Multe delle guardie zoofile a Nervi: il Municipio può togliere la sede, ma non impedire le sanzioni

Le guardie non vengono nominate dal parlamentino di zona, ma dal Prefetto. Sono pubblici ufficiali e gli viene attribuita la funzione di polizia giudiziaria. Se ci sono stati abusi, chi li ha subiti deve denunciare alla Magistratura e non al Municipio. Se invece non ci fossero stati, si tratterebbe dell’ennesima cagnara di chi pensa di cavalcare l’onda del qualunquismo populista per sottrarsi alle regole. Un po’ come succede a Carignano per i divieti di sosta

Via la sede di Nervi alle guardie zoofile che danno troppe multe per cani liberi e deiezioni? Se il Municipio è infastidito dalle sanzioni, che invece una parte della popolazione chiede a gran voce, può legittimamente togliere, come ha minacciato in una lettera, la sede concessa, ma non può impedire alle guardie di continuare a sanzionare. La modalità della sanzione non prevede “contrattazione”: nessuno di noi contratta con la polizia stradale, la polizia locale o i carabinieri per una multa per eccesso di velocità.
Tra le multe comminate dalle guardie non ci sono solo gli animali senza guinzaglio e senza museruola, ma anche sanzioni e denunce per chi ha danneggiato il parco e ad ubriachi che molestavano i presenti.

La lettera del Municipio e la raccolta firme, circa 278 stanno scatenando un putiferio. Sono un po’ l’edizione nerviese del polemica sulle multe stradali in via Alessi a Carignano, con mezza popolazione a favore e mezza che chiede il rispetto delle regole. Anche a Nervi, la questione è una sola: c’è il divieto e, se non viene rispettato, le sanzioni (peraltro chieste a gran voce dai tanti cittadini che il rispetto delle regole lo vorrebbero), sono regolari e sono legittime. A Genova da qualche tempo imperversa una pericolosa deriva qualunquista e populista che tende ad affermare che le multe vanno bene sono se date agli altri. Senza denunce alla magistratura per abuso di potere, la raccolta firme e l’agitazione sui social restano, sintetizzando, iniziative tese a garantire a certi padroni di cani la licenza di fregarsene delle regole imposte a tutta la città perché i parchi non siano, come lo sono quelli di Nervi, costellati di deiezioni e di buche “raspate” con le zampe e perché c’è il rischio che gli animali liberi, magari solo per giocare, travolgano cani e bambini.

Raccolta firme “nebulosa”. In molti dicono e scrivono sui social di aver firmato solo per chiedere un’area di sgambatura

La raccolta firme citata dal Municipio non sarebbe stata firmata da molti per mandare via le guardie o denunciarne un comportamento scorretto, ma per chiedere un’area di sgambatura cani a Nervi. Almeno questo credevano di firmare molte persone che sono state avvicinate, dicono, da signore della zona. Non sappiamo se la petizione di cui parla il municipio sia regolarmente registrata con presenza del notaio e trascrizione de parte del professionista dei dati dei documenti o, come ci dicono in molti, sia stata invece un foglio di raccolta firme senza testo con cui venivano avvicinati i proprietari dei cani dicendo che serviva per l’area di sgambatura. Se fosse vera questa seconda ipotesi, la petizione avrebbe il valore della carta straccia e sarebbe curioso che il Municipio la usasse in una lettera ufficiale che, forse chi lo ha scritto non ne ha tenuto conto, accusa un pubblico ufficiale di terrorizzare volontariamente i cittadini.


< Le guardie zoo-ambientali sono apprezzate in particolar modo da chi ha cani miti e socievoli che non di rado vengono aggrediti da cani meno tranquilli e più territoriali lasciati liberi dentro al parco mentre i padroni, si fumano una sigaretta seduti sulle panchine> dice Paolo, cittadino di Nervi, a nome dei tanti che sono infastiditi dalla presenza di animali liberi.

L’Associazione Amici dei Parchi di Nervi chiede <Il rispetto del regolamento comunale sui parchi> e che <le sanzioni vengano comminate anche dalla polizia locale>.
Il regolamento dei parchi storici prescrive che prati non debbano essere danneggiati. È quindi permesso l’uso “leggero” e non “pesante” (partite di cricket, di pallone e di pallavolo). Riguardo ai cani, oltre all’ovvio guinzaglio, alla museruola e al sacchettino dice chiaro e tondo che i cani rovinano i prati e le loro deiezioni bruciano l’erba.


