Imbrattato il palazzo della sede della Lega, i condomini: “Avevamo appena rifatto le facciate”

Il conflitto politico è sempre più teso, i vandalismi si moltiplicano, la Digos indaga, la Lega condanna. Lo fanno anche Pd e Lista Crivello che chiedono al Carroccio di condannare allo stesso modo quelli che <ricoprendo un ruolo istituzionale, esaltano la figura del dittatore Mussolini>. Intanto i padroni degli appartamenti del civico 23 di via Macaggi, fuori dall’agone politico, saranno quelli che dovranno di nuovo pagare le spese.
Imbrattata anche la lapide di Ugo Venturini, ucciso durante gli scontri in occasione di un comizio di Almirante. CasaPound: <Organizzeremo un pubblico ricordo>. Sarà un’altra occasione di tensione

Quelli che non c’entrano niente: i proprietari degli appartamenti dell’edificio di via Macaggi 23, dove c’è la sede della Lega imbrattata stanotte. Quelli che recentemente si sono caricati sulla schiena 30 mila euro di spesa ciascuno per rifare le facciate del palazzo già preso di mira negli anni passati in occasione di analoghi gesti vandalici. Quelli che ne faranno ancora le spese. Sono loro, oggi, tra le dichiarazioni politiche, le indagini della Digos, i commenti sui social dei simpatizzanti dell’uno e dell’altro schieramento, a spiegare che non hanno scelto che nel palazzo ci fosse la sede di un partito, qualsiasi esso sia, e che non tutti, con due anni di rate ancora da pagare per i lavori da poco terminati, hanno le disponibilità di mettere ancora mano al portafoglio. La loro è la voce della gente comune, quella di che pagherà il prezzo della tensione politica che si sta alzando. La Lega, in affitto, non ha avuto danni, il portone e la facciata sì. E a pagare sarà Pantalone, non Alberto da Giussano.


<Al confronto di idee preferiscono l’agire come vigliacchi>: così la Lega commenta l’atto vandalico.

<Dopo le minacce a Salvini a Uscio, dopo i cartelli contro la Lega durante le manifestazioni del 25 Aprile, i “bravi ragazzi” questa notte hanno deciso di imbrattare con della vernice rossa il portone e la facciata del palazzo in Via Macaggi in cui abbiamo la sede. Si tratta ancora una volta di un gesto vandalico fatto all’ombra della notte, come quello avvenuto a Bergamo e in altre città d’Italia. Sempre contro le sedi o i point elettorali del Carroccio. Evidentemente, invece che confrontarsi con uno scambio di idee, questi soggetti preferiscono agire di nascosto, come dei vigliacchi, imbrattando e danneggiando strutture pubbliche. Dispiace che invece del libero confronto vengano sempre preferite azioni clandestine. Ci aspettiamo una netta presa di posizione di tutte le forze politiche, maggioranza e minoranza, che siedono in consiglio comunale che finora hanno taciuto e auspichiamo che la Digos possa fare chiarezza e individuare i responsabili, cosicché possano pagare di tasca propria i danni che hanno causato. Basta gesti violenti, basta intimidazioni, apritevi al dialogo>.


La capogruppo Pd Cristina Lodi e il capogruppo Lista Crivello Gianni Crivello condannano il gesto vandalico, ma esortano la Lega a <condannare coloro che, pur ricoprendo un ruolo istituzionale, esaltano la figura del dittatore Mussolini>. Nel mirino il presidente del Municipio Levante Francesco Carleo (Fdi).

I gruppi  comunali  PD e Lista Crivello sono coerenti e puntuali nel condannare ogni forma di violenza e di inciviltà. Imbrattare con vernice rossa la sede della Lega in via Macaggi è stato un gesto inaccettabile e provocatorio che non può appartenere a nessun sincero democratico. Sono gesti che non appartengono a chi come noi ritiene il confronto politico l’unica modalità di agire, nonostante le differenze tra il centro destra e centro sinistra a tutti note.
Ribadiamo la nostra ferma condanna invitando  tuttavia, coloro che confondono la stella delle BR con la stella garibaldina, ad evitare tali scivoloni che possono solo creare tensioni.
Il capogruppo della Lega segua l’esempio di 10.000 manifestanti per il 25 Aprile.
Nel contempo siamo certi che la stessa Lega non tarderà a condannare coloro che, pur ricoprendo un ruolo istituzionale, esaltano la figura del dittatore Mussolini.


Tutti compresi nel faccia a faccia politico, nessuno che spenda una parola per i proprietari degli appartamenti del caseggiato. Appartamenti grandi e belli, vero. Pochi dei quali sono ancora posseduti da chi può far fronte alle nuove spese senza battere ciglio. È un po’ il problema comune alle grandi case di molti quartieri bene della città: per le normative edilizie non si possono dividere se non si offre un posteggio di pertinenza (difficilmente individuabile), spesso sono ormai abitati da una sola persona, di frequente anziana, la cui pensione ormai vecchia di anni ha perso potere d’acquisto e non basta a coprire spese e bollette. Oppure vengono messe in locazione da nutriti gruppi di eredi che sperano di coprire le spese con l’affitto ad inquilini che possano permettersi di pagare amministrazione, gas e luce per case da 2 o 300 metri quadrati. Per questo, spesso, in centro, gli appartamenti diventano uffici di ogni genere, compresi quelli dei partiti. La sede del Pd è poco distante, in via Maragliano, quella di Forza Italia è in via Corsica, a Carignano. Non è facile trovare chi vuole affittare una casa così grande e così costosa da mantenere. Non è facile nemmeno vendere una casa indivisibile e costosa da gestire in una città in piena crisi e con migliaia di appartamenti sfitti per il calo di un quarto della popolazione in vent’anni.


Stanotte, per l’ennesima volta, è stata imbrattata anche la targa dedicata a Ugo Venturini, nei giardini di piazza Verdi dove fu colpito a morte nell’aprile 1970 mentre assisteva ad un comizio elettorale di Giorgio Almirante.

<È ora di dire basta con i troppi ignobili vandalismi che si stanno verificando a Genova – dichiarano Gianni Plinio e Andrea Lombardi, esponenti genovesi di CasaPound Italia -. Sono dei vigliacchi che oltraggiano la memoria di un operaio missino che assisteva ad un comizio e sono della stessa risma di chi a Milano sostiene che un altro giovane missino Sergio Ramelli sia morto nel 1975 negli “scontri di piazza” con militanti comunisti, quando invece venne aggredito e sprangato da questi ultimi sotto casa come sancito nel processo. Per questo, la stessa CasaPound sarà tra chi organizzerà a Genova un pubblico ricordo di Ugo Venturini nei prossimi giorni coincidente con la sua scomparsa>. Sarà un’ulteriore occasione di tensione che in città si sta gradatamente alzando.

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