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Cinque Terre invivibili. Comuni a un bivio: abolire il servizio ferroviario costerà 1 milione al Parco

Il “Cinque Terre express” vomita migliaia di persone ogni giorno e per strada non si riesce nemmeno a camminare. Si fa la coda per tutto. I cinque paesini sono ormai invivibili per abitanti e turisti. Mobilitata la protezione civile

Oltre il limite della ragionevolezza: l’assalto alle Cinque Terre, punta di diamante del turismo ligure, è, come vedete nelle foto, causa di invivibilità per residenti e turisti. L’assalto è favorito dal treni “Cinque Terre express” che vomitano migliaia di persone ogni giorno e che grazie all’accordo tra Ferrovie e Parco, favorito dalla Regione, rende un milione di euro l’anno al parco stesso. Ma a che prezzo? Le cinque perle della Liguria hanno superato il limite del turismo sostenibile (come già da tempo Venezia e Firenze), quello oltre il quale la qualità della vita dei cittadini residenti è fortemente deteriorata, i prezzi diventano astronomici (compresi quelli delle case in affitto) e gli abitanti vengono, di conseguenza espulsi dal territorio. La Regione offre ai Comuni la possibilità di rinunciare ai treni “Cinque Terre express”, ma devono sapere che il prezzo è il milione di euro l’anno che oggi le Ferrovie versano nelle casse del parco.

Si tratta, ovviamente, di turismo giornaliero, mordi e fuggi, che in alta stagione ingrassa le casse dei take away e dei forni e riempie i dehors dei ristoranti, ma anche le file davanti ad essi. Il risultato, dicono in zona, è la completa invivibilità dei 5 paesini (4 comuni) che formano il gioiello del turismo ligure. L’accessibilità alle Cinque Terre fa da volano per buona parte del territorio ligure (e anche per quello toscano, tanto che si trovano anche sul sito internet della regione confinante) perché chi non trova posto lì (i posti letto sono pochissimi) dorme altrove e si sposta con treno. L’acceso in auto è praticamente impossibile. La situazione è, però, talmente critica che sono stati necessari presidi di protezione civile

Nei prossimi giorni il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti convocherà un tavolo sulle Cinque Terre a cui prenderanno parte il neo presidente del Parco e i sindaci dei tre Comuni di Monterosso, Vernazza e Riomaggiore (Corniglia è una frazione del Comune di Vernazza): “L’obiettivo – spiega Toti – è fare il punto della situazione dopo il grande afflusso nei ponti di Pasqua e 25 aprile e in vista dell’estate per programmare insieme interventi che garantiscano al contempo la sicurezza delle persone e la possibilità per i turisti di visitare e godere appieno di un territorio tanto spettacolare quanto delicato>.
Per l’assessore Gianni Berrino <Il grande afflusso turistico di questi giorni ha anche reso più evidente quanto lo strumento del Cinque Terre express sia fondamentale nel trasporto dei visitatori: “Il Cinque Terre express è lo strumento più efficace per portare i turisti nei borghi, ma anche per agevolarne il deflusso. I sovraccarichi di persone durante i ponti e i finesettimana non sono di certo una novità di questi mesi. Inoltre, il Cinque Terre express dà un contributo importante al Parco, quindi alla collettività>.

<È necessario ricordare – prosegue l’assessore – che Regione Liguria ha rinunciato alla possibilità di vendere direttamente l’abbonamento giornaliero al costo di 10 euro per la tratta. Tutto questo a favore dell’accordo tra Parco e Trenitalia che consente allo stesso Parco di ricevere circa 5,7 euro per ogni singolo turista che acquista la carta treno per il Cinque Terre express. Si tratta di oltre un milione di euro l’anno che vanno direttamente al Parco, e che devono essere reinvestire nell’interesse della collettività che abita e vive nei cinque borghi patrimonio Unesco. L’unico obiettivo della Regione – conclude-  è agevolare il movimento dei turisti e far sì che il Parco riceva, tramite il servizio, fondi che in altri modi non potrebbe avere. Se i 3 sindaci che gestiscono il territorio non vogliono più il Cinque Terre express non devono far altro che dirlo, come se vogliono il numero chiuso per i turisti: se quella è la loro scelta, hanno piena facoltà di renderla operativa>.

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2 thoughts on “Cinque Terre invivibili. Comuni a un bivio: abolire il servizio ferroviario costerà 1 milione al Parco

  1. Bisognerebbe sí contingentare i flussi, ma quelli dei croceristi e delle gite/autobus che arrivano a metà mattina e se ne ripartono dopo poche ore; tutti turisti che non soggiornano sul territorio ma che lo vanno ad affollare e sovraccaricare lasciando solamente poche briciole.
    Altra cosa che potrebbe alleggerire il carico sui singoli paesi sarebbe quella di aprire tutti i sentieri, ed aprirne anche di nuovi. Invece siamo sempre con pochi, sentieri aperti, i sentieri bassi chiusi e la via dell’amore chiusa da almeno 6 anni……..

  2. Sono stata alle 5 terre tra 25 e 28 aprile. Il problema non è che il treno porta troppa gente. Ma che il treno è l’unica via che funziona e per molti non c’è alternativa a stare nei paesi!
    La navigazione, giustamente, si ferma per le condizioni del mare. Va benissimo.
    Ma che su tutto il Sentiero Azzurro sia praticabile solo Monterosso-Vernazza è inaccettabile!
    Tanta gente, come la sottoscritta, avrebbe preferito camminare sui sentieri, senza intasare treni e paesi, ma non ha potuto farlo perché i sentieri bassi son chiusi da mesi, se non da anni.
    I sentieri alti non sono alla portata di tutti. Toti intervenga su questo!

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