Ferragosto, parchi di Nervi chiusi per ferie. Genovesi e turisti fuori dai cancelli
Genova città turistica? Forse non è ancora chiaro a tutti. Nemmeno al Comune che chiude la sede dell’ultima Euroflora come se fosse una fabbrica dell’hinterland milanese negli anni Settanta
AGGIORNAMENTO – Problema risolto e parchi aperti. Ecco cosa era successo
Mentre il centro storico brulica di visitatori, la sera i tavolini dei dehors della movida registrano il tutto esaurito (ieri sera piazza delle Erbe era gremita di stranieri, soprattutto francesi), restano chiusi i parchi di Nervi, con Expo, Boccadasse e centro storico una delle mete principe dei visitatori. Come se fossero una fabbrica dell’hinterland milanese negli anni Settanta, nell’epoca post miracolo economico, quando tutti avevano un’utilitaria e qualche risparmio per andare al mare e non c’era la paurosa incidenza di disoccupazione e povertà di oggi né l’alto tasso di anziani soli che restano in città. La serrata dei parchi non tiene conto né delle esigenze del turismo – economiche – né di quelle della popolazione, sociali.
La chiusura viene denunciata i residenti sulla pagina Facebook “Nervi a pezzi”. E se anche non si fosse pensato al turismo (in fondo abbiamo “solo” 2 assessori e un cultural manager a doverci pensare, situazione unica nel mondo, dove, generalmente una sola testa pensante basta e avanza), perché non pensare ai molti genovesi che restano in città anche sotto il solleone?
Si sapeva che sarebbero stati chiusi i cimiteri, è comprensibile. Ma, come è giusto, i musei sono aperti, anche quelli dell’estremo Levante. I parchi di Nervi, invece, restano chiusi. D’altro canto, perché a Ferragosto qualcuno dovrebbe cercare refrigerio all’ombra in mezzo al verde in città?


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