Guardie zoofile sgradite nel Levante. Municipi Centro Est e Ponente: “Vengano da noi”

Il presidente del Municipio del centro: <Cerchiamo volontari. Chi ama gli animali è il primo a rispettare le regole che, se non vanno bene, si cambiano, ma vanno rispettate>

<Cercasi volontari per il Municipio Centro est. Credo che chi ama davvero gli animali sia il primo a rispettare le regole e a volere che si facciano rispettare. Il rispetto delle regole “senza se e senza ma” è l’unica bussola che assicura la giusta direzione. Se non vanno bene si cambiano, ma vanno rispettate. Ci sono regole che non piacciono nemmeno a me. Provo, con il mio piccolissimo contributo, a convincere chi di dovere a cambiarle. Ma fino a quel momento tento in tutti i modi di seguirle>. Lo dice il presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù che accoglierebbe volentieri le guardie zoofile che il Municipio Levante non vuole più perché accusate di far rispettare le regole con “troppo” rigore nei parchi e nelle aree verdi di Centro, Oregina e Castelletto.

Dal Municipio Ponente arriva anche il gradimento di quella zona, che ha sul proprio territorio anche fascia di rispetto di Pra’ e villa Duchessa di Galliera. L’assessore Matteo Frulio specifica: <Le guardie zoofile ambientali sono molto gradite anche da noi>


Le Guardie zoofile che fanno capo all’associazione Una agiscono già su tutto il territorio cittadino. Non sono autorizzate dal Comune né, tantomeno, da un Municipio, ma dalle Prefettura.

Cosa sono le guardie zoofile ambientali?

Le guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute, secondo quanto previsto dagli artt. 57, comma 3, c.p.p. e 6, comma 2, legge n. 189/2004, sono agenti di polizia giudiziaria nei limiti del servizio cui sono destinate secondo le rispettive attribuzioni (e non già di ufficiale di polizia giudiziaria, trattandosi di soggetti privati). Si può quindi ritenere che, la qualifica di agente di polizia giudiziaria compete alla guardia zoofila che agisca nei limiti delle attribuzioni conferite, per materia e per territorio, dalla legge e dal decreto prefettizio di nomina. Così è per le guardie dell’associazione Una.
È certamente un caso che la stessa associazione Una le cui guardie eco-zoofile vengono minacciate di essere sbattute fuori dalla sede dal Municipio Levante presieduto dal presidente Francesco Carleo (Fdi) a seguito delle lamentele di alcuni cittadini (in realtà la petizione è stata firmata da molti dei circa 270 firmatari per chiedere un’area di sgambatura cani a Nervi), sia nel mirino di un consigliere comunale dello stesso partito per la gestione del Canile di Monte Contessa. Certamene un caso, dicevamo, ma, siccome ce lo hanno segnalato parecchi lettori, diamo comunque conto della coincidenza come fatto storico.

Gli insulti alle guardie su Facebook

La petizione è stata sostenuta anche da alcuni di quei cittadini che nel dicembre scorso, su un gruppo Facebook di zona, si lamentavano per il rigore (applicato, spiega il capo nucleo delle guardie, dopo che da giugno i ripetuti avvertimenti bonari erano stati totalmente ignorati) addirittura insultando nero su bianco le guardie e sostenendo che non avessero alcun diritto di chiedere i documenti e sanzionare. Cosa che, come abbiamo visto, sono invece in pieno diritto-dovere di fare. Sui commenti dello stesso post, alcuni dei quali davvero spiacevoli e maleducati, si rimproverava alle guardie di non intervenire sulle bici che sfrecciavano nei parchi. Ora una delle accuse è esattamente quella contraria. Polemiche, quindi, senza coerenza.
Certamente c’è chi, contrariamente alla maggioranza dei cittadini, le regole pretenderebbe di non rispettarle rimanendo impunito e batte metaforicamente i piedi per ottenerlo. Come c’è stato chi, per questo, annunciandolo anche sul gruppo Facebook, ha rifiutato di fornire i documenti per compilare la sanzione. Qualcuno per il rifiuto di declinare le generalità a una guardia-agente di polizia giudiziaria (che è un reato) è stato persino denunciato. Nasce forse da qui la crociata non civile contro il rispetto delle regole, la levata di scudi a favore della “cacca libera” dei cani ai parchi di Nervi: impossibile individuare dove un cane libero decide di depositare le proprie deiezioni e l’area verde ne è piena. La supposta “scortesia” delle guardie segnalata da alcuni, forse è solamente l’interpretazione distorta di quanto è talvolta accaduto quando qualcuno, non conoscendo la legge e il ruolo dei volontari, si è sentito in diritto di negare i documenti e le generalità e persino di insultare e prendere in giro.

Le frasi scritte sui social a dicembre dai crociati del “diritto” a non rispettare le regole senza essere sanzionati

Gian Lorenzo Termanini

Insulti al capo nucleo Gian Lorenzo Termanini (definito <paralitico>) e alle guardie (<possono darmi una facciata nel c…o>; <Non hanno il potere di trattenervi o di chiedervi i documenti>, <stanno violando un codice: abuso di potere>), minacce (<chiamate i carabinieri>), negazione del ruolo di agente di pg delle guardie zoofile (per come viene descritto, invece, perfettamente rispondente all’incarico). Ecco come nasce la “fronda” del no alle attività di controllo a cui ha dato ascolto il municipio Levante. Ripetiamo che diversi degli oltre 270 cittadini che hanno preso parte alla petizione (una semplice raccolta firme per strada e nei parchi, pare non legalmente asseverata da un notaio) ci hanno contattato per dirci che hanno firmato solo per l’ottenimento di un’area di sgambatura e non contro le guardie zoofile.

<Tirateli fino ai carabinieri e segnatali, se lo facciamo tutti forse qualcosa facciamo> scrive una donna, che descrive l’attività delle guardie come <terrorismo>, ma che, fino a condanna del giudice (per ora non ci risulta nemmeno una denuncia formale) è perfettamente legittima. C’è anche chi spiega di aver chiamato i carabinieri, ma che questi non sarebbero mai intervenuti, forse perché loro sanno, a differenza di certi cittadini, quale è il ruolo delle guardie.
Per leggere più agevolmente i commenti che abbiamo tratto dal post Facebook del 13 dicembre cliccate su ognuna delle foto.


Le guardie zoofile, nei parchi, oltre a sanzionare chi lascia liberi i cani, senza guinzaglio e senza museruola (come invece prescrivono leggi e regolamenti comunali), in questi mesi hanno fermato le corse con bici normali ed elettriche, allontanato ubriachi, fatto scendere dagli alberi persone che vi si arrampicavano danneggiandoli, riportato ai genitori bambini dispersi. Un “servizio” che piace al presidente leghista del Centro Est.
<I nostri cittadini sono certamente civilissimi, non lasciano i cani liberi e raccolgono le deiezioni – scherza il presidente Carratù -, ma nelle aree e nei parchi delle nostre zona arrivano da tutta Genova e da fuori Genova. Inoltre sono molti i comportamenti non legati agli animali contrari al regolamento comunale. Accogliamo noi molto volentieri le guardie zoofile, se vorranno venire a fare volontariato nella nostra zona>.
Nell’area del Centro Est, oltre al parco del Peralto, ci sono Villetta di Negro, l’Acquasola, Villa Croce e tante altre aree verdi in cui una sorveglianza supplementare del rispetto dei regolamenti sarebbe ben accetta.

AGGIORNAMENTO – Petizione “fai da te”. In molti dicono di aver firmato solo per l’area di sgambatura e non contro le guardie

Questo il commento di una donna comparso sullo stesso gruppo Facebook di cui abbiamo parlato sopra, sotto il post del nostro articolo di ieri. Nel frattempo abbiamo appurato che una buona parte delle firme è stata raccolta in un negozio della zona durante il normale orario di apertura, quindi senza la presenza del notaio. Di conseguenza, la petizione non ha alcun valore. Su questa raccolta firme non ufficiale si basa, improvvidamente, la lettera di “avviso di sfratto” del Municipio. Molti i cittadini che sostengono di aver firmato perché gli è stato detto che serviva per l’area di sgambatura cani e sostengono di non aver letto alcun testo.
Un altro commento punta a chiarire ulteriormente le cose.

La questione sta diventando un caso cittadino e bisognerà capire, adesso, che intenderà fare il Municipio Levante per cavarsi dal grave imbarazzo in cui si è messo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: