Sindacale 

Accorpamento laboratori di ricerca al Gaslini, Fp Cgil: “Danno all’attività scientifica”

<Non vi è nessun preconcetto verso operazioni di accorpamento, ma questa fa acqua da tutte le parti>

<Disinteresse generale e soprattutto senza alcun confronto con l’Istituto, la Direzione Generale del Gaslini prosegue il percorso di riorganizzazione, questa volta delle attività di ricerca scientifica. L’unico risultato al momento sembra essere quello di fare in modo che l’Istituto perda definitivamente quel valore aggiunto che l’attività di ricerca ha sempre portato all’attività assistenziale e al riconoscimento internazionale del nome Gaslini>.  È questo in sintesi il contenuto di un documento preparato nei giorni scorsi dai delegati Funzione Pubblica Cgil del Gaslini.

L’atto più recente di questo processo di riorganizzazione è la revisione organizzativa dell’attività del Laboratorio LABSIEM (assistenza) e U.O.S.D. Laboratorio Genetica Molecolare (con Biobanca e di ricerca). <Non vi è nessun preconcetto verso operazioni di accorpamento – dicono al sindacato -, ma questa fa acqua da tutte le parti per diversi motivi; per citarne solo due, non se ne capiscono le motivazioni scientifiche e non viene previsto alcun indicatore oggettivo quale strumento di controllo e verifica per valutarne l’efficacia. In tutto questo non si stabilizza il personale precario senza il quale l’eccellenza del Gaslini non esisterebbe. La cosiddetta piramide delle Ricerca prevede infatti che il personale precario per poter proseguire nel percorso di stabilizzazione venga valutato in base all’attività scientifica e non assistenziale, a cui peraltro non potrà sottrarsi accorpando i due Laboratori>.

<Tutto questo – aggiunge Sandro Alloisio è responsabile sindacale Fp Cgil Gaslini – accade in un contesto generale che vede l’istituto perdere costantemente risorse sul finanziamento della ricerca: con una riduzione di 400 mila euro sul 2018 rispetto al 2017 con una perdita complessiva che dal 2008 ad oggi ammonta a più di 3 milioni di euro di finanziamento sulla ricerca corrente da (7,2 milioni a 4,2). Ci chiediamo sino a quando durerà l’indifferenza delle Istituzioni che hanno un ruolo nella gestione dell’Istituto, sino a quando Regione, Comune, ASL 3, Università, Ministero della Salute, continueranno a voltarsi dall’altra parte senza intervenire. Cosa serve avere un Consiglio di amministrazione che costa complessivamente 140 mila euro l’anno e che demanda completamente al direttore generale qualsiasi decisione organizzativa? Cosa è servito spostare, a inizio 2018, 2 milioni di euro (e relativo personale) dal bilancio della ricerca all’assistenza se oltre le difficoltà che si sono determinate per l’assistenza le stesse continuano a presentarsi anche per la ricerca? Per quanto il nostro Istituto potrà continuare ad operare in una condizione di perenne confusione organizzativa? E con una componente amministrativa e tecnica costretta ad operare ridotta ai minimi termini per numero di personale? I delegati, insieme al sindacato, continueranno a lavorare perché il Gaslini torni ad essere punto di riferimento di eccellenza multidisciplinare, ma tutto ciò non può continuare senza impegni concreti. L’Amministrazione non speri che i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori del Gaslini si stanchino di non avere risposte e smettano di protestare e di avanzare le loro proposte perché le cose cambino. Controlleremo puntualmente ogni atto ed ogni “riorganizzazione” della Direzione e faremo sempre sentire la nostra voce>.

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