Un raro ibis eremita si posa nel Genovesato. Estinto in Europa dal XVII secolo

I carabinieri forestali: <Si chiama Leopold e assieme a diversi suoi conspecifici, fa parte di un importante progetto europeo finalizzato alla reintroduzione dopo che, a causa della caccia, era sparito secoli fa>

Si chiama Leopold ed è la femmina di Ibis eremita che ha deciso di fare visita agli utenti del parco “B. Monti” di Sestri Levante. Tra gli utenti, c’era anche un carabiniere che in quel momento non era in servizio, ma notava l’esemplare e lo segnalava ai colleghi del Nucleo CC CITES di Genova. Questa specie infatti, nome scientifico Geronticus eremita, è inserita nell’Appendice I/Allegato A della Convenzione di Washington in quanto a serio rischio di estinzione, con popolazioni in continuo declino.

Nata a Burghausen, in Germania, nel 2014, Leopold, assieme a diversi suoi conspecifici, fa parte di un importante progetto europeo, con partner in Austria, Italia e Germania, finalizzato alla reintroduzione di questa specie in Europa. 

L’ibis eremita è una specie migratrice ed era presente nell’Europa centrale fino al XVII secolo, prima che si estinguesse del tutto a causa della pressione venatoria. 

Nella primavera 2013 l’intera popolazione mondiale selvatica di Ibis eremita con comportamento migratorio intatto era ridotta ad un unico individuo presente nel Medio Oriente. Ciò significa che l’Ibis eremita come specie migratrice era di fatto estinta. Questo progetto costituisce il primo tentativo, su base scientifica, di reintroduzione di una specie migratrice nella sua area di origine e viene effettuato guidando, con un ultraleggero, la migrazione di giovani esemplari “imprintati” sull’uomo dai siti di riproduzione in Austria e Germania, fino all’oasi WWF Laguna di Orbetello in Toscana. In questo modo i giovani dovrebbero imparare le rotte migratorie dai loro “genitori umani” per poterle poi ripercorrere da soli una volta diventati adulti insegnandole a loro volta ai discendenti.  

Cosa deve fare il cittadino che dovesse imbattersi in uno di questi esemplari? E’ fondamentale cercare di non disturbarli e soprattutto evitare assolutamente di offrire loro del cibo. Questa pratica sarebbe deleteria per animali che stanno riacquisendo attitudine alla vita selvatica e che vanno quindi aiutati ad affrancarsi per sempre dal loro legame con gli esseri umani.

Ma c’è di più: tramite la app “Animal Tracker” si possono seguire gli spostamenti dei vari individui di Ibis quasi in tempo reale, e diventare parte attiva del progetto con l’invio di foto e segnalazioni.

Maggiori informazioni sul progetto sono reperibili sul sito www.waldrapp.eu 

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