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Bucci: “Chiederò in Prefettura che ai violenti non sia permesso di arrivare a Genova”

Il Sindaco: <Giovedì la violenza non è venuta da CasaPound. In questi due anni al Comitato per l’ordine e la sicurezza non abbiamo fatto abbastanza per fermare i manifestanti violenti>
Il caso del cronista pestato: dopo quello con l’Associazione ligure dei giornalisti, scontro a distanza del primo cittadino anche con l’Ordine

<Nessuno ha visto Casapound usare violenza. Ho visto altre persone andare contro Casapound a usare violenza>. Lo ha detto oggi il sindaco Marco Bucci rispondendo alle richieste di chiarimenti di Cristina Lodi (Pd), Gianni Crivello (Lista Crivello), Luca Pirondini (M5S) e Paolo Putti (Chiamami Genova) circa le decisioni che hanno portato alla concessione di piazza Marsala per il comizio elettorale di Casapound dello scorso giovedì 23 maggio. Crivello aveva appena ricordato che <In sei mesi tra le fila di CasaPound ci sono state 359 denunce e 20 arresti>.
<Bisogna dire con forza soprattutto devono dirlo coloro che stanno da quella parte: non ci andiamo in piazza con questa gente> ha detto Bucci, ricordando come anche Crivello avesse affermato pochi minuti prima: <Voglio chiarire un equivoco: siamo contro ogni forma di violenza sempre e comunque. Su quanto è successo bisogna fare pare piena luce nell’interesse di tutti>. Troppi militanti del centrodestra, non necessariamente dell’ultradestra, confondono anche sui social i molti partecipanti pacifici alle manifestazioni antifasciste con il plotone di casseur, provocatori violenti. Le distanze sono state abbondantemente da sindacati e associazioni che non possono fermare i violenti perché non sono parte dello stesso gruppo e, anzi, la loro presenza arreca un danno forte alla causa antifascista per il rispetto della Costituzione, tanto che c’è chi sospetta che parte degli antagonisti che giovedì hanno dato seguito a un lancio di sassi e bilie di ferro brandendo bastoni e paletti divelti siano, in realtà, provocatori.
Bucci ha detto che <la contromanifestazione, come la manifestazione è assolutamente legittima, ma non quella violenta> e ha aggiunto <Tutti i violenti che vogliono venire in città li lasceremo fuori>.

La piazza a CasaPound, Bucci: “Non possiamo superare le leggi dello Stato”

<Giovedì scorso, in piazza Marsala, sono avvenuti dei fatti tristi che non fanno onore alla città – ha detto Bucci -. Noi, Città di Genova, aborriamo la violenza e a tutti coloro che vengono qua con questa intenzione diciamo di andarsene: Genova non si merita queste persone. Il percorso decisionale che ha portato alla concessione della piazza l’ho spiegato pochi giorni prima di questi fatti ai giornalisti, ma lo ripeto: il sindaco e l’amministrazione devono seguire i regolamenti e per quanto riguarda il regolamento elettorale è ben chiaro. A chi (Cristina Lodi n. d. r.) mi dice che dovevamo seguire la mozione approvata in consiglio comunale il 23 gennaio 2018 dico che si sbaglia,  perché il regolamento elettorale supera la mozione votata e approvata. Nel regolamento elettorale è esplicitato che il Comune decide un certo numero di piazze che si possono concedere per i comizi elettorali: piazza Marsala è una di queste. Casapound è presente nelle liste elettorali, noi non possiamo negare loro gli spazi. Chi pensa che alcuni partiti siano essere fuori dalla Costituzione deve rivolgersi a un avvocato o alla procura per chiedere che siano disciolti. Se questo non avviene non possiamo negare la piazza>.
Cristina Lodi ha, appunto, insistito sul fatto che Bucci avrebbe potuto fermare il comizio attenendosi alla mozione votata all’unanimità il 23 gennaio 2018 e che impegna il Sindaco e la Giunta a negare gli spazi a chi non garantisce l’adesione a valori sanciti dalla Costituzione, Luca Pirondini ha detto che se impedire il comizio non era possibile, Bucci avrebbe dovuto <mandare un messaggio politico per dissociarsi> e ha elencato una serie di “indizi” che testimonierebbero, a suo dire che si sta virando verso un clima <non degno della città medaglia d’oro della Resistenza>.
Paolo Putti ha parlato del caso del sindaco di Rivoli che non ha concesso alcuna piazza a partiti che non controfirmassero una dichiarazione di antifascismo.
A difendere la posizione poi espressa dal Sindaco sono stati i capigruppo dei partiti di maggioranza Lorella Fontana (Lega), Alberto Campanella (Fdi) e Mario Mascia (Forza Italia).

