A 735 anni dalla battaglia della Meloria i pisani tornano a Genova come ospiti

I prigionieri furono 9.272 ammassati in un campo di concentramento non lontano dal Molo che prese il nome di Campo Pisano

Lunedì 5 agosto alle 18, in Campo Pisano, l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso ha presenziato presente alla commemorazione dei Pisani fatti prigionieri nella battaglia della Meloria, di cui ricorre il 735° anniversario. Alla cerimonia, promossa e organizzata da un cartello di associazioni pisane, ha partecipato una delegazione di circa 50 persone, guidate dal sindaco di Pisa Michele Conti che ha concesso il patrocinio all’iniziativa. Ha introdotto Riccardo Buscemi, vice presidente del Consiglio comunale di Pisa e presidente dell’associazione Il Mosaico, capofila tra le associazioni organizzatrici; a seguire, il saluto dell’assessore Barbara Grosso e del sindaco di Pisa, Conti.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro, la prolusione sul tema La battaglia della Meloria e i Pisani fatti prigionieri a Genova, a cura di Maria Luisa Ceccarelli Lemut, docente dell’Università di Pisa. Al termine della cerimonia, la delegazione ha visitato la cattedrale di San Lorenzo e il centro storico genovese.

Secondo la tradizione, a Campo Pisano, all’epoca appena fuori dalle mura, sarebbero stati confinati di prigionieri pisani. La maggior parte, morti di fame e di stenti, sarebbero stati sepolti in quello stesso luogo, lo stesso dove oggi s’è svolta la cerimonia.

Il 6 agosto 1284, nei pressi delle Secche della Meloria, si scontrarono le Repubbliche Marinare di Genova e di Pisa. Nonostante la data del 6 agosto, festa di San Sisto, fosse stata propizia ai Pisani rispetto alle principali vittorie militari, le galee guidate dal podestà Alberto Morosini, furono sconfitte pesantemente dai Genovesi. Molti furono i morti, mentre i prigionieri furono 9.272. Tra questi anche l’illustre Rustichello, che nelle prigioni genovesi scrisse, per conto di Marco Polo, il Milione. In tale occasione, proprio in riferimento all’ingente numero di prigionieri pisani a Genova, nacque il detto “se vuoi veder Pisa vai a Genova”. Dopo quindici anni di prigionia molti fecero ritorno in patria. L’esito infausto di quella battaglia fu un primo segnale della successiva decadenza dell’antica e potente Repubblica Marinara, anche se per buona parte del XIV secolo Pisa rimase ancora una potenza militare, tanto da vincere la famosa battaglia di Montecatini nel 1315, contro Firenze e i suoi alleati.

Qui la storia del confronto tra i genovesi e i pisani

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