I genitori della De Scalzi Polacco: “Orgogliosi che i nostri figli studino in un ambiente inclusivo”
In una lettera mamma e papà ringraziano <insegnanti e collaboratori per le riflessioni che hanno voluto condividere sulla segnalazione fatta da un genitore circa la presenza di persone “senza dubbio extracomunitarie”>.
<Non abbiamo mai messo in dubbio che la scuola non sia un luogo sicuro>
Il comitato dei genitori della De Scalzi Polacco fanno quadrato attorno al personale della scuola dopo che la direzione didattica li ha informati della brutta storia del genitore che aveva chiesto informazioni a proposito della frequentazione contemporanea di adulti del corso di italiano realizzato dal CPIA, persone definite ““senza dubbio extracomunitarie” e del fatto che la segreteria dell’assessore comunale alla Scuola Francesca Fassio abbia girato la domanda così come era stata posta (anche con l’inopportuno ““senza dubbio extracomunitarie”) ai vertici della scuola, anche se avrebbe dovuto sapere del corso (è, appunto, l’assessorato alla Scuola, infondo) che si tiene da anni in diversi istituti di Genova e di tutta Italia.

I genitori della De Scalzi Polacco desiderano ringraziare gli insegnanti e i collaboratori per le riflessioni che hanno voluto condividere sulla segnalazione fatta da un genitore circa la presenza di persone “senza dubbio extracomunitarie”, all’interno della scuola nell’orario scolastico.
Ci sentiamo di sottoscrivere pienamente quelle considerazioni, consapevoli che la scuola rappresenta per i bambini e le famiglie il luogo della condivisione, della sicurezza e della crescita individuale e sociale.
Siamo ben lieti che la scuola accolga il corso di italiano realizzato dal CPIA Centro – Levante poiché riteniamo giusto e utile che l’istituto si apra al territorio e promuova percorsi di alfabetizzazione e integrazione; siamo contenti che i bambini possano avere l’opportunità di frequentare un contesto multietnico in cui si incontrano culture, sensibilità, abitudini diverse e multiformi perché questa è la società nella quale viviamo e in cui vivremo anche nel futuro; siamo inoltre orgogliosi che i nostri figli siano accolti in un ambiente inclusivo che riconosce e valorizza la diversità, la comprensione reciproca e l’accoglienza. Non abbiamo mai messo in dubbio che la scuola non sia un luogo sicuro e siamo anzi riconoscenti agli insegnanti e alle collaboratrici per l’attenzione che sempre mostrano nella tutela dei nostri bambini all’interno dell’istituto e durante le uscite.
Il Comitato Genitori della Scuola De Scalzi-F.lli Polacco
Traspare tutta la fiducia per il personale, tutta l’incredulità per quanto è accaduto, tutta la convinzione che frequentare un ambiente multietnico possa insegnare molto ai bambini. E, certamente, il più fermo rigetto di qualsiasi forma di razzismo.
Su quanto è accaduto, la presidenza del consiglio comunale, martedì, non ha permesso che l’assessore rispondesse in aula agli articolo 55 di Pd e lista Crivello non ritenendo, evidentemente, importante sia una questione centrale dell’educazione dei bambini, quella dell’educazione all’antirazzismo, sia il fatto che l’assessore Fassio potesse spiegare al consiglio come sono andate le cose che, così come sono apparse su tutti i media d’Italia, gettano ombre sull’operato degli uffici, ombre che andavano dissipate subito.
Abbiamo presentato come gruppo consigliare M5S un ordine del giorno per chiedere semplicemente dei chiarimenti sulla vicenda – aveva spiegato Stefano Giordano – per capire le motivazioni della telefonata alla scuola da parte dell’Assessorato. Tuttavia la discussione è stata negata dal Presidente del Consiglio il quale ha sostenuto che la nostra richiesta non possiede i requisiti di attualità e importanza collettiva>.
<Noi riteniamo che in un periodo storico come quello che stiamo vivendo – aveva aggiunto il capogruppo pentastellato Luca Pirondini – con episodi di razzismo sempre più frequenti e di fronte ad un episodio come questo dove si rievoca tristemente l’apartheid sud africano, la nostra richiesta fosse assolutamente di attualità e di importanza collettiva, a maggior ragione dato il presunto coinvolgimento di un organo Istituzionale come l’assessorato alle Politiche educative. Un chiarimento da parte dell’assessore Fassio riteniamo fosse dovuto. Invece prendiamo atto dell’ennesima censura di questa Giunta Bucci di fronte a quelli che iniziano ad essere un po’ troppi episodi di intolleranza e discriminazione nella città di Genova>.
I consiglieri di Pd e Lista Crivello avevano esposto in aula questi cartelli.




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