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Atp, dopo la denuncia social di una disabile l’azienda apre indagine interna

Una donna disabile ha raccontato di essere stata insolentita da un autista. Il presidente dell’azienda: <Alla signora prometto il massimo impegno per capire cosa è successo>. Resteranno, invece, impuniti quei passeggeri che hanno protestato perché il mezzo “perdeva tempo” a caricare la signora in carrozzina

Enzo Sivori, presidente di Atp Esercizio, interviene dopo la pubblicazione sui social della segnalazione da parte di una passeggera disabile di presunti comportamenti scorretti da parte di dipendenti dell’azienda: «Ho preso in carico in prima persona della vicenda. Appena abbiamo avuto la segnalazione ci siamo mossi subito e io stesso ho già scritto sui social alla signora promettendo il massimo impegno per capire cosa è successo. Noi abbiamo avviato un’indagine interna per capire prima di tutto cosa è accaduto e poi per individuare i responsabili e punirli severamente. La nostra azienda cura da sempre a tutti i livelli la questione delle relazioni con i nostri passeggeri e in particolare le persone con disabilità, quindi se qualcuno ha sbagliato pagherà. Il fatto che a prendere in carico la vicenda sia il sottoscritto in prima persona, deve valere come garanzia che faremo le indagini interne in maniera assolutamente seria. La nostra azienda ha fatto nell’ultimo anno grandi investimenti per cambiare i mezzi e per acquistarne di nuovi e totalmente primi di barriere architettoniche. La sensibilità verso chi è disabile è nel nostro dna. Per questo voglio andare fino in fondo alla questione».
«Ci risulta che alcuni problemi si siano verificati al momento del cambio di
mezzo, all’altezza di Calvari – dice Sivori -. La passeggera, era stata fatta salire a bordo senza l’uso del pianale per scelta dell’autista, come è lecito e consueto. Poi quando c’è stato il cambio, alcuni passeggeri avrebbero avuto comportamenti poco educati verso di lei, accusando la signora di far perdere tempo. Allo stato attuale non ci risulta che tra i maleducati in questione ci fosse anche nostro personale. Ovviamente l’indagine interna non si è ancora conclusa e proseguirà fino a quando tutto non sarà chiarito». Ma Ilaria Giromini sulla sua pagina Facebook ha raccontato un’altra storia e ora aggiunge: <Vorrei sottolineare che prima di scrivere sui social ho chiamato più e più volte l’azienda, ma ho trovato solo musichette su musichette e voci registrate!>.

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