L’ex assessore municipale Michele Raffaelli, che avviò l’accordo con le guardie poi perfezionato da questa giunta di Municipio, annuncia: <Se le guardie hanno sbagliato devono essere richiamate e punite; se hanno elevato verbali scorretti vanno cancellati. Ma se così non è vanno supportate e vanno fatte tutte le azioni per una parallela “cultura del vivere gli spazi pubblici“>. In sostanza, come spiega Raffaelli, le guardie non vengono nominate dal parlamentino di zona, ma dal Prefetto. <L’ordinamento italiano – continua Raffaelli – qualifica la guardia zoofila come pubblico ufficiale e gli viene attribuita, nell’ambito specifico della tutela svolta, la funzione di polizia giudiziaria. Quindi, non capisco il fine della lettera del Municipio, che ad una prima lettura suonerebbe come una minaccia del tipo: o non sanzioni oppure ti levo gli spazi per gli uffici. Intanto la “non sanzione” sarebbe una grave omissione, sarebbe come chiedere ad un agente di polizia di non perseguire un trasgressore o chi commette un reato. Poi c’è il Prefetto che deve giudicare l’operato delle guardie, se hanno davvero instaurato un clima di terrore allora si fa un legittimo ricorso e se ne attende l’esito. Infine mi incuriosisce come una Giunta come quella attuale, che richiama alla sicurezza, al rispetto, all’ordine possa schierarsi contro i “tutori dell’ordine”. Mi verrebbe da dire: “quante firme servono per non fare fare le multe per divieto di sosta alla polizia locale?”>.

Raffaelli annuncia che parlerà al più presto con il presidente Carleo, con l’assessore competente, con la Prefettura, con la Procura della Repubblica>. Ci sono stati soprusi? Si intervenga su chi li ha commessi. Non ci sono stati? Allora l’attività delle guardie è legittima e la presa di posizione del Municipio quantomeno fuoriluogo. Insomma: decidano la Prefettura e la Procura perseguendo le specifiche guardie, se hanno commesso abusi ma, se non lo hanno fatto, la polemica diventa tra chi vuole il rispetto delle regole e chi delle regole vuole la licenza di fregarsene. E se così fosse la lettera del Municipio diventerebbe imbarazzante per l’istituzione.

Gian Lorenzo Termanini, capo nucleo delle guardie ecologiche ambientali, spiega che all’inizio, nel giugno scorso, in 4 mesi sono stati comminate solo due sanzioni. <Abbiamo fatto opera di richiamo, di educazione, di consapevolizzazione> dice. Ma non è bastato. E dopo 4 mesi sono partite le multe anche per i proprietari dei cani. Da lì, denuncia Termanini, è partita la lapidazione social. E non solo. C’è chi, tra i sanzionati, ha tentato di scappare a piedi non declinando le generalità (è un reato) e gridando all’indirizzo della guardia: <Pendimi la targa!>. C’è chi ha risposto male. Tutti sono stati sanzionati e, se del caso, denunciati.
<Abbiamo fatto tanti altri interventi – prosegue Termanini -. Abbiamo fermato il viavai di bici elettriche che sfrecciavano a 40 all’ora. Abbiamo allontanato ubriachi, abbiamo trovato un bimbo che era riuscito ad allontanarsi dai genitori e ad arrivare fino alla stazione>. Poi, sì, ci sono le sanzioni a chi porta i cani al parco senza guinzaglio e senza museruola, come invece impongono leggi e regolamenti e come in tutta la città i presidenti di Municipio stanno chiedendo, tanto che sono stati portati a termine e sono programmati dalla polizia locale dei reparti Vivibilià e Giudiziaria servizi dedicati alla repressione del malvezzo di non raccogliere le deiezioni canine.

Per riassumere, il Municipio può anche mettere in atto la minacciata revoca della sede, ma non impedire alle guardie di fare le sanzioni perché non è competenza sua né del Comune deciderlo. Chi ha preso la multa ritenendo di aver subito per qualsiasi motivo un sopruso denunci ufficialmente e veda se l’autorità competente, quella giudiziaria (e non il Municipio) gli dà ragione o no. Denunci, ma alla Magistratura non a Facebook o sui fogli volanti per raccolta firme. Altrimenti taccia per sempre e, impari a rispettare le regole che, dovrebbe essere superfluo ricordarlo, valgono anche per i cittadini dei quartieri bene e per chi li frequenta, che si tratti di codice della strada come a Carignano o dei regolamenti comunali come a Nervi.

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