccioli, un orso nero molto aggressivo. <<E’ successo tutto così in fretta… >> racconta Louise, <<quando l’orso ci ha visti, è partito subito all’attacco>>. Ma Shelby sarà altrettanto pronta e impavida.  Si metterà sulla traiettoria dell’orso, ferma, immobile davanti alla padrona. Le farà da scudo, subendo così la carica dell’orso. I due animali rotolano in combattimento, prima di scomparire tra i cespugli. E Louise, mentre si allontana per mettersi al sicuro, continua a sentire il pianto dolorante del suo cane.  Andy, nel frattempo, in cerca della moglie, dopo essere stato avvertito da un vicino dell’avvistamento di un orso, raggiunge Louise. Tornano a casa, al sicuro, pensando che l’orso avesse ormai ucciso la loro Shelby. Invece, come il più bello dei regali, Shelby apparirà da dietro i cespugli, a malapena in grado di camminare, ma ancora viva. Immediata la corsa alla clinica veterinaria. Le gravi ferite riportate dall’attacco dell’orso sono ben visibili sul corpo.                                Shelby viene sottoposta ad un intervento di emergenza e nel corso dei successivi quattro mesi subirà altre operazioni di stabilizzazione, seguite da molte sedute di fisioterapia. Louise sa che senza il coraggio e la devozione del suo cane non potrebbe raccontare questa storia, la sua e di Shelby.  Come testimoniano Louise e Andy, Shelby è andata ben oltre le sue doti protettive, ha compiuto un atto di amore disinteressato, salvando la vita della sua padrona.

Louise Robillard e Andy Chyc, Sault Ste. Marie, Ontario, Canada

PREMI BONTA’

ALMO NATURE – FONDAZIONE CAPELLINO, con la donazione di Almo Nature alla Fondazione Capellino, la proprietà e i frutti dell’azienda non appartengono più alla stessa, ma all’obiettivo che la guida, ovvero la tutela degli animali.

Il 28 giugno 2019 viene firmato l’atto di donazione di Almo Nature alla Fondazione Capellino.  <<Una scelta di cuore>>, afferma Pier Giovanni Capellino fondatore di Almo Nature. Per la prima volta in Italia, prende avvio un nuovo modello economico-solidale (il duale), dove la proprietà e i suoi frutti non appartengono a un umano, ma a uno scopo: la difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità. Con sede principale a Genova, Almo Nature ha aperto uffici in Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Canada e Stati Uniti d’America. Deriva da un cane, Salento, spiega Capellino, la visione di quello che sarà l’attuale azienda di pet food: il voler fare innovazione sotto il profilo della qualità (Almo Nature, infatti, utilizza nei propri alimenti per cani e gatti HFC, pesce e carne freschi, in origine adatti al consumo umano) e il voler restituire alla natura ciò che l’uomo le ha sottratto. Sono al momento tre i progetti di Almo Nature-Fondazione Capellino:
il progetto europeo “Companion Animal For Life”, lavora attraverso tre azioni complementari (AdoptMe, LoveFood, RespectMe) e mira all’istituzione di un registro europeo obbligatorio di identificazione e registrazione dei cani e dei gatti sin dalla nascita, ad eliminare gli abbandoni, il randagismo, il commercio abusivo dei cuccioli, sino a trasformare i canili in luoghi di transito temporaneo e non di detenzione, come accade oggi nella maggior parte dei casi.                                                       – “Farmers&Predators”, il progetto che ha come obiettivo la salvaguardia degli spazi necessari alla sopravvivenza dei grandi mammiferi (carnivori e non) e la convivenza tra grandi animali e attività umane che inesorabilmente si scontrano per l’occupazione del territorio.                           – “Regenerating Villa Fortuna”, il progetto agricolo sperimentale di rigenerazione della terra dopo decenni di coltura intensiva condotto sui terreni agricoli che circondano gli edifici dove, al termine del loro recupero, sorgerà la sede della Fondazione Capellino, nel Comune di San Salvatore Monferrato, in Piemonte.

Pier Giovanni Capellino, fondatore di Almo Nature, Genova


APAC (Associazione Protezione Animali Campobasso) e JENNY MONTANELLI: le volontarie dell’APAC hanno salvato il cane “Peppino”, mutilato da un petardo nel naso; lo hanno soccorso, curato, fatto operare, protetto fino all’adozione del cuore, quella di Jenny e della sua famiglia  

Pochi giorni prima di Natale, un cane trovatello di Campobasso è stato vittima di un atroce atto criminale. Lo ha trovato una volontaria dell’APAC mentre vagava nei boschi insanguinato.  Il grave trauma subito dal cane, la cui più plausibile causa sembrava un petardo infilato nel naso e poi fatto esplodere, gli aveva fratturato il palato e polverizzato i filtri nasali.                 Le volontarie con infinita dedizione hanno fatto l’impossibile per salvarlo e ridare a quel cagnolone, ribattezzato Peppino, quella vita che lui stesso dimostrava di volersi riprendere a tutti i costi. Sulla pagina fb dell’associazione viene raccontato quanto accaduto e lanciato un appello per la raccolta fondi che permetta al cane di sottoporsi ad un intervento molto delicato. E il web si mobilita, con tante donazioni e dimostrazioni di vicinanza. Nel frattempo Peppino è tornato a mangiare e pur essendo le sue condizioni molto gravi, l’intervento di chirurgia plastica viene fissato al 3 gennaio. Un’operazione complessa che Peppino affronterà circondato da una catena di attenzioni. Dal centro di tutto, che sono loro, le volontarie dell’APAC, si sviluppa una rete di partecipazione e di supporto non solo economico. Grazie ai social, la storia oltrepassa i confini del Molise per arrivare ovunque e dalla Germania, ad esempio, giunge un commovente messaggio con un disegno di una bambina di sette anni.                                     <<Missione compiuta>> si legge sul profilo fb dell’Apac <<L’operazione è stata complessa, ma in un paio di giorni Peppino si riprenderà. GRAZIE ai nostri meravigliosi veterinari e alla dott.ssa Pollaci e suo collaboratore venuti da Roma solo per lui!>>. Passano i mesi tra altri delicati interventi, terapie, riabilitazioni, “stallo” in casa di un’altra persona speciale, una donna di nome Maria Pia, che gli dà tutto l’amore e le cure possibili, fino ad arrivare alla data del 7 aprile, in cui Peppino inizierà la sua nuova meritatissima vita, adottato da una giovane coppia toscana con una bimba e altri due cani.  In molti continuano a chiedere informazioni su di lui e la pagina fb dell’Apac risponde con una foto, che racchiude tutte le possibili spiegazioni, perché immortala un momento bellissimo, un bacio e un abbraccio tra due esseri viventi, il cane e la sua padrona, uniti dallo stesso reciproco rispetto. <<Adottare un cane è sempre un’azione nobile… ma tanto più nobile è tutto l’amore che queste creature meravigliose danno in cambio>> (Jenny)

Jenny Montanelli, Castelfiorentino (Firenze) Ilenia Luisa Iorio, Presidente dell’APAC (Associazione Protezione Animali Campobasso) con Marialaura Ricciardi, volontaria che ha trovato Peppino, Campobasso


BANCA DI PIACENZA ha creato “Amici Fedeli”, il conto (primo e unico in Italia) per gli Amici degli Animali                                   

La Banca di Piacenza, che da sempre permette l’ingresso nell’Istituto degli amici “a 4 zampe” dei clienti, racconta come un giorno, uno di questi abbia esposto il desiderio di intestare il conto corrente al proprio cane. Accontentare quel cliente non era ancora possibile, ma ora lo è diventato.

Il 31 gennaio 2018, nel corso di una conferenza stampa allietata dalla presenza di cani e gatti, la Banca ha presentato il primo e unico conto in Italia per gli amici degli animali, in cui il nome del cane o del gatto sarà indicato nero su bianco assieme a quello del padrone. “Amici Fedeli”, questo il nome del conto, trae ispirazione da Giuseppe Verdi, in particolare dalla dedica scritta sulla tomba del suo cane: “Ad un vero amico”                 Pensato per soddisfare aspirazioni ed esigenze dei proprietari di animali domestici, il conto, con un esiguo costo mensile, offre grandi vantaggi e agevolazioni, tra cui l’home banking, la polizza assicurativa a condizioni di favore, promozioni presso negozi e cliniche convenzionate. E in omaggio un GPS per il collare, con un App che permette di tenere sotto controllo l’animale e i suoi spostamenti.         

