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Movida, Tursi chiude per 30 giorni 4 esercizi che vendono alcol ai minori

L’assessore al Commercio Paola Bordilli ha chiesto ai suoi uffici di applicare le misure più severe dopo che bar e negozi erano stati più volte sorpresi dalla polizia locale a servire superalcolici persino a chi non aveva ancora 16 anni

Tre bar e un negozio sono stati chiusi per 30 giorni a seguito dei relativi provvedimenti firmati dal direttore dell’assessorato al Commercio su input dell’assessore Paola Bordilli.
In comune gli esercizi che ora scontano i comportamenti scorretti dei titolari hanno molto: sono tutti nell’epicentro della movida (due in via San Donato e due in salita Pollaiuoli), sono tutti gestiti da cittadini pachistani, hanno tutti venduto più volte alcol a minori anche al di sotto dei 16 anni e sono stati pizzicati a farlo dalla polizia locale che quando la vita notturna impazza nella “rive gauche” dei carruggi, batte palmo a palmo l’area per intervenire nel caso di comportamenti poco urbani dei frequentatori, ma anche di inosservanza delle regole da parte dei gestori. Tutto per fare fronte a quelle azioni che compromettono la vivibilità del quartiere e turbano il sonno dei residenti. I titolari delle attività che per un intero mese non potranno tirare su la saracinesca (normalmente aprono solo la sera e non di rado solo nel fine settimana) sono tutti uomini, tra e i 35 e i 40 anni, e quella di non rispettare le regole è per loro un’abitudine consolidata. I minori sanno perfettamente chi vende birra e superalcolici senza fare tante storie, anche a chi è giù ubriaco e senza chiedere la carta d’identità a chi ha l”aria di non avere l’età. Vanno a colpo sicuro. La polizia locale dei reparti Sicurezza e Giudiziaria non ci ha messo molto a capire da dove i ragazzi uscissero col bicchiere di plastica pieno in mano. I titolari pensavano forse di cavarsela con qualche sanzione ogni tanto. Invece sono fioccate anche denunce vere e proprie (la vendita di alcolici a chi ha meno di 16 anni è un reato vero e proprio).

I giovani clienti da questo fine settimana troveranno abbassate le saracinesche di

  • The Boss, bar in via di San Donato 15R.
    5 aprile 2019, vendita di alcolici a 2 minori tra i 16 e i 18 anni
    26 aprile 2019, vendita di alcolici a 2 minori tra i 16 e i 18 anni
    17 maggio 2019, vendita di alcolici a minori tra i 16 e i 18 anni
    Sospensione dal giorno successivo al 5 giugno
  • Vida Loca, bar in salita Pollaiuoli 24/26R
    9 marzo 2019, vendita di bottiglia di alcol da asporto
    19 aprile 2019, vendita di alcolici a 3 minori tra i 16 e i 18 anni
    26 aprile 2019, vendita di alcolici a un minore tra i 16 e i 18 anni
    Sospensione dal giorno successivo al 5 giugno
  • Hot Dog Centre, negozio in salita Pollaiuoli 33R
    18 maggio 2019, apertura oltre l’orario consentito (i negozi devono chiudere alle 21 e la bottega era ancora aperta dopo le 23)
    18 maggio 2019, schiamazzi
    27 maggio 2019, vendita di alcol a minori di 16 anni (denuncia)
    Sospensione dal giorno successivo al 5 giugno
  • Malibù, bar in via San Donato 36/38R
    5 aprile 2019, vendita di 2 bevande alcoliche a un minore tra i 16 e i 18 anni
    19 aprile 2019, vendita di alcolici a 4 minori tra i 16 e i 18 anni
    27 aprile, 5 aprile 2019, vendita di alcolici a una minore di 16 anni
    Sospensione dal giorno successivo al 5 giugno,

Com’è evidente, i gestori non hanno interrotto i comportamenti scorretti alla prima sanzione. Insomma, la chiusura se la sono proprio cercata, vendendo alcol a giovanissimi, quelli che poi, sbronzi fanno caciara, battono sulle serrande, gridano, cantano a squarciagola in piena notte, insultano gli abitanti che dalle finestre si lamentano, arrivano a danneggiare i portoni.

Paola Bordilli

<Abbiamo chiesto alla polizia locale di effettuare controlli puntuali e stringenti per incidere realmente sulla mala movida, quella che danneggia gli abitanti, ma anche i tanti esercenti sani perché le conseguenze del comportamento messo in atto dai gestori senza regole non consentono loro di lavorare in serenità – dice l’assessore Paola Bordilli -. Noi vogliamo permettere ai residenti e alla movida di convivere e perché questo accada tutti devono rispettare le regole>.
Bordilli ha più di una volta monitorato personalmente la situazione girando per i carruggi di notte per rendersi conto di quali fossero i fenomeni più invasivi. Ha collaborato col collega Stefano Garassino, assessore alla Sicurezza, che ha chiesto al comando di polizia locale l’impegno di un maggior numero di agenti. Recentemente, oltre a un gran numero di personale del reparto Sicurezza, a volte integrato da quello del reparto Giudiziaria, è stata disposta la presenza di agenti del I Distretto che qualche giorno fa hanno pizzicato e denunciato due minori italiani intenti a spacciare. Perché l’alcol, che crea la maggior parte dei problemi di vivibilità, non è il solo guaio della movida. C’è anche lo spaccio che avviene in maniera palese nell’epicentro della vita notturna dei carruggi, in piazza Ferretto e strade limitrofe. Ci sono spacciatori africani, magrebini e, anche italiani, tutti giovanissimi, che vendono per avere i soldi per comprare sostanza per sé. È quasi impossibile passare in zona senza sentirsi offrire cannabis o hashish (basta passare per le strade per sentire forte l’odore del fumo), ma volendo si trovano anche cocaina, eroina e crack.
Tutti i minori sorpresi a bere o a spacciare sono stati riconsegnati ai genitori, a volte in condizioni di ebbrezza manifesta. Possibile che gli adulti non si rendano conto delle condizioni in cui tornano a casa i figli ogni fine settimana?
La decisione della Corte Costituzionale a proposito della vendita della cannabis light (tornata illegale) ha chiuso anche il self H24 di via San Donato-piazza Ferretto che era un problema non tanto per la vendita di marijuana “light”, prima legale, ma perché gli spacciatori lo cingevano d’assedio offrendo sostanza illegale ad alta concentrazione di thc a un prezzo minore del prodotto lecito e droga pesante, come il crack o la metanfetamina.
Ora, con la chiusura dei bar compiacenti e l’arrivo della stagione estiva, è facile prevedere che la parte peggiore della movida si trasferirà sul lungomare del levante e lì sarà un’altra battaglia che gli assessorati e la polizia locale sanno già dovranno combattere.

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