Ponte Morandi 

Bucci: “La mia priorità assoluta è la tutela della salute pubblica”

Perché non si è parlato prima delle fibre d’amianto? <Chiedetelo ad Arpal e Asl>. L’agenzia regionale per l’ambiente: <Mai escluso che ce ne potessero essere>

Un piano di cui non si può parlare semplicemente perché non c’è ancora <lo stanno preparando i tecnici non la struttura commissariale> lo ha detto il sindaco e commissario straordinario Marco Bucci in consiglio comunale dopo che i partiti di minoranza lo avevano attaccato sul fatto che non erano state inserite in priorità (in modo da essere discusse) 4 interpellanze di Pd, Lista Crivello, M5S e Chiamami Genova. Ne è nata una discussione in cui il Sindaco ha detto di essersi offeso per la mancata presenza dei primi 3 partiti alla riunione dei capigruppo e questi per la <mancanza di rispetto> nei confronti della minoranza. <L’abbattimento con esplosivo – ha spiegato Bucci – è in discussione come il piano d’emergenza, il documento di valutazione del rischio e il piano ambientale non hanno ancora ricevuto l’autorizzazione>.
A margine del consiglio, ai giornalisti che gli chiedevano come mai fino a qualche giorno fa gli enti preposti alle analisi ambientali dei resti del ponte Morandi avessero escluso la presenza di fibre di amianto, il Sindaco ha risposto: <Chiedete ad Arpal e Asl>.
Durante il consiglio Bucci ha comunque assicurato che detto che la sua priorità assoluta è <la tutela della salute pubblica> di cui, come sindaco, è responsabile.

Arpal, dal canto suo, ha voluto chiarire la propria posizione

Arpal è supporto tecnico impegnato nella gestione dell’emergenza Morandi, e in questi mesi ha soddisfatto le richieste arrivate dai diversi enti competenti, in primo luogo per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
A settembre, per conto dei Vigili del Fuoco, insieme ad Asl e Polizia Scientifica, Arpal ha effettuato un sopralluogo, prelevando in via speditiva (perché in zona rossa) alcuni campioni di detriti, che all’analisi al microscopio a scansione elettronica non hanno evidenziato presenza di amianto.
A ottobre, su incarico della Procura, tecnici Arpal hanno raccolto campioni di detriti stoccati nell’area cosiddetta “penisola” ed effettuato un monitoraggio dell’aria: le quattro relative analisi al microscopio a scansione elettronica non hanno evidenziato la presenza di amianto (qui i referti).
La settimana scorsa, su incarico della Procura, tecnici Arpal hanno prelevato 24 campioni relativi alla pila 8, prelevate a diverse quote, procedendo all’analisi con il microscopio a scansione elettronica: 6 campioni hanno evidenziato la presenza di tracce di amianto, con concentrazioni inferiori ai limiti di rilevabilità strumentale pari a 120 mg/kg (qui i referti). 
Si ricorda che, in ogni incontro pubblico, Arpal ha sempre parlato di assenza di amianto nelle analisi effettuate, confermando al tempo stesso però come non fosse possibile escluderlo a priori.
Inoltre, si ricorda che la normativa vigente pone a carico dell’esercente del cantiere la caratterizzazione dei materiali, ai fini della valutazione dei rischi sanitari e ambientali connessi all’attività, da cui discende – fra le altre cose – la presentazione di un piano di monitoraggio ambientale.  
In questo momento Arpal non ha alcuna funzione autorizzativa o gestionale, ma ha il compito di esprimersi, dal punto di vista ambientale, sulla congruità del piano di gestione del rischio ambientale relativo alle modalità di demolizione proposte.  

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