Se prendersi cura degli animali e rispettarli è segno di civiltà, Piacenza – con una percentuale media del 50% di persone che posseggono un animale – è una città virtuosa. Sull’intero territorio nazionale si calcolano ben 60 milioni di animali d’affezione. La proposta del conto Amici Fedeli trova validità anche a favore della crescita e della convivenza tra i nostri amici animali e la comunità di appartenenza, perché, come afferma l’avv. Corrado Sforza Fogliani, presidente del Comitato esecutivo della Banca, «ciascuno di noi ha un cuore e ciascuno di noi porta nel proprio cuore un animale domestico».

Pietro Boselli, vicedirettore generale Banca di Piacenza


COMUNE DI CASTEL SAN GIOVANNI, ha deliberato un regolamento per consentire ai propri dipendenti di portare il cane in ufficio e inoltre ha istituito il Garante per i diritti degli animali

L’Amministrazione comunale di Castel San Giovanni, guidata dal riconfermato Sindaco, avv. Lucia Fontana, si è da subito contraddistinta per la sua attenzione verso il mondo animale. A cominciare dall’istituzione di un numero verde a tutela degli animali, dalla realizzazione di aree di sgambamento cani, dall’avvio di una campagna di sensibilizzazione in accordo con associazioni animaliste, fino ad arrivare alla tanto voluta deliberazione di un regolamento che, tra le altre cose, prevede la facoltà ai dipendenti comunali di portare il cane con sé nel posto di lavoro. Varato nel 2017 il documento è tanto più singolare quanto rapportato ad un’amministrazione pubblica. Per alcune realtà private è già consuetudine, soprattutto negli Stati Uniti dove un’azienda su cinque è “pet-friendly” (capostipite di tutte, Google, che si definisce una “dog company”). E proprio studi universitari americani rivelano che i cani in ufficio migliorano benessere e produttività, oltre a ridurre lo stress del padrone non costretto a lasciare l’animale solo per tanto tempo. In Italia, Castel San Giovanni è stata la prima amministrazione pubblica a varare questo regolamento. Inoltre ha istituito il Garante per i diritti degli animali nella persona del Prof. Valerio Pocar, già Garante nel Comune di Milano durante il mandato di Pisapia. Garante per i diritti degli animali e “Regolamento per la tutela e il benessere animale e per una migliore convivenza con la collettività umana”: due fiori all’occhiello per il Comune di Castel San Giovanni.

In rappresentanza del Sindaco di Castel San Giovanni, Lucia Fontana, l’Assessore Federica Ferrari, Comune diCastel San Giovanni (Piacenza)


NICOLETTA LODDE, con riferimento alla Storia di Biagio (Premi Fedeltà)


MARIO TINARI, ha adottato uno dei cuccioli salvati dalla valanga di Rigopiano e lo ha chiamato Golia, come il guardiano di Campo Imperatore che tanto piaceva alla sua Jessica, vittima della stessa valanga.

18 gennaio 2017: tragedia di Rigopiano. 29 le vittime della slavina. Tra queste, Jessica, una ragazza di 24 anni, piena di sogni, di una semplice eleganza, come la descrive il suo papà, una figlia meravigliosa, l’unica figlia. Un dolore da custodire “quasi gelosamente” dentro di sé, un dolore che Mario Tinari, padre di Jessica, è riuscito a trasformare in un impegno pubblico. Fare chiarezza su quello che è accaduto, su quello che si poteva fare e non è stato fatto, semplicemente perché queste stragi assurde non debbano ripetersi. Jessica amava quelle montagne, quella Regione che aveva associato ad una razza di cane in particolare, il pastore abruzzese. Come non ricordare i tre cuccioli salvati dai Vigili del Fuoco cinque giorni dopo la valanga, mentre ancora si si scavava per cercare i dispersi? Quei batuffoli di pelo bianco erano un segno di speranza per i soccorritori e per i parenti delle povere vittime. In quel momento Mario ha fatto una promessa in silenzio alla sua Jessica: ne avrebbe adottato uno per farle una sorpresa se fosse tornata a casa. Invece non è andata così, Jessica non è sopravvissuta, ma a distanza di un mese Mario manterrà la sua promessa e adotterà quel cucciolo.  Si chiamerà Golia. Il suo nome, in un certo senso lo ha scelto Jessica, sì, perché Mario ha trovato una foto tra le tante postate dalla figlia sul suo profilo fb raffigurante un imponente pastore abruzzese con la scritta “Golia, il guardiano di Campo Imperatore”. Quello è sembrato subito il nome giusto per il cucciolo, che poi Mario scoprirà essere nato da Lupo e Nuvola, figlia di Golia, il guardiano di Campo Imperatore, nonno quindi del cucciolo adottato. Golia rappresenta la tragedia, la speranza, la vita, l’adorazione di Jessica per gli animali, i cani in particolare, l’Amore e la nobiltà d’animo di un papà e una mamma che convivono ogni giorno con il dolore più profondo. Tutto questo è Golia.

Mario Tinari, Vasto (Chieti) 


VIGILI DEL FUOCO NUCLEO CINOFILO REGIONALE LIGURIA, “TUTTI TAXI PER AMORE”, “IL CUORE DI MARTINA ONLUS”, “TUTTI I TASSISTI D’ITALIA”  Grazie all’impegno e alla partecipazione di tutti questi soggetti, è stato allestito il PRESIDIO VETERINAIO MOBILE, il primo in Italia.

Il 14 giugno 2019 si è inaugurato il Presidio Veterinario Mobile del Nucleo Cinofilo Regionale Liguria dei Vigili del Fuoco. L’iniziativa di una raccolta fondi per i Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni di soccorso del Ponte Morandi, nata dall’idea di un tassista genovese, Gianfranco Mazzitelli, trova, a poco più di un mese dalla tragedia, l’adesione di singoli tassisti, Cooperative e consorzi taxi di circa 30 città italiane. La prima ad accogliere la proposta, come un piccolo ma doveroso gesto di ringraziamento ai Vigili del Fuoco, che andrà a favore delle loro preziose unità cinofile sarà la Cooperativa Radiotaxi 5966.  Grazie alla collaborazione della onlus “Tutti taxi per amore” verrà distribuita su tutto il territorio nazionale la striscia “Genova non si arrende” che verrà poi applicata al lunotto posteriore dei taxi. L’oblazione volontaria di tutti i tassisti aderenti sarà devoluta ai Vigili del Fuoco per la realizzazione di un mezzo speciale, unico in Italia, il Presidio Veterinario Mobile.  Ha partecipato convintamente all’iniziativa anche “Il Cuore di Martina onlus”, una piccola realtà della provincia di Imperia operante in aiuto di famiglie in stato di necessità economica, sociale o per malattia. << E’ stato naturale aderire>>, spiega Roberta, presidente della onlus <<per l’amore che Martina ci ha donato e per quello che abbiamo imparato da lei>>. Martina, tra l’altro, amava moltissimo gli animali e particolarmente i cani. Un progetto, l’allestimento di questo presidio veterinario mobile, fortemente voluto da Rocco Tufarelli, responsabile del Nucleo Cinofilo Regionale Liguria VVF e realizzato grazie al contributo di tutti, con il significativo importo di 25 mila euro.                     Il mezzo, dotato di tavolo operatorio, concentratore di ossigeno, anestesia, gabbie per aerosol terapia, sarà di stazza nel Comando dei Vigili del Fuoco di Imperia. Nelle grandi calamità e/o emergenze sarà messo a disposizione di tutto il Corpo Nazionale e garantirà l’intervento sanitario immediato, in caso di infortunio, ai cani degli stessi Vigili del Fuoco e a quelli di altri Enti coinvolti nelle attività di soccorso.Un segno di attenzione al ruolo importantissimo e delicato di questi animali e un sostegno ai Vigili del Fuoco, emblema dei soccorsi. Un dono significativo nel segno del rispetto e della gratitudine per chi, soccorritori e cani, mette se stesso al servizio del prossimo. Come direbbe Roberta, secondo lo spirito che ha sempre mosso la loro piccola Martina, << Ciò che doni è tuo per sempre>>

Rocco Tufarelli, responsabile del Nucleo cinofilo dei VVF della Regione Liguria Stefano Gallo e Luca Gianni, Cooperativa Radiotaxi 5966 di Genova, in rappresentanza di tutti i tassisti italiani  Roberta Ramoino, Presidente “Il Cuore di Martina Onlus”, Imperia.


Fulvio Cambiaso e Paola Zunino, veterinari vvf che hanno prestato servizio al ponte Morandi

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