Uil Fp: “Polizia locale senza mascherine”. Ma da 3 giorni si sa che in dotazione ci saranno le più protettive
La Uil : <I nostri agenti posti a presidio dell’area interessata sprovvisti persino di idonee mascherine anti-polvere>, ma i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza erano stati informati tre giorni fa che invece il personale a rischio sarà dotato di “FFP3”, le maschere ad altissima protezione contro le particelle molto fini di piombo, amianto e fibre ceramiche

Dalla Uil Fp arriva una fortissima protesta che denuncia: <Il servizio di polizia locale, previsto per il 28 giugno, è stato disposto senza prevedere adeguate misure di sicurezza a salvaguardia della salute e sicurezza degli operatori. Il personale in straordinario è stato richiesto lo scorso 22 giugno e, nonostante la demolizione sia un evento programmato da tempo, arriviamo impreparati, con i nostri agenti posti a presidio dell’area interessata sprovvisti persino di idonee mascherine anti-polvere>. Vero che sarà una giornata durissima e che bisogna ringraziare i lavoratori della polizia locale per quello che faranno per il bene della città, ma non si capisce perché la Uil si concentri solo sui cantuné, visto che a lavorare nelle identiche condizioni ci saranno tanti altri lavoratori comunali, come quelli della protezione civile, come i tecnici. E peccato anche che sia di 3 giorni fa la mail della Rspp (responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione dell’azienda) che ha informato, appunto il 25 giugno scorso gli Rls (rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza) che le mascherine ci saranno eccome e saranno le più protettive. Eccone il testo.

Nella riunione di oggi 25 giugno p.v. alle ore 16.00 la Struttura Commissariale ha esplicitato la “Valutazione del Rischio per la demolizione delle pile 10 e 11 del viadotto Polcevera autostrada A 10 per lo scenario di esplosione”, precisando che già nella prima fascia dei 300 mt. il Sindaco in via precauzionale ha aumentato il raggio di sicurezza di mt.50 (250 + 50mt). Nella seconda fascia (300/400mt), a detta degli esperti, non sussiste condizione di rischio in quanto tutti gli accorgimenti necessari all’abbattimento delle polveri verranno utilizzati.
Misure precauzionali mascherine ffp3, tute e scarpe verranno utilizzate soltanto dal personale che dovrà sostare a diverso titolo (rilevazioni e controlli) all’interno della prima fascia nelle prime 4 ore dall’esplosione.
Insomma, le mascherine saranno date in dotazione al personale potenzialmente esposto, agenti compresi, sempre che sia necessario il loro coinvolgimento.

Ecco di che tipo di maschere si tratta, sono quelle della colonna di destra.

<La salute degli operatori è a rischio – sostengono alla UilFp, in una zona fatta evacuare per mettere in sicurezza i cittadini, come se gli agenti di Polizia Locale non avessero pari dignità. Un rischio facilmente evitabile, se affrontato per tempo. Avremmo apprezzato un semplice incontro con i rappresentanti dei lavoratori per condividere tutti i dettagli del servizio, tra cui appunto, anche l’aspetto della salute e sicurezza dei lavoratori. Come può un Ente chiamato a far rispettare le norme sulla sicurezza da parte dei cittadini, essere richiamato alla loro applicazione?>.
Insomma, il sindacato avrebbe desiderato essere coinvolto in una discussione. Magari al tavolo della Prefettura dove la salute dei cittadini come quella dei lavoratori viene organizzata per l’evento eccezionale dal rappresentante del governo e dal suo staff, dai tecnici della Asl, da quelli di Arpal, che hanno concrete responsabilità – anche penali – non solo sulla sicurezza sulla salute di tutti. Tutti questi soggetti avrebbero ignorato la salute degli agenti della polizia locale? Di certo hanno pensato, insieme al Comune, a tutti quei presidi di sicurezza garantiti (come da mail di 3 giorni fa) a chi è potenzialmente esposto. E che servano mascherine ffp3 (che sono anche piuttosto scomode da indossare) per dirigere il traffico a Sampierdarena piuttosto che a Pontedecimo (due quartieri vicini all’esplosione, dove la vita non si fermerà e ci saranno persone normalmente per strada), gli esperti lo escludono. Dove saranno gli agenti di polizia locale al momento dell’esplosione è dove ai cittadini è consigliato (non imposto) di non uscire di casa durante lo scoppio. Peraltro all’esplosione saranno presenti, a distanza di sicurezza così come la polizia locale, anche molti lavoratori pubblici e privati, della cui tutela le istituzioni hanno ragionato contestualmente: lavoratori delle aziende di demolizione, vigili del fuoco e anche giornalisti. Vigili del fuoco, protezione civile, tecnici e agenti, se dovranno entrare entro le 4 ore, saranno dotati degli idonei presidi, come previsto.
La Uil Fp ha fatto partire una polemica in un momento delicato, di grande responsabilità per la sicurezza di tutti i lavoratori da parte di tutte le istituzioni, pur sapendo che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza erano informati da 3 giorni che le mascherine saranno in dotazione dove servono. Peraltro gli agenti staranno ad almeno 450 metri dall’esplosione e svolgeranno le funzioni ordinarie svolte dalla polizia locale: impedire l’accesso e la circolazione in un tratto di strada. Inevitabile porsi una domanda: perché alzare (da sola, tra l’altro) un polverone mediatico e, se davvero pensa che sia a rischio a salute pubblica e dei lavoratori, non rivolgersi alla Procura della Repubblica come hanno fatto alcuni gruppi di cittadini?
Vero è che la nuova organizzazione del lavoro della polizia locale ha adeguato gli impegni dei lavoratori a quelli della categoria in tutta Italia, in particolare nelle città capoluogo, altrettanto vero è che gli agenti genovesi sono remunerati in maniera nettamente più bassa dei colleghi delle altre città italiane, nonostante quanto fosse stato promesso da questa Amministrazione sulle prime. Ma un conto è la trattativa sindacale per il reddito, altro conto è lanciare una bomba (solo mediatica) sulla sicurezza nel giorno della demolizione. Se davvero Uil Fp è convinta che un pericolo esista, siamo proprio tutti sicuri che il sistema sia quello di mandare uno spiccio comunicato ai giornali? Saranno i lavoratori a rispondere. Non solo quelli della polizia locale, ma anche quelli di tutti gli altri servizi che non sono stati nemmeno citati.
Il Diccap Sulp protesta invece per la sospensione di un’ordine di servizio del 2013 che stabiliva che durante le “Ondate di Calore” come quella prevista per oggi e domani le postazioni fisse di piantonamento possono avere una durata massima di un’ora e, al termine il personale deve fare rientro nella propria sede e non può essere più impiegato in servizio esterno. <Ci auspichiamo che gli organi di vigilanza intervengano al più presto per ripristinare almeno le regole basi della Legge sulla salute dei Lavoratori ma, soprattutto, ci auguriamo che domani non vi siano infortuni sul lavoro causati proprio da queste scelte> scrive il segretario Diccap Claudio Musicò. Il vecchio ordine di servizio, però, era frutto di un accordo con i sindacati non di norme di legge in tema di sicurezza del lavoro o di contratto collettivo. L’ordinanza valeva solo nell’orario ricompreso tra le 11 e le 16 e prevedeva che <qualora, nel caso specifico, si rendesse necessario garantire il presidio per un tempo superiore ad un’ora, dovranno essere predisposti adeguati cambi sul posto>. Ovviamente quella di domani è una circostanza di assoluta emergenza e il servizio sarebbe impossibile da garantire stando alle regole concesse dall’accordo del 2013. La giornata sarà molto difficile sul fronte del traffico in tutta la città. Saranno garantiti dal comando adeguati cambi sul posto e la fornitura costante di acqua agli operatori.


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