Traffico in tilt per gli imbarchi, appello di Botta (Spediporto): “Aprite il varco di ponente”

Il direttore generale dell’Associazione spedizionieri corrieri e trasportatori: <Lo diciamo da tempo: se non si apre quel varco, previsto nel decreto Genova, i flussi dei mezzi diretti ai traghetti e di quelli diretti agli altri imbarchi si incrociano, creando il caos nella viabilità>. Intanto domani rischieremo concretamente un nuovo maxi ingorgo

È la storia di un ingorgo annunciato quella che stamattina, loro malgrado, hanno subito i genovesi: li incidenti in autostrada, tanti. Pi la A7 chiusa a lungo, i cantieri. Ma soprattutto le code per entrare in porto, in primo luogo al terminal traghetti. È stato per lo sciopero delle guardie di vigilanza, si è detto (in realtà cosa vera solo in parte, perché sono state precettate dal Prefetto), ma la verità è che succede con varia intensità tutti i giorni. La settimana scorsa, come stamattina, è stato ingorgone totale. Ieri pomeriggio c”è stato chi è rimasto ore in coda. Arrivare o tornare dal lavoro è ormai una via crucis quotidiana. Inutile trovare ogni volta una giustificazione diversa. Il problema è la chiusura di alcuni varchi portuali o, se si preferisce, l’apertura solo di alcuni di essi. I mezzi entrano in porto lentamente e saturano prima la viabilità cittadina, poi quella autostradale. Stamattina i mezzi hanno cominciato ad accumularsi alle 6, alle 7 era già tutto paralizzato. C’è chi si alza ormai un’ora prima la mattina per partire per tempo, ma non basta più. Tutto questo perché chi dovrebbe non apre quei benedetti varchi.

Giampaolo Botta

<Noi da tempo abbiamo previsto che in assenza dell’attivazione del varco di ponente in maniera strutturata un numero importante di camion in questo periodo dell’anno, “big season” (periodo di massimo afflusso n. d. r.) del trasferimento merci da e per il porto che si sommano alle importanti partenze via traghetto per le isole avrebbe inevitabilmente creato una congestione importante, soprattutto nell’area dei varchi portuali dei traghetti>. Il problema noto a tutti da tempo (ma ampiamente ignorato ai danni della città e dei genovesi da chi potrebbe risolverlo), stamane si sono sommati un incidente in lungomare Canepa e diversi incidenti in autostrada oltre il numero dei guardiani ridotto ai soli precettati, ma questi sono solo complicazioni che si sommano alla madre di tutti i problemi: i varchi chiusi.

Per <limitare i disagi correlati e garantire l’operatività sulle banchine> determinati dallo sciopero del personale di vigilanza, l’Autorità portuale di sistema fa sapere di aver <organizzato le aperture dei varchi portuali> tenendo conto delle precettazioni. Ecco gli schemi dei varchi aperti oggi e domani.

Ma, in realtà, ci sono varchi che rimangono chiusi anche quando non c’è lo sciopero delle guardie.

<Il “varco di ponente”, aperto subito dopo il crollo del Ponte Morandi, in prossimità del terminal Messina, è stato creato in funzione della creazione della Via della Superba. per consentire l’accesso al porto delle merci senza che i camion che escono dal casello di Genova Aeroporto provenendo soprattutto dalla A26 vadano a intasare la strada Guido Rossa – aggiunge Botta -. Varco Etiopia ha delle limitazioni e il varco San Benigno resta l’unico varco merci pienamente funzionale, ma è in prossimità dei varchi dei traghetti e i flussi dei mezzi si vanno ad incrociare. Questo incide su una situazione emergenziale significativa. Nel decreto Genova è prevista l’attivazione funzionale del varco di ponente come varco operativo portuale. Bisogna che questo venga realizzato o il problema si ripresenterà spesso: nei fine settimana delle partenze dobbiamo aspettarcelo. Che il varco di ponente resti aperto e operativo è una decisione improrogabile, lo diciamo da tempo>.
La sicurezza dei varchi è affidata a un’istituto di vigilanza mentre il presidio commerciale è affidato agli operatori portuali. <Noi ci siamo – assicura Botta -. Ci siamo dalle 6 di stamattina. Tutto quello che si può fare è nel nostro interesse farlo. Per oggi ci siamo subito dichiarati disponibili ad essere operativi H24. Alla nostra disponibilità deve corrispondere una pari operatività di tutti gli altri operatori. Oltre al varco di ponente va attivata anche un’area buffer, un polmone che possa ospitare qualche centinaio di camion in caso di emergenze operative, che possono essere tante: si immagini un blocco operativo dei terminal e la necessità di ospitare duemila camion in arrivo. Ora dove li sistemeremmo?>.
È l’Autorità Portuale di Sistema che, con la Capitaneria di Porto, ha la gestione dei varchi e degli spazi portuali, l’organizzazione del porto dipende proprio dalla Adsp ed è da essa che può venire la soluzione al problema degli ingorghi in città aprendo i varchi.
Intanto, per domani, prepariamoci a un’altra giornata di passione.

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