<Al Comitato per l’ordine e la sicurezza in questi due anni non abbiamo fatto abbastanza per tenere fuori i violenti>

Era il 2001 quando su Genova calarono i black bloc. L’allora capo dei servizi segreti civili, Lorenzo Narracci, aveva prodotto una quantità impressionante di faldoni in cui si identificava tutta l’attività antagonista in preparazione: nomi, provenienze, mezzi con cui sarebbero giunti. Di tutto questo lavoro di prevenzione venne messa in atto una sola prescrizione, quella di chiudere lo spazio aereo genovese per evitare che un drone si abbattesse su Palazzo Ducale. Furono posizionati anche missili all’aeroporto per contrastare un eventuale attacco aereo. Non vennero, però, poste in atto misure per evitare l’arrivo dei casseur come era successo invece in altre città europee in occasioni di eventi simili.
Il sindaco Marco Bucci dice. <In questi due anni al Comitato per l’ordine e la sicurezza non abbiamo fatto abbastanza per tenere fuori questi violenti> e vuole riuscire ora a mettere in atto quello che all’epoca del G8 non fu nemmeno tentato: fermare i casseur prima che arrivino a Genova a manifestare in modo violento. In consiglio Comunale ha detto che al Tavolo per l’ordine e la sicurezza, in Prefettura, chiederà <di tenere fuori queste persone>.

Lo scontro a distanza con i giornalisti

Anche oggi Bucci ha parlato di “auguri”, ma non di “solidarietà” nei confronti del collega di Repubblica Stefano Origone, pestato giovedì mentre stava svolgendo il suo lavoro alla manifestazione contro il comizio di CasaPound da tre o quattro poliziotti che la Squadra Mobile della stessa Questura sta cercando di individuare attraverso video e testimonianze e che la Procura ha invitato a presentarsi spontaneamente senza, per ora, che nessuno di loro lo abbia fatto.
<Al giornalista Origone faccio i migliori auguri di pronta guarigione – ha detto Bucci in consiglio -. Voi non lo sapete perché non l’ho detto in giro: già giovedì sera avevo messaggiato col suo capo di Genova. Lo ho chiamato la mattina dopo, ma era in sala operatoria. Ci siamo sentiti nel pomeriggio. Quelli che dicono che non ho fatto il mio lavoro da questo punto di vista sbagliano nuovamente, non hanno capito le cose. Forse io difetto di non andare troppo sui giornali perché quando io dico una cosa me la travisano al 100%. Parleremo con l’Ordine nazionale (dei giornalisti n. d. r.) perché quello che hanno fatto è stata una “travisazione” (neologismo bucciano per “travisamento”) completa di una frase che aveva esattamente l’opposto significato>.
La risposta dell’Ordine dei giornalisti di Liguria è comparsa sulla pagina Facebook: <Caro Sindaco, con ossequioso rispetto, prima di parlare di travisamento o strumentalizzazione delle sue parole, prima di “parlare” con l’Ordine nazionale dei giornalisti (pensa che ci metta in castigo?) ascolti le registrazioni delle sue affermazioni su Origone (“Se uno è lì è lì”), poi ci saprà dire. Chieda consiglio al suo ottimo staff di comunicatori composto -non è ironia – da ottimi colleghi>.
Già l’Associazione dei giornalisti (il sindacato) aveva stigmatizzato le parole di Bucci ai microfoni di molte testate: “Però se uno è lì è lì… Quando succedono queste cose possono essere coinvolte persone che non c’entrano”. L’associazione aveva parlato di <Espressioni maldestre e improvvide>.

Pubblichiamo qui sotto il video ufficiale della seduta del consiglio diffuso in diretta dallo stesso Comune sulla propria pagina Facebook perché nessuno possa parlare, un domani, di fraintendimenti o, peggio, di travisamento della realtà. La trattazione dell’argomento con tutti gli interventi (opposizione, maggioranza e Sindaco) parte da un’ora, 9 minuti e 33 secondi.

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