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Bullismo, sedicenne picchiato sul treno da banda di coetanei

L’inquietante vicenda è successa sabato tra Quarto e Brignole poco dopo le 18:30. Il ragazzo, dopo le botte, è svenuto ed è finito in ospedale

Vittima di un branco di coetanei, messo in mezzo e picchiato sull’ultima carrozza del treno, quella dedicata al trasporto delle biciclette. È successo sabato scorso, 29 giugno, quando Luca (nome di fantasia, per tutelare la sua privacy), residente nel ponente genovese, sta tornando con un amico e coetaneo dopo un giro sulla sua amata dueuote. Alla stazione di Quarto sale un gruppo di ragazzi, coetanei dei due che sono già a bordo. Sono cinque o sei e tra questi ci sono anche due ragazze. Due di loro salgono con la sigaretta accesa e non la spengono nonostante gli inviti a farlo. Cominciano a fare domande: <In che zona abiti?>, <Di che anno sei?>. Poi, quello che sembra il capo sgancia la trombetta-clacson dalla bici di Luca, comincia a giocarci. Lui si alza dalla panchina dove è seduto per agguantarla, quello si siede al suo posto. Il ragazzo si avvicina, accerchiato dalla banda ma riceve un colpo in testa assestato da dietro, forse con un corpo contundente. Si sbilancia in avanti e il capo della ghenga gli dà un altro colpo, dal basso verso l’alto che gli spacca il labbro inferiore e gli provoca una abbondante fuoriuscita di sangue dal naso. Luca cade all’indietro, perde i sensi e resterà semi incosciente per una decina di minuti. Il suo amico, che stava seduto dall’altra parte del vagone e non ha la visibilità di quanto accade perché Luca è coperto dai ragazzi che erano saliti a Quarto, a quel punto sente il trambusto, capisce che qualcosa non va, si avvicina, si fa largo tra i coetanei e presta soccorso all’amico. Nel frattempo il treno arriva a Brignole, le porte si aprono e il branco sciama via. L’amico di Luca pensa a soccorrerlo, chiede aiuto, arrivano la Polfer e i militi di una pubblica assistenza che portano il ragazzo al Galliera, dove verrà sottoposto a visita e a Tac e trattenuto una notte in osservazione per via del colpo alla testa. La prognosi è di 7 giorni. Ci vorrà molto di più perché possa dimenticare di essere stato vittima di bullismo. Oggi i genitori hanno formalizzato la denuncia alla Polfer che è stata la prima a soccorrere Luca e a chiamare la sua mamma dicendole quello che era successo. <La cosa incredibile è che è successo in pieno giorno, su un treno – dice la donna -. È terribile pensare che un ragazzo come mio figlio, che torna a casa tranquillo nel tardo pomeriggio, possa essere aggredito da una banda di suoi coetanei>. Perché? Si ipotizza che volessero rubargli la bicicletta, ma che non ci siano riusciti perché arrivati a Brignole, viste le condizioni di Luca, hanno preferito scappare. Ma potrebbe anche essere stata una bravata, il divertimento di quei tanti ragazzi minorenni o maggiorenni da poco che si ubriacano nella movida del centro storico e del levante, che mettono in atto azioni di vandalismo nei posti che frequentano, i carruggi o Boccadasse, ad esempio, o i mezzi pubblici (treni o bus serali e notturni), che sempre più spesso vengono colti dalla polizia locale o dalle forze dell’ordine a fare uso i addirittura spacciare stupefacenti. Genova ha un problema. Un problema grande: una generazione a cui quella precedente non ha saputo dare regole e che adesso dà il peggio di sé. Una situazione sulla quale è urgente intervenire.

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