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Nuovo viadotto, prima gettata di cemento con Toninelli, Toti e Bucci

<Per fine anno il nuovo ponte sarà in piedi e nella primavera del 2020 credo lo si possa inaugurare. Sarà un momento straordinario di rilancio e riscatto per Genova e l’Italia>. Lo ha ha detto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli oggi a Genova per la prima gettata di cemento del pilone 9 del nuovo viadotto. Secondo Toninelli <Per fine anno il nuovo ponte sarà in piedi e nella primavera del 2020 credo lo si possa inaugurare>.

<Inizia la costruzione del nuovo viadotto sul Polcevera, un altro segnale che dimostra come le attività dei cantieri siano a pieno regime e stiano rispettando i tempi promessi, ma sopratutto è la dimostrazione di una Genova viva> ha detto il commissario per la ricostruzione e sindaco Marco Bucci. <Oggi è un bel giorno – ha aggiunto -. Sono oltre 3 mesi che stiamo lavorando alle fondazioni, ma oggi c’è un segnale preciso e visibile per tutta la città di Genova che dimostra che stiamo lavorando tutti insieme>.

<Ecco la prima colata di cemento del nuovo viadotto. La ricostruzione era già iniziata, ma oggi mettiamo formalmente un tassello importante per il futuro di Genova. Avanti così> ha aggiunto il presidente della Regione Giovanni Toti.  <Il gesto di oggi fa in modo che quelle morti assurde e imperdonabili non siano state vane – ha proseguito Toti -. Il gesto di oggi fa in modo che quelle morti assurde e imperdonabili non siano state vane. Oggi noi rispettiamo anche la promessa che ciascuno di noi ha fatto in quei giorni, che questa città avrebbe riavuto il suo ponte in un tempo ragionevole. La fondazione di questa pila è anche la riscossa dell’azione amministrativa e della politica in questo Paese. In questo caso tutti hanno lavorato con un unico obiettivo: vedere le prime auto transitare su questo ponte il prossimo aprile>.
<In questo Paese – ha continuato Toti – dove non sempre le cose vanno come ci piacerebbe, ciò che avviene qui oggi va ben al di là della fondazione di una singola pila di un singolo ponte: è la dimostrazione che amministrazioni centrali e periferiche possono lavorare insieme remando tutte dalla stessa parte. Abbiamo all’interno della pubblica amministrazione la qualità, e nelle nostre imprese migliori la capacità e le competenze, per costruire opere straordinarie e gigantesche senza doverci adeguare a tempi che siamo tutti abituati, da cittadini, a subire”. “Quando tra decine di anni si parlerà di questi eventi – ha concluso Toti – si ricorderanno le vittime, un atto dovuto che viene dal cuore per chi ha vissuto quei giorni, ma si ricorderà anche la capacità di un grande paese come l’Italia di sopperire e reagire a una delle più grandi tragedie che l’Europa abbia mai vissuto in questi ultimi anni. Grazie a chi si è speso per arrivare fino a qui, sapendo che il percorso è ancora lungo>.


All evento era presente anche il prefetto Fiamma Spena.

In mattinata Toninelli, accompagnato dai consiglieri comunali del M5S, ha incontrato una delegazione degli abitanti della zona arancione, che vivono nelle aree vicine ai cantieri per la ricostruzione del Ponte Morandi
<Ho ascoltato le loro richieste, in primis riguardo la sicurezza delle procedure di demolizione del ponte e li ho rassicurati che ogni lavorazione avverrà sempre nel massimo rispetto della legge e della salute dei cittadini genovesi – ha detto il ministro -. Per quanto riguarda l’allarme relativo all’amianto contenuto nel cemento del ponte Morandi, li ho rassicurati che le analisi hanno evidenziato che i livelli contenuti in una delle pile arrivano al massimo a 120ppm, ben al di sotto dei 1000ppm indicati come soglia massima per la sicurezza dei cittadini. Nonostante questo, è stata prevista tutta una serie di misure addizionali per ridurre al minimo ogni dispersione di povere nell’aria durante l’operazione di implosione.  I cittadini hanno tutto il diritto di avere accesso a tutta la documentazione relativa alle operazioni di demolizione e tra poco ne parlerò ancora al commissario Bucci. Trasparenza e massima condivisione sono indispensabili perché le persone possano tornare a fidarsi delle istituzioni, a partire dalla mamma del piccolo Samuele, il bellissimo fagottino di quattro settimane che ho salutato stamattina. È nato qui, nella zona arancione, e qui merita di vivere, se lo vorrà, in salute e sicurezza>